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Finanziamento di progetti di utilità sociale nel settore della Cooperazione internazionale allo sviluppo 2020

La Fondazione di Modena ha pubblicato il nuovo bando per il co-finanziamento di progetti di utilità sociale nel settore della cooperazione internazionale allo sviluppo.

Il bando è il frutto dell’accordo sottoscritto tra Comune di Modena e Fondazione di Modena, i quali intendono favorire la messa in rete e lo sviluppo di sinergie tra i soggetti del territorio modenese che si occupano di cooperazione internazionale.

Possono presentare domanda di contributo:

• organizzazioni della società civile e soggetti senza finalità di lucro, ai sensi dell’art. 26 della L. n. 125 dell’11 agosto 2014;

• organizzazioni di volontariato di cui alle L. n.266 dell’11/08/1991 e L.R. n.37 del 02/10/1996 e successive modifiche ed integrazioni;

• associazioni di promozione sociale di cui alla L. n.383 del 07/12/2000 e L.R. n.10 del 07/03/1995 e successive modifiche ed integrazioni;

• cooperative sociali di cui alla L. n.381 del 08/11/1991 e L.R. n.7 del 04/02/1994 e successive modifiche ed integrazioni;

• imprese sociali di cui alla L. n.118 del 13.06.2005 e D.Lgs. n.155 del 24.03.2006.

Sono esclusi gli enti con fini di lucro e le imprese di qualsiasi natura, con eccezione delle imprese strumentali, delle cooperative che operano nel settore dello spettacolo, dell’informazione e del tempo libero, delle imprese sociali e delle cooperative sociali di cui alla legge vigente e successive modificazioni.

Budget disponibile:

L’importo complessivo a disposizione è di 150.000 euro

Scadenza per la presentazione delle richieste:
22/04/2020

Per approfondire:

Maggiori informazioni in merito allo stanziamento finanziario, spese ammissibili, nonché sulle modalità per la presentazione delle proposte, sono presenti nel testo integrale del bando al seguente Link

Green Deal europeo per un continente ad impatto climatico zero

La nuova Commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen ha presentato il Green Deal europeo, una tabella di marcia per rendere sostenibile l'economia UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita – una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. [...] Siamo determinati a fare sì che questa strategia abbia successo per il bene del pianeta e delle sue forme di vita – per il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le nostre foreste e i nostri mari. Mostrando al resto del mondo la nostra capacità di essere sostenibili e competitivi, possiamo convincere altri paesi a muoversi con noi."

Il Green Deal europeo vuole: stimolare l'uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un'economia circolare e pulita; arrestare i cambiamenti climatici; mettere fine alla perdita di biodiversità; ridurre l'inquinamento.

Esso illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione giusta e inclusiva, anche attraverso atti legislativi ambiziosi quali la prima legge europea sul clima, la strategia sulla biodiversità per il 2030, una nuova strategia industriale, un piano d'azione sull'economia circolare e una specifica legislazione "dal produttore al consumatore" per una politica alimentare sostenibile.

Questa tabella di marcia riguarda tutti i settori dell'economia e ha l'ambizione di rendere l'Europa il primo Continente al mondo a emissioni zero entro il 2050. Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo saranno necessari investimenti notevoli.

Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell'ammontare di 260 miliardi di euro, pari a circa l'1,5% del PIL del 2018.

Almeno il 25% del bilancio a lungo termine dell'UE dovrebbe essere destinato all'azione per il clima e la Banca europea per gli investimenti fornirà ulteriore sostegno.

Nel marzo 2020 la Commissione, inoltre, lancerà un Patto per il clima” per dare ai cittadini voce in capitolo e un ruolo nella formulazione di nuove azioni

 

Per ulteriori informazioni: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_19_6691

Bando 2020 del Programma “L'Europa per i cittadini”

La Commissione Europea ha pubblicato il bando per l'anno 2020 del Programma “Europa per i cittadini”.

Finanziando progetti e attività che prevedono la partecipazione dei cittadini, il programma promuove la storia e i valori condivisi dell’Europa e stimola il senso di appartenenza al processo di sviluppo dell’Unione. L'invito vuole sensibilizzare alla memoria, alla storia e ai valori comuni, nonché alla finalità dell’Unione di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli e incoraggiare la partecipazione civica e democratica dei cittadini a livello dell’Unione. Nello specifico il bando riguarda le seguenti 4 tematiche:

- progetti relativi alla memoria europea;

- gemellaggio tra città;

- reti di Comuni;

- progetti relativi alla società civile.

Possono presentare la propria candidatura enti pubblici o organizzazioni non profit con personalità giuridica.

Le sovvenzioni massime per progetto sono così distribuite:

- Memoria europea → 100.000 euro;

- Gemellaggio tra città → 25.000 euro;

- Reti di Comuni → 150.000 euro;

- Progetti della società civile → 150.000 euro.

Scadenze: 04/02/2020, 03/03/2020, 01/09/2020 (a seconda della tematica scelta)

 

Per approfondire visitare la pagina web dedicata a "Europa per i cittadini".

Bando 2020 del Programma Erasmus+

Il bando comprende le seguenti azioni del programma Erasmus+:

- mobilità individuale ai fini dell’apprendimento;

- cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone prassi;

- sostegno alle riforme delle politiche;

- attività Jean Monnet;

- sport.

Qualsiasi organismo, pubblico o privato, attivo nei settori dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport, può candidarsi per richiedere finanziamenti nell’ambito del programma Erasmus+. Anche gruppi di giovani che operano nell’animazione socio-educativa, ma non necessariamente nel contesto di un’organizzazione giovanile, possono, inoltre, presentare domanda di finanziamento sia per la mobilità ai fini dell’apprendimento di giovani e di animatori, sia per i partenariati strategici nel settore della gioventù.

La partecipazione completa a tutte le azioni del programma Erasmus+ è aperta ai seguenti Paesi partecipanti:

- gli Stati membri dell’Unione europea;

- i Paesi EFTA/SEE: Islanda, Liechtenstein e Norvegia;

- i Paesi candidati all’adesione all’UE: Turchia, Macedonia del Nord e Serbia.

Il bilancio totale destinato all’invito a presentare proposte è stimato in oltre 3 miliardi di euro.

Il cofinanziamento e la scadenza variano in base all’azione scelta.

 

Per ulteriori informazioni: http://bit.ly/bando-ErasmusPlus-2020

Fondi europei: adesso gli italiani sanno di più, ma pretendono di più

Articolo di Roberta Carlini, giornalista de "La Repubblica".

 

La buona notizia è che la metà degli italiani conosce l'esistenza degli aiuti europei destinati alla propria area di residenza. La notizia meno buona è che, tra quanti conoscono l'esistenza dei fondi europei che danno aiuto finanziario a regioni e città, solo il 51% pensa che abbiano un impatto positivo; andando più nel dettaglio, tra quanti conoscono l'esistenza dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale e del Fondo di Coesione, solo il 7% pensa che questi abbiano contribuito almeno un po' a migliorare la propria condizione individuale. Sono i dati dell'ultima indagine Eurobarometro sulla percezione della politica regionale europea tra i cittadini europei; rilevazione che periodicamente ci dà il termometro di come, nei ventotto Paesi dell'Unione, sia percepita quella che è la politica principale - anche in termini di finanziamento - messa in campo per ridurre le disparità tra le proprie regioni e contribuire allo sviluppo complessivo.

L'indagine Eurobarometro si concentra prima di tutto sulla conoscenza dei fondi, poi sul giudizio e infine sui mezzi di informazione attraverso i quali si è entrati in contatto con la politica di coesione, per poi passare a valutazioni e proposte sul futuro impiego dei fondi. Aspetto importante, non solo dal punto di vista della Commissione (che intende misurare il tasso di gradimento delle sue politiche) ma anche di quello dei beneficiari, effettivi e potenziali. [...]

Dalla precedente rilevazione, fatta a marzo 2017, risultava che solo il 40% degli italiani era a conoscenza dell'esistenza dei fondi. Adesso siamo al 50%, al di sopra della media europea, che adesso è al 40%. [...] Però siamo la popolazione europea che dà il giudizio più negativo di tutti, ben lontano dalla media dell'Unione, che all'81% dà una valutazione positiva: infatti, solo il 51% del campione italiano ritiene che i fondi europei abbiano avuto un impatto benefico sul territorio.

Eppure l'Italia, anche "grazie" al Mezzogiorno, le cui Regioni rientrano nella definizione di quelle meno sviluppate, nella programmazione 2014-2020 si è piazzata al secondo posto nella graduatoria dei finanziamenti. [...] Il bilancio della programmazione 2014-2020 ci dice anche che, oltre che sulla diffusione della conoscenza e sulla valutazione dei cittadini, c'è molto da lavorare sulla implementazione dei fondi: li abbiamo pianificati tutti, programmati al 68% e spesi al 25%.

[...]

Infine, c'è una sintonia tra gli italiani e il resto degli europei su due giudizi qualitativi: per la maggioranza, l'Europa dovrebbe continuare a investire in tutte le Regioni, non limitandosi dunque alle sole svantaggiate; ma nove su dieci sono d'accordo sul fatto di dare alta priorità alle zone con elevata disoccupazione. Mentre irrompe il tema ambientale, con il 90% delle risposte che considera ambiente ed energie rinnovabili come area di intervento a cui si dovrebbe dare più peso, alla pari con salute, istruzione e infrastrutture sociali. [...]


Link dell'articolo completo: https://www.repubblica.it/dossier/esteri/fondi-strutturali-europei-progetti-italia/2019/11/27/news/fondi_europei_adesso_gli_italiani_sanno_di_piu_ma_pretendono_di_piu_-242035410/?refresh_ce

Come vincere i bandi europei: il Comune di Modena fa scuola

Articolo di Morena Pivetti, giornalista de "La Repubblica".

 

Un sindaco pioniere, Giuliano Barbolini, che 23 anni fa ha scelto di fare da apripista e un'amministrazione che si è attivata di conseguenza: è così che Modena è diventata una best practice. Il Comune è infatti stato tra i primi in Italia nel 1996 ad aprire un ufficio pilota per provare a intercettare e utilizzare al meglio i fondi europei e da allora non solo non ha mai smesso di candidare progetti vincenti con cui aggiudicarsi finanziamenti da investire sul territorio, ma ha anche insegnato ad altri Comuni e Province a fare altrettanto.

Per capire come Modena è diventata una specie di nave-scuola per gli amministratori locali alle prese con i fondi europei, è utile partire da un ufficio di Piazza Grande e dalle parole di Antonella Buja, la responsabile della piccola comunità di 8 persone - 4 project manager, 3 addetti alla cittadinanza europea e 1 alla cooperazione internazionale - che solo negli ultimi quattro anni, dal 2014 al 2018, ha candidato 95 progetti e ne ha vinti 39, per un totale di quasi 30 milioni di contributi (20,6 milioni nel 2018), che hanno attivato interventi per un costo complessivo di 43 milioni.

[...]

"L'attuale sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, non fa che ripeterci che con i fondi europei dobbiamo finanziare i progetti che abbiamo già in cantiere, ma facendoli prima e meglio. Non chiediamo mai risorse semplicemente a partire dagli assi di finanziamento europeo - continua [la responsabile] Antonella Buja -, piuttosto, con un lavoro trasversale che coinvolge tutti i settori del Comune, partiamo dai progetti che la politica ha deciso di realizzare e individuiamo su quali fondi UE possiamo avanzare richieste di contributi. Quindi i risultati che abbiamo ottenuto sono frutto del lavoro di tutta la macchina comunale, una macchina che funziona. E noi possiamo operare come se fossimo una società di consulenza".

Una scelta che nel tempo ha consentito di consolidare un know-how che è stato messo a disposizione di altre Amministrazioni locali. "Dalla fine degli anni '90 abbiamo organizzato un servizio di consulenza per offrire la nostra esperienza ad altri Comuni e Province - spiega la dirigente -. Lo attiviamo tramite convenzioni ad hoc e chiediamo il pagamento di un corrispettivo per i costi. Negli anni abbiamo collaborato con una cinquantina di amministrazioni. Cito Trento, Bergamo, la Provincia di Mantova, Corigliano Calabro e ora Fiumicino. Li aiutiamo ad assemblare l'hardware: come organizzare l'ufficio, come farlo funzionare, come scegliere il personale, come addestrarlo, come costruire idee progettuali. Mi piace dire che forniamo la canna da pesca, anziché catturare i pesci al posto loro. Anzi, può accadere che una volta partiti, ci troviamo a competere sugli stessi fondi UE."

[...] "Questo percorso, che abbiamo imparato e sviluppato sul campo, si è potuto realizzare perché il Comune di Modena ha sempre considerato l'Unione europea come un contesto naturale in cui collocarsi - sottolinea Buja - per confrontare le proprie politiche con quelle di altre realtà più avanzate, per individuare e sperimentare soluzioni innovative e migliorare il benessere della collettività".

[...]


Link dell'articolo completo: https://www.repubblica.it/dossier/esteri/fondi-strutturali-europei-progetti-italia/2019/10/01/news/come_vincere_i_bandi_ue_il_comune_di_modena_fa_scuola_a_tutta_italia-237385600/

Laboratorio Aperto di Modena: temporaneamente sospesa l’apertura al pubblico

A seguito del Dpcm 9 marzo 2020 recante le nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, è temporaneamente sospesa l’apertura al pubblico del Laboratorio Aperto.

Tuttavia, le attività proseguono grazie a una crescente offerta di webinar, talk e workshop fruibili a distanza. L’agenda, in aggiornamento, è disponibile sul sito:  https://laboratorioapertomodena.it/i-laboratori-aperti-non-si-fermano/

 

 Oltre a 18 postazioni di coworking, il Laboratorio Aperto ospita uno spazio tecnologico-esperienziale denominato “Lab Space”, per la fruizione del patrimonio culturale, della progettazione e lo sviluppo di produzioni in ambito teatrale e dello spettacolo con un coinvolgimento interattivo e personalizzato degli utenti. Nello spazio multifunzionale della galleria centrale è possibile fare esperienza di contenuti immersivi, inclusi quelli creati all’interno del laboratorio stesso, grazie a dispositivi ad alta tecnologia.

Il Laboratorio Aperto si insedia nell'ex centrale AEM, costruita nel 1912 per gestire e potenziare la rete elettrica cittadina e poi riqualificata nel 2017 anche grazie alle risorse dell’Asse 6 del POR FESR. Accoglie cittadini, associazioni, imprese, professionisti, istituti culturali, scuole ed enti di formazione interessati a ideare, condividere e sperimentare modelli, applicativi, prodotti, servizi basati sull'uso del digitale.

Per ulteriori informazioni sul Laboratorio e le sue attività: https://laboratorioapertomodena.it/

 

Contributo complessivo ottenuto per il Laboratorio Aperto di Modena dal POR FESR 2014-2020 - Asse 6 - Azione 2.3.1: Soluzioni tecnologiche per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione delle competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT (e-skills): € 1.000.000,00

Contributo complessivo ottenuto per la riqualificazione dell’edificio ex AEM dal POR FESR 2014-2020 – Asse 6 – Azione 6.7.1: € 1.800.000,00.

L'UE prende 22 nuovi impegni per oceani puliti e sicuri e lancia “The Ocean Tracker”

L'Unione europea ha annunciato 22 nuovi impegni per una migliore governance degli oceani nell'edizione 2019 della conferenza Our Ocean, che si è svolta a Oslo, il 23 e il 24 ottobre 2019. L'UE ha introdotto il sistema di monitoraggio "The Ocean Tracker", una mappa interattiva per seguire gli oltre 10 miliardi di euro di impegni già assunti da governi, imprese e ONG.

Tali impegni sono azioni significative per rafforzare la governance degli oceani, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dell'Agenda 2030 e, più specificamente, dell'Obiettivo di sviluppo sostenibile 14: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. L'azione dell'Unione europea si basa su importanti tematiche, quali l'inquinamento da plastica, un'economia blu più sostenibile e il miglioramento della ricerca e della sorveglianza marittima.

Gli impegni comunitari possono essere classificati su 5 categorie:

- sostenere la ricerca sugli oceani;

- lottare contro l'inquinamento marino;

- promuovere l'economia blu e l'innovazione;

- unire le forze in tutto il mondo per ottenere maggiori risultati;

- capire i cambiamenti climatici e adattarvisi.

 

Per ulteriori informazioni: https://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-6131_it.htm


Progetto “Simple steps, endless possibilities”

Cofinanziato dal programma UE Erasmus+ - Numero di progetto: 2019-1-UK01-KA229-061510

 

Il primo settembre 2019 ha preso il via il progetto  “Simple steps, endless possibilities” , cofinanziato dal l programma UE Erasmus+ - Azione KA2 Partenariati strategici per gli scambi tra scuole.

Il progetto, che terminerà il 31 agosto 2021, vede la partecipazione della Scuola d'infanzia comunale Forghieri.

A guidare il progetto è la Short Wood Primary School (Regno Unito) e altro partner è Jungs friskola ekonomisk forening
(Svezia).

“Simple steps, endless possibilities”  intende permettere agli insegnanti delle scuole dell'infanzia (3-6 anni) di riflettere sulle relazioni all'interno delle scuole, sulla diversità, sulla conoscenza di se stessi e della vita nella comunità, sull'accettazione di regole comuni, sul rispetto dell'ambiente, sulla gestione delle emozioni e dei conflitti e sulla necessità di prendere decisioni in situazioni difficili.

Il progetto persegue i seguenti obiettivi:
a) sviluppare nuovi metodi e nuove strategie, attraverso la condivisione delle buone prassi e tra le scuole coinvolte nel progetto;
b) sviluppare approcci innovativi all'insegnamento e all'apprendimento;
c) sviluppare la cooperazione e la collaborazione per sostenere l'insegnamento e l'apprendimento nelle scuole nel contesto educativo della prima infanzia;
d) migliorare l'insegnamento e l'apprendimento, potenziando le competenze e le abilità dello staff in un contesto europeo;
e) condividere i metodi pedagogici esistenti, sia nel contesto che al di fuori del partenariato di progetto;
f) comprendere i processi di apprendimento, realizzando una raccolta dettagliata degli stessi e della documentazione di riferimento. 

In particolare, nel corso del progetto, la Scuola di infanzia comunale Forghieri dovrà:

- contribuire all'analisi dell'interazione tra adulti e bambini, tra adulti, e tra bambini e loro pari, attraverso progetti a livello locale e l'utilizzo di strategie di osservazione per identificare i processi di apprendimento in atto;

- partecipare a scambi di formazione dello staff appartenente alle scuole coinvolte nel progetto, di cui uno a Modena a novembre 2020;

- contribuire allo sviluppo di linee guida per l'insegnamento.

Il meeting di apertura del progetto si è tenuto a Modena nelle giornate del 7 e 8 ottobre 2019.

Progetto "Zero Carbon Cities"

Finanziato dal Programma URBACT III e dal Fondo di rotazione nazionale

Il 2 settembre 2019 ha preso il via la prima fase del progetto “ZCC – Zero Carbon Cities”, cofinanziato dal programma europeo URBACT III (2014-2020) e dal Fondo di rotazione nazionale.

Il progetto prevede la creazione di una rete di città - Manchester (Regno Unito), in qualità di capofila, Modena, Zara (Croazia), Bistrita (Romania), Vilvoorde (Belgio), Tartu (Estonia), Francoforte sul Meno (Germania) - impegnate a definire obiettivi e piani,  basati su un approccio scientifico, in tema di riduzione delle emissioni di carbonio, in modo da contribuire pienamente all'attuazione degli accordi di Parigi e alla nuova visione strategica dell'UE per zero emissioni nette al 2050.

In particolare, in questa prima fase al Comune di Modena sarà richiesto di contribuire alla realizzazione di uno studio di riferimento che presenti lo stato dell'arte nelle città coinvolte, le sfide, le barriere, le strategie e le politiche, e che promuova una metodologia di scambio e apprendimento reciproco e un programma di lavoro.

La rete prevede inoltre il coinvolgimento di alcuni attori e stakeholder locali in un “URBACT Local Group” che fornirà input per l’elaborazione della futura strategia per la città di Modena.

Durante le giornate del 24 e il 25 ottobre si sono tenuti a Modena una serie di incontri a cui hanno partecipato funzionari del Comune di Modena e attori esterni i quali hanno fornito contributi e idee utili allo sviluppo dello studio.

#EUBeachCleanUp: eventi in tutto il mondo per ripulire le spiagge dai rifiuti

In tutta Europa e nel mondo il personale dell'UE dà manforte alle comunità locali per ripulire le spiagge dai rifiuti marini nell'ambito della campagna #EUBeachCleanUp. La data da annotare per la campagna di quest'anno, lanciata il 19 Agosto e che proseguirà per tutto ottobre, è Sabato 21 Settembre, giornata internazionale della pulizia delle coste, con iniziative in programma in oltre 80 Paesi in tutti i continenti abitati.

Il successo di #EUBeachCleanUp si deve al binomio fra sensibilizzazione, con una forte presenza sui social media, e un invito ad agire molto concreto, che permette a chiunque di partecipare e sentirsi parte del cambiamento.

I numerosi eventi della campagna in calendario nelle prossime settimane contribuiranno a liberare mari e coste da tonnellate di rifiuti, che verranno trasportati agli impianti locali di smaltimento. Gli eventi sono organizzati dalle rappresentanze dell'UE e dagli uffici dell'ONU in tutto il mondo, con la collaborazione di autorità locali, scuole, ONG e imprese private. Durante la campagna, l'UE e i suoi partner puntano a coinvolgere e sensibilizzare il pubblico, in particolare bambini e ragazzi, affinché questi soggetti siano parte di quella preziosa prevenzione indispensabile per salvaguardare il nostro pianeta.

 

Per ulteriori informazioni: https://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-5609_it.htm

Il Comune di Modena è membro della rete città interculturali del Consiglio d'Europa

Il Comune di Modena, già membro dal 2018 del network nazionale delle città interculturali "Le città del dialogo", ha aderito alla rete delle Città interculturali del Consiglio d'Europa. 
Il programma Città interculturali del Consiglio d’Europa aiuta le città a capitalizzare il vantaggio derivante dalla diversità culturale e a elaborare strategie e politiche che puntano all'integrazione e alla convivenza pacifica tra persone di diverso retroterra etnico, religioso e linguistico, attraverso la mobilitazione di istituzioni, amministratori e leader politici, funzionari pubblici, esperti, settore privato società civile.  
In particolare, la rete internazionale delle Città Interculturali intende:
- promuovere tra i cittadini un’azione di sensibilizzazione in tema di diversità culturale intesa come risorsa e non come minaccia;
- sviluppare strumenti e pratiche atti a favorire l’incontro tra gruppi diversi tra loro culturalmente, etnicamente e linguisticamente;
- accrescere le competenze interculturali all’interno delle istituzioni locali dei servizi pubblici cittadini, nella società civile, nelle scuole e nei media;
- incoraggiare relazioni positive tra le diverse culture, etnie, gruppi religiosi presenti;
- intraprendere tutte le azioni necessarie a promuovere il dialogo interculturale, strumento imprescindibile per rinforzare la coesione sociale e prevenire violenze e conflitti.
La rete:
- favorisce uno scambio di conoscenze e di migliori pratiche locali a livello internazionale;
- promuove il confronto tra funzionari esperti in materia di gestione della diversità e mediatori interculturali di città diverse dell’Europa e del mondo;
- fornisce ai suoi membri consulenza e sostegno nella realizzazione di progetti innovativi nel campo dell’intercultura;  incoraggia iniziative congiunte tra le città che fanno parte della rete.
 
Sito Internet del network nazionale: https://www.icei.it/rete-italiana-delle-citta-del-dialogo
Sito Internet della rete del Consiglio d'Europa: https://www.coe.int/en/web/interculturalcities/about
 

La Commissione finanzia 20 città nei settori innovativi della sicurezza, della transizione digitale, dell'ambiente e dell'inclusione

Il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) finanzierà 20 progetti urbani stanziando un importo pari a 82 milioni di euro, all'interno della cornice del quarto invito a presentare proposte per le Azioni Urbane Innovative (Urban Innovative Actions - UIA).

In particolare, il Pireo (Grecia), Tampere (Finlandia) e Torino (Italia) riceveranno sovvenzioni per progetti che proteggeranno gli spazi pubblici riducendone la vulnerabilità, in linea con il piano d'azione 2017 elaborato nel quadro dell'Unione della sicurezza. Il finanziamento UE sosterrà anche soluzioni innovative in altre 17 città nei settori della transizione digitale, dell'uso responsabile del suolo urbano e della lotta contro la povertà.

Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, responsabile inoltre per la Politica regionale, ha dichiarato: "Nessuno meglio delle città stesse può progettare le soluzioni che trasformeranno la vita nelle aree urbane. Per questo motivo la Commissione ha assegnato finanziamenti UE direttamente alle città affinché possano sperimentare idee che le rendano luoghi magnifici nei quali vivere, lavorare e innovare."

I finanziamenti sono stati erogati per le seguenti tematiche e città:

  • Sicurezza urbana: il Pireo (Grecia), Tampere (Finlandia), Torino (Italia);
  • Transizione digitale: Gavà (Spagna), Heerlen (Paesi Bassi), Lisbona (Portogallo), Ravenna (Italia), Rennes (Francia), Växjö (Svezia), Vienna (Austria);
  • Uso sostenibile del suolo, soluzioni basate sulla natura: Baia Mare (Romania), Breda (Paesi Bassi), Latina (Italia), Prato (Italia), Plymouth (Regno Unito);
  • Povertà urbana: Bergamo (Italia), Getafe (Spagna), Milano (Italia), Seraing (Belgio), Landshut (Germania).

Il 5° e ultimo invito a presentare proposte nell'ambito delle Azioni Urbane Innovative sarà pubblicato nel settembre 2019 e rappresenterà l'ultima opportunità per le città di ottenere finanziamenti a titolo dell'attuale bilancio UE 2014-2020 per azioni innovative nei settori della cultura e del patrimonio culturale, dell'economia circolare, della qualità dell'aria e del cambiamento demografico.

 

Per ulteriori informazioni: https://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-4992_it.htm

Rapporto annuale ONU sugli SDGs: siamo ancora “troppo lontani” dal 2030

Il segretariato dell’ONU ha emesso il rapporto annuale che descrive i progressi compiuti dal mondo in relazione ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030. Il documento, dal titolo “Special Edition: Progress to the SDGs: Report of the Secretary-General”, anticipa il prossimo High-level Political Forum (HLPF) sullo sviluppo sostenibile di luglio, che valuta l’attuazione dell’Agenda 2030 e analizza la distanza tra la situazione reale e i 169 Target che compongono i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

In estrema sintesi, buone prestazioni si registrano nel Goal 3 (salute e benessere), dove i tassi di mortalità infantile continuano a diminuire mentre vengono fatti progressi su determinate malattie, e nel Goal 5 (parità di genere). Il Goal 7 (energia pulita e accessibile) registra dei passi avanti, così come il Goal 8 (buona occupazione e crescita economica), che mostra come la disoccupazione sia tornata ai livelli di pre-crisi finanziaria, e il Goal 11 (città e comunità sostenibili), il quale registra una diminuzione della popolazione che vive in zone urbane malsane.

Progressi lenti vengono invece registrati nel Goal 1 (sconfiggere la povertà) e nel Goal 10 (ridurre le disuguaglianze), per i quali la totale eliminazione appare sempre più improbabile.

Dati non confortanti arrivano dai restanti SDGs, quali il Goal 2 (sconfiggere la fame), il Goal 4 (istruzione di qualità), il Goal 6 (acqua pulita e servizi igienico-sanitari) e il Goal 13 (lotta al cambiamento climatico), nonostante le dichiarazioni dei Governi di tutto il mondo sulla diminuzione dei gas serra. Inoltre, anche il Goal 14 (flora e fauna acquatica) e il Goal 15 (flora e fauna terrestre) continuano a registrare perdita di biodiversità a ritmi allarmanti, mentre il Goal 16 (pace, giustizia e istituzioni solide) non registra progressi uniformi: sono ancora milioni infatti le persone private di sicurezza e diritti.

 

Per ulteriori informazioni: https://asvis.it/home/46-4207/rapporto-annuale-onu-sugli-sdgs-siamo-ancora-troppo-lontani-dal-2030#.XSw_yeszbcu

Bilancio UE 2020: pubblicata la proposta della Commissione europea

La Commissione europea ha pubblicato ufficialmente la sua proposta di bilancio per il 2020, pari a 168,3 miliardi di euro.

Secondo la proposta della Commissione, le risorse del bilancio 2020 saranno destinate ai seguenti settori prioritari: economia competitiva e giovani; rafforzamento della sicurezza e della solidarietà nell'UE, lotta ai cambiamenti climatici e oltre.

Ben il 21% del bilancio complessivo proposto sarà destinato alla lotta ai cambiamenti climatici, in linea con l'ambizioso obiettivo di spendere il 20% dell'attuale bilancio a lungo termine dell'UE in attività che affrontano tali sconvolgimenti.

Impegni per più di 83 miliardi di euro incentiveranno la crescita economica nelle regioni europee e sosterranno i giovani, di cui: 13,2 miliardi andranno alla ricerca e all'innovazione nell'ambito di Horizon 2020, 2,8 miliardi verranno stanziati per l'istruzione nell'ambito di Erasmus+, 117 milioni saranno impegnati per le iniziative a favore dell'occupazione giovanile, 1,2 miliardi andranno a Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare europeo, e 255 milioni andranno al programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa.

 

Per ulteriori informazioni: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-2809_it.htm

Il Regno Unito tra Brexit e adesione ai programmi europei

 

La Commissione europea ha presentato la quinta comunicazione sui preparativi per la Brexit, dopo la decisione adottata in accordo con il Regno Unito di una proroga fino al 31 ottobre 2019.
La situazione che si prospetta al 1° novembre 2019 di un'uscita senza accordo viene considerata non auspicabile, ma plausibile, data la situazione politica generale del Regno Unito. Per fare fronte a ciò, la Commissione europea si è preparata, presentando 19 proposte legislative, di cui 18 sono state adottate e una è in attesa di adozione formale.
In caso di uscita senza accordo, il Regno Unito diventerà un Paese terzo senza che intervenga un regime transitorio. Dal momento dell'uscita tutto il diritto primario e derivato dell'UE cesserà di applicarsi al Regno Unito, pertanto le perturbazioni per cittadini e imprese sarebbero ovviamente considerevoli e le conseguenze economiche gravi, con un impatto di gran lunga superiore nel Regno Unito che negli Stati membri dell'UE a 27.


Per ulteriori informazioni: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-2951_it.htm

 

Il Regno Unito ha riaffermato la volontà di partecipare al prossimo programma quadro europeo dedicato alla ricerca e innovazione, Horizon Europe. Al di là di come termineranno i negoziati relativi alla Brexit, se il Regno Unito decidesse di associarsi a Horizon Europe non potrà ricevere più fondi di quanti ne metterà a disposizione, al contrario di quanto avviene ora.

Dopo le elezioni europee di maggio, tra la comunità scientifica i timori di un "no-deal" sono comunque sempre maggiori. Infatti, se si verificasse tale scenario, i ricercatori inglesi non saranno più eleggibili per i finanziamenti dell'European Research Council o per le Marie Sklodowska-Curie Actions che, complessivamente, contano circa il 45% dei fondi europei assegnati al Regno Unito.

 

Per ulteriori informazioni: https://sciencebusiness.net/framework-programmes/news/uk-science-minister-reaffirms-priority-and-ambition-horizon-europe

Nuove norme approvate dal Parlamento europeo in materia di plastica monouso

Sono state approvate dal Consiglio dell'UE le misure proposte dalla Commissione per affrontare il problema dei rifiuti marini provenienti dai dieci prodotti di plastica monouso rinvenuti più spesso sulle spiagge europee.

La direttiva sulla plastica monouso è un elemento essenziale del piano d'azione per l'economia circolare della Commissione Juncker e rientra nella strategia dell'UE sulla plastica.

Nello specifico le nuove regole introducono:

  • la messa al bando dei prodotti in plastica monouso per i quali esistono alternative sul mercato;
  • misure volte a ridurre il consumo di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica e marcatura ed etichettatura specifiche di alcuni prodotti;
  • regimi di responsabilità estesa dei produttori riguardanti i costi di rimozione dei rifiuti, applicati a prodotti come i filtri dei prodotti del tabacco e gli attrezzi da pesca;
  • un obiettivo di raccolta separata delle bottiglie di plastica entro il 2029 e l'introduzione di prescrizioni di progettazione per garantire che i tappi rimangano fissati alle bottiglie.

Gli Stati membri disporranno di due anni per recepire la legislazione nel loro diritto nazionale.

 

Per maggiori informazioni: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-2631_it.htm

Horizon 2020: 100 milioni all'Emilia-Romagna

Sono 289 le imprese emiliano-romagnole che negli ultimi cinque anni hanno beneficiato dei fondi del programma europeo Horizon 2020 per 99,67 milioni di euro, distribuiti fra 367 progetti di ricerca.

Mentre Bologna svetta nella classifica regionale con 126 imprese coinvolte in 175 progetti e un contributo di oltre 38 milioni di euro, in provincia di Reggio Emilia le 45 aziende coinvolte in 71 progetti di ricerca hanno ricevuto quasi 14,9 milioni di euro.

Più elevati gli stanziamenti ottenuti dalle 41 aziende modenesi (18,1 milioni) a fronte, però, della partecipazione a un minor numero di progetti di ricerca (60).

Le imprese parmensi hanno ricevuto 4,8 milioni di euro partecipando a 30 progetti.

Alle 18 realtà imprenditoriali della provincia di Forlì-Cesena, che hanno partecipato a 27 progetti, sono stati concessi 9,6 milioni di euro mentre a 15 aziende ferraresi sono andati 2,1 milioni di euro per lo sviluppo di 18 progetti.

I fondi europei distribuiti in provincia di Piacenza sono stati 3,8 milioni di euro a favore di 17 progetti che hanno visto la partecipazione di 10 aziende.

Hanno totalizzato un numero inferiore di partecipazioni a progetti di ricerca 8 imprese riminesi (14) e 6 ravennate (10), raccogliendo finanziamenti rispettivamente per 4 e 4,3 milioni di euro.

 

Per ulteriori informazioni: https://www.aster.it/news/horizon-2020-dalleuropa-100-milioni-euro-imprese-emilia-romagna


Raccomandazioni della Commissione per la prossima agenda strategica dell'UE 2019-2024

Lo scorso 30 aprile la Commissione europea ha presentato una serie di raccomandazioni politiche sul modo in cui l'Europa potrà plasmare il futuro che l'attende in un mondo sempre più multipolare e incerto. Con le elezioni del Parlamento europeo del 23-26 maggio 2019 e con il cambio di leadership nelle istituzioni dell'UE, è il momento di stabilire orientamenti politici nuovi e nuove priorità.

Considerati i progressi compiuti dall'Unione negli ultimi anni, ascoltata la popolazione e tenuto conto dell'esito delle elezioni del Parlamento europeo, l'agenda strategica 2019-2024 dell'UE costituisce l'occasione giusta per superare le sfide e cogliere le opportunità che attendono oggi l'Europa. Secondo la Commissione l'azione futura dovrebbe concentrarsi su cinque dimensioni, quali protezione e sicurezza, competitività, diritti e giustizia, sostenibilità, forza e influenza dell'Unione nel mondo, così come è vitale abbandonare la tendenza a nazionalizzare i successi ed europeizzare i fallimenti.

 

Per ulteriori informazioni: http://bit.ly/rac-UE-19-24

Fondi europei, un euro su dieci è finito in Italia

Dall'articolo di Riccardo Saporiti del 18/04/2019 tratto dal sito del Sole24Ore.


Oltre 451 miliardi distribuiti nel corso di sette anni. I quali, uniti alle compartecipazioni dei singoli Paesi membri, hanno movimentato investimenti pubblici per più di 632 miliardi di euro. A tanto ammontano le risorse stanziate da Bruxelles nell’ambito dei Fondi strutturali e di investimento. E tra i beneficiari, in numeri assoluti, al secondo posto c’è l’Italia.

Per raccontare la ricaduta nei Paesi membri delle politiche europee, Infodata ha utilizzato i dati resi disponibili dalla stessa Commissione. Numeri che mostrano come il nostro Paese abbia ricevuto nel settennato qualcosa come 44,6 miliardi di euro. Si tratta, in termini assoluti, del secondo maggior stanziamento, dietro agli 86 miliardi destinati alla Polonia. E prima dei 39,9 finiti in Spagna.

In buona sostanza, si può dire che ogni dieci euro stanziati dall’Europa, uno è finito in Italia. La somma più consistente, pari a 8,3 miliardi di euro, è stata destinata a misure per favorire la competitività delle piccole e medie imprese.

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Fonte: https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/04/18/39205/