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Progetto INSIDE

Il Comune di Modena con il Settore “Politiche sociali, sanitarie e per l’integrazione” ha aderito quale partner al Progetto INSIDE, di cui è capofila la Regione Emilia-Romagna e che ha l’obiettivo di realizzare interventi per il contrasto alla grave emarginazione adulta e alla condizione di senza dimora nell’arco di un triennio.

Oltre a Modena e alla Regione Emilia-Romagna, gli altri partner del progetto INSIDE sono i comuni di Parma, Reggio-Emilia, Ravenna, Rimini, Ferrara, Forlì e Piacenza.

Le risorse, messe a disposizione dal Fondo Sociale Europeo - Programma Operativo Nazionale Inclusione (PON I) e dal Fondo europeo di aiuti agli indigenti - Programma Operativo per la fornitura di prodotti alimentari e assistenza materiale di base (I FEAD) sono relative alla Programmazione 2014-2020 e ammontano complessivamente, per quanto riguarda il Progetto INSIDE, ad € 2.899.300,00 di cui 397.167,88  destinati alla realizzazione degli interventi nel territorio di Modena.

Il fenomeno della grave emarginazione adulta, fortemente collegato alla crisi economica registrata negli ultimi anni, è caratterizzato da un costante aumento anche nel territorio di Modena di persone in condizione di povertà estrema, senza fissa dimora e/o a rischio di esclusione sociale e grave povertà economica relazionale.

Il target a cui si riferisce il progetto riguarda pertanto persone con gravi problemi di salute fisica o psichica, con dipendenze da sostanze, senza dimora, in prevalenza di sesso maschile.

Con il “PON I” sono finanziati due tipologie di intervento: interventi di sostegno alle persone senza dimora nel percorso verso l'autonomia abitativa e interventi di pronto intervento sociale e di rafforzamento dei servizi a bassa soglia.

Grazie al progetto, rispetto alla prima tipologia di intervento, è stata avviata la sperimentazione di due appartamenti progettati secondo il modello “Housing First” e gestiti da soggetti del Terzo Settore attraverso operatori specializzati che realizzano percorsi di inclusione sociale con l'obiettivo di prevenire e/o recuperare la condizione di “homeless”.

Con riferimento alla seconda tipologia di intervento sono stati rafforzati gli interventi a bassa soglia attraverso l'implementazione di una “Unità Di Strada” professionale che, coordinandosi con le “Unità Di Strada Volontarie”, opera in modo continuativo, per tutto l'anno, per favorire il contatto e l'accesso ai servizi sociosanitari delle persone fragili senza dimora.

Inoltre, con le risorse del progetto, verrà potenziato e migliorato dal punto di vista qualitativo il Progetto “Accoglienza invernale” attraverso un presidio educativo e l'avvio di laboratori diurni finalizzati anche a favorire percorsi di autonomia.

Con i fondi messi a disposizione dal programma I FEAD il progetto INSIDE consentirà la distribuzione di beni materiali di prima necessità alle persone intercettate nei servizi di bassa soglia e alle persone prese in carico con progetti di accompagnamento all'autonomia. Tali attività verranno realizzate sul territorio di Modena attraverso la rete di servizi che comprende la Caritas Diocesana, l'associazione Porta Aperta, la Croce Rossa Italiana e altri soggetti del Terzo Settore a contatto con persone a rischio di grave emarginazione.

Beni culturali motore dello sviluppo grazie ai fondi europei in Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato un interessante documento che illustra come una programmazione strategica e integrata nell’utilizzo dei fondi strutturali abbia favorito, partendo dalla riqualificazione e valorizzazione dei beni culturali, la crescita significativa dell’attrattività e della competitività del territorio, l’aumento dei flussi turistici, una migliore qualità della vita per i cittadini.

La programmazione regionale dei Fondi europei FESR e FSE 2014-2020, in continuità con quella precedente, prevede per il settore dei beni culturali una molteplicità di azioni e interventi integrati tra loro. L’obiettivo è rendere la cultura fattore centrale della competitività e dell’attrattività del territorio.

Molto forte è il legame tra la riqualificazione delle infrastrutture e la creazione di nuove opportunità per le imprese e per il territorio. In particolare, gli interventi finanziati nella nostra regione con i fondi europei riguardano luoghi di valore storico e culturale con vocazioni e tradizioni radicate, che tornano a nuova vita con funzioni nuove. Il risultato è il rafforzamento dell’ecosistema culturale capace di fare dei territori una componente dinamica del turismo in Emilia-Romagna.

La brochure qui allegata presenta i progetti cofinanziati dai Fondi strutturali della Commissione europea che, partendo dalla riqualificazione di contenitori di importanza storica, architettonica e culturale, hanno agito da volano per lo sviluppo complessivo del territorio regionale.

Si va, per fare alcuni esempi, dalla creazione di un cinema cittadino all’interno della Biblioteca Malatestiana di Cesena alla trasformazione dell’ex manifattura tabacchi di Bologna in data center europeo per la ricerca sul clima, dalla creazione del nuovo museo archeologico nel complesso conventuale San Domenico di Imola al nuovo Laboratorio Aperto dedicato alla sperimentazione nei settori cultura, spettacolo e creatività realizzato presso un'ex centrale elettrica a Modena.

Il documento completo è scaricabile cliccando qui.

 

In Emilia-Romagna il primo accordo che attiva sistema di garanzia prestiti per Master Erasmus+

Saranno oltre 200 studenti dell’Emilia-Romagna i primi beneficiari dei prestiti per un master Erasmus concessi nell’ambito del Sistema di garanzia del programma Ue. Il Fei, Fondo europeo per gli investimenti, e la Emil banca credito cooperativo hanno infatti firmato un accordo che mette a disposizione 3 milioni di euro per i giovani iscritti al biennio magistrale. I fondi permetteranno di ricevere credito a condizioni favorevoli per svolgere un master in uno dei 33 paesi Erasmus.

L'accordo prevede prestiti a condizioni favorevoli per gli studenti dell'Emilia Romagna che intendano conseguire la laurea magistrale in uno degli altri 32 paesi che aderiscono al programma Erasmus+. L'accordo si basa sul programma di garanzia dei prestiti Erasmus+ per i corsi di laurea magistrale.

 

Per maggiori informazioni:

http://www.assemblea.emr.it/europedirect/dagli-sportelli/2018/in-emilia-romagna-il-primo-accordo-che-attiva-sistema-di-garanzia-prestiti-per-master-erasmus

L'UE investirà quasi 700 milioni di euro nella mobilità pulita e innovativa

La Commissione europea propone di investire 695,1 milioni di euro in 49 progetti strategici, volti a creare un'infrastruttura per la mobilità pulita e innovativa in Europa, basata su tutte le modalità di trasporto. Gli stanziamenti, che dovrebbero consentire di mobilitare fino a 2,4 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, provengono dal meccanismo per collegare l’Europa, uno strumento dell'UE destinato al sostegno dello sviluppo e dell'ammodernamento delle infrastrutture.

I progetti selezionati mirano a creare un'infrastruttura che consenta un maggiore ricorso ai carburanti alternativi e alle autovetture elettriche o ad idrogeno, nonché l'ammodernamento della gestione del traffico aereo in Europa e lo sviluppo del trasporto per via navigabile e ferroviaria. Con il suo sostegno ai progetti selezionati, la Commissione rende concreti gli obiettivi annunciati nel quadro del pacchetto mobilità, "L'Europa in movimento", attraverso il quale si punta a portare l'UE e le industrie europee ai vertici mondiali per quanto riguarda innovazione, digitalizzazione e decarbonizzazione.

Maggiori informazioni e dettagli sui progetti selezionati sono disponibili al seguente link:

https://ec.europa.eu/transport/themes/infrastructure/news/2018-10-01-cef_it

 

Fonte:

https://ec.europa.eu/italy/news/20181001_UE_investe_in_mobilita_pulita_it

Progetto "Studio, sport e lavoro per l'integrazione"

Il Comune di Modena è capofila del progetto "Studio, sport e lavoro per l'integrazione", finanziato nell'ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 – Obiettivo Specifico 1 - Obiettivo nazionale 1 – lett. e “Percorsi di inclusione in favore di minori stranieri non accompagnati (MSNA) presenti nelle strutture di seconda accoglienza”.

Il progetto, che avrà una durata di 28 mesi (Settembre 2018 - Dicembre 2020), ha un budget complessivo di € 547.336,32 di cui € 273.668,16 (pari al 50%) finanziato dalla Commissione europea, € 229. 851,03 (pari al 41,99%) finanziato dal Ministero dell'Interno (in quanto Autorità Responsabile del FAMI)  ed € 43.817,13 (pari all'8,1%) da cofinanziamento di partner coinvolti.

L'obiettivo generale del progetto è quello di offrire maggiori strumenti e competenze ai ragazzi minori non accompagnati nel territorio modenese, per favorire il processo di inclusione attiva e partecipazione alla vita sociale di questi soggetti. La numerosità dei ragazzi minori non accompagnati presenti nel territorio modenese e le loro caratteristiche personali e sociali richiedono, infatti, un impegno e un forte investimento da parte dell'Amministrazione comunale e di tutte le Istituzioni presenti sul territorio nell'integrazione nel tessuto sociale e professionale cittadino. La chiusura dei percorsi di tutela a 18 anni rende necessario sollecitare una autonomia di vita che si fonda su una buona conoscenza della lingua italiana, su competenze professionali spendibili sul mercato del lavoro oltre che su un network di relazioni amicali che risponda ai bisogni di socialità e aggregazione dei giovani di questa età: il progetto, quindi, avrà il compito di rispondere a questi bisogni tramite attività di formazione linguistica, di formazione al lavoro, sportive e ludiche.

Sono quindi previsti i seguenti 4 obiettivi specifici: 1)  l'apprendimento lingua italiana attraverso moduli formativi tematici rispondenti ai bisogni di inserimento; 2)  l'acquisizione di competenze professionali coerenti con i bisogni del mercato del lavoro oltre che con gli interessi e le attitudini individuali dei ragazzi; 3) lo sviluppo di interessi sportivi per favorire la costruzione di relazioni interpersonali con i pari e con gli adulti; 4) la realizzazione di attività ludico-ricreative e di socializzazione da realizzarsi nei mesi estivi.

Il partenariato è composto, oltre che dal Comune di Modena, da:

  • EDSEG Ente Diocesano per la Salvezza e la Educazione della Gioventù - Città dei Ragazzi - Modena;
  • Centro Sportivo Italiano - Comitato di Modena
  • Caleidos Cooperativa Sociale Onlus
  • Consorzio Gruppo CEIS Coop. Sociale
  • Fondazione San Filippo Neri

Il progetto si concluderà nel dicembre 2020.

 

Bando 2018 Sport Missione Comune

L’istituto per il Credito Sportivo, attraverso il Bando 2018 Sport Missione Comune, mette a disposizione degli Enti locali 18 milioni di euro di contributi per abbattere totalmente gli interessi di 100 milioni di euro di mutui a tasso fisso, della durata di 15 anni, da stipulare obbligatoriamente entro il 31/12/2018.

Possono richiedere la concessione dei contributi i Comuni, le Unioni di Comuni, i Comuni in forma associata e le Città Metropolitane che intendano realizzare uno degli interventi previsti, e che, sull’intervento di cui al progetto presentato nell’ambito dell’Avviso, non usufruiscano di una precedente concessione, anche preliminare, di contributi in conto interessi a valere sul Fondo.

I progetti definitivi o esecutivi per i quali è possibile richiedere l’ammissione a contributo devono essere relativi a: costruzione, ampliamento, attrezzatura, miglioramento, ristrutturazione, efficientamento energetico, completamento e messa a norma di impianti sportivi e/o strumentali all’attività sportiva, anche a servizio delle scuole, ivi compresa l'acquisizione delle aree e degli immobili destinati all’attività sportiva.

I beneficiari potranno distribuire le agevolazioni ottenute anche su mutui di durata fino a 25 anni.

Ciascun mutuo potrà godere del totale abbattimento degli interessi sino all’importo massimo di 2 milioni di euro. I piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti) potranno ottenere il totale abbattimento degli interessi, su uno o più mutui, sino all’importo massimo complessivo di 2 milioni di euro, i Comuni medi (da 5.001 a 100.000,00 abitanti non capoluogo) le Unioni dei Comuni e i Comuni in forma associata sino all’importo massimo complessivo di 4 milioni di euro e i Comuni capoluogo, i Comuni oltre i 100.000,00 abitanti non capoluogo e le Città Metropolitane sino all’importo massimo complessivo di 6 milioni di euro.

Gli importi di mutuo eccedenti i predetti limiti saranno concessi a tassi agevolati da un contributo in conto interessi dello 0,70%.

Scadenza per le candidature: 05/12/2018

Per maggiori informazioni: 

http://www.creditosportivo.it/media/default/27/81245805129951/avviso_pubblico_anci_ics_2018.pdf

 

 

Migrazioni: la Commissione assegna 9 milioni di euro all’Italia

Lo scorso 21 agosto la Commissione ha stanziato 9 milioni di euro in assistenza di emergenza per l'Italia, come contributo a un migliore accesso all’assistenza sanitaria in strutture di accoglienza per i richiedenti asilo e i beneficiari di protezione internazionale.

Compreso questo stanziamento, la Commissione ha mobilitato più di 200 milioni di euro in aiuti di emergenza per la gestione della migrazione in Italia. I finanziamenti di emergenza si aggiungono ai 653,7 milioni di euro assegnati all’Italia a titolo del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) e del Fondo sicurezza interna (ISF) per il periodo 2014-2020.

 

Per maggiori informazioni:

https://ec.europa.eu/italy/news/20180822_migrazione_nuovi_fondi_ue_all_Italia_it

Conosci il Bilancio dell'UE?

Conosci il Bilancio dell'UE? 
Lo sapevi che puoi sempre verificare quanto versa e quanto riceve ciascun Paese dell'Unione europea?
Prova a entrare direttamente nella mappa interattiva che la Commissione europea ti mette a disposizione:

 

Ma puoi fare di più: controlla il menù a sinistra e, forse, troverai soluzione a tanti dubbi.

Fondi UE: Lombardia ed Emilia-Romagna prime per la spesa

La Lombardia e l’Emilia-Romagna sono le prime della classe fra le regioni italiane nell’uso delle risorse europee. Secondo gli ultimi dati relativi al Fondo Ue di sviluppo regionale (al quale si aggiunge il Fondo sociale in alcuni casi particolari), le due regioni sono le uniche a dover ancora certificare alla Commissione Ue meno del 30% dell’obiettivo fissato per il 2018. Entro il 31 dicembre, infatti, la Lombardia dovrà assorbire ‘solo’ 24,5 milioni, pari al 21,9% delle risorse, mentre all’Emilia-Romagna restano 16,4 milioni, il 26,7% del target 2018. Se non riusciranno a farlo, loro come tutte le altre Regioni, rischiano di perdere i fondi già stanziati. A Bruxelles si diffida dagli allarmismi e si confida nell’ormai abituale accelerazione a ridosso della scadenza, capace di scongiurare eventuali disimpegni. La complessità dei controlli e la burocrazia, infatti, possono far sì che passino molte settimane fra la spesa effettuata sul campo e l’invio della richiesta di rimborso alla Commissione.

Tuttavia, il lavoro da fare è ancora molto, visto che entro l’anno l’Italia deve assorbire quasi 2,8 miliardi di euro, il 47,4% dei 5,9 concordati per i 30 programmi nazionali e regionali che usano soldi Fesr (dati al 19 maggio). Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, però, le performance nell’assorbimento non spaccano più l’Italia in due fra Nord e Sud, come accadeva in passato. Ai piedi del podio occupato da Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, c’é infatti la Calabria, con un residuo del 33,4% su ben 446 milioni. Rimangono in fondo alla classifica, invece, altre regioni meridionali come Basilicata, Abruzzo e Sicilia, che devono ancora assorbire circa il 60% delle risorse. Fra gli ultimi della classe ci sono poi le Province autonome di Trento e Bolzano, che scontano la designazione tardiva delle autorità di gestione.

E’ un quadro fatto di luci e ombre anche quello dipinto dai programmi nazionali. Il Pon Cultura guida la classifica con un residuo del 18,5% (17,4 milioni), ‘agevolato’ dal fatto di includere al suo interno grandi progetti come il restauro di Pompei, cominciato già nello scorso periodo di programmazione. Altri 5 programmi, però, devono ancora assorbire oltre la metà delle risorse previste. Solo l’iniziativa per le Pmi ha già superato il target 2018, ma si tratta di un programma particolare che si avvale di strumenti finanziari, non di rimborsi diretti.

Per maggiori informazioni: https://www.ednh.news/it/fondi-ue-lombardia-ed-emilia-romagna-prime-per-la-spesa/

Bilancio dell'UE 2021-2027: investire nelle persone

Investire nelle persone e rafforzare la dimensione sociale dell’Unione europea è stata una delle priorità fondamentali della Commissione Juncker.

Il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE riflette chiaramente questo impegno e la Commissione propone di rafforzare, unire e orientare meglio alcuni fondi esistenti che già ora mettono al centro le persone.

Nello specifico, la Commissione propone di istituire un Fondo sociale europeo rinnovato, il "Fondo sociale europeo Plus" (FSE+), e un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) rafforzato e più efficace, entrambi finalizzati ad investire nelle persone, per garantire che possiedano le competenze necessarie per affrontare le sfide e i mutamenti del mercato del lavoro, dando così seguito al pilastro europeo dei diritti sociali. Per il periodo 2021-2027 il valore del Fondo sociale europeo Plus ammonterà a 101,2 miliardi di euro, mentre quello del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione a 1,6 miliardi.

Il Fondo Giustizia, diritti e valori, del valore di 947 milioni di euro ripartiti su 7 anni, sosterrà ulteriormente lo sviluppo di uno spazio europeo di giustizia basato sullo Stato di diritto e sulla fiducia reciproca e garantirà che le persone possano godere dei loro diritti.

La Commissione propone anche di raddoppiare il finanziamento destinato al programma Erasmus per il periodo 2021-2027 portandolo a 30 miliardi di euro e di aumentare i fondi per il programma Europa creativa, portandoli a 1,85 miliardi di euro.

Il programma Erasmus permette già a milioni di giovani europei di frequentare corsi di studio o di formazione all'estero, ampliando allo stesso tempo le loro esperienze e conoscenze dell'Europa e migliorando le loro possibilità future di trovare lavoro. Con il raddoppio dei finanziamenti, il programma sarà ancor più efficace nel sostenere obiettivi politici fondamentali come la costruzione entro il 2025 di uno spazio europeo dell'istruzione, l'offerta di maggiori opportunità ai giovani e la promozione di un'identità europea mediante politiche a favore dei giovani, dell'istruzione e della cultura.

Il programma sarà anche più inclusivo e raggiungerà persone provenienti da tutti i contesti. Tra i beneficiari ci saranno gli alunni della scuola primaria, gli studenti delle scuole superiori, i tirocinanti, gli insegnanti, i formatori, gli animatori socioeducativi, gli allenatori sportivi, nonché i discenti dell'istruzione e della formazione professionale e il personale coinvolto nell'istruzione degli adulti.

L'obiettivo fondamentale del programma Europa creativa è promuovere, rafforzare e proteggere la diversità culturale e linguistica, il patrimonio culturale e la creatività, nonché la competitività dei settori culturali e creativi europei. La cultura ha un ruolo essenziale nel rispondere alle principali sfide sociali ed economiche, in particolare nella promozione della cittadinanza attiva, di valori comuni, del benessere, dell'innovazione, della crescita economica e della creazione di posti di lavoro.

 

Per maggiori informazioni: https://ec.europa.eu/italy/news/20180530_budget_EU_it

 

Progetto Shaping Fair Cities

Il Comune di Modena partecipa al progetto europeo Shaping fair cities, finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del Programma Dear, che ha l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui temi definiti dall’Agenda 2030 (l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata dalle Nazioni Unite).

Il progetto vede la partecipazione di 8 Paesi membri UE, ovvero Italia, Croazia, Danimarca, Grecia, Polonia, Romania, Spagna e Svezia, e 2 Paesi non UE, Albania e Mozambico.

Nel dettaglio, i partner sono:

Regione Emilia Romagna, Università di Bologna, Comune di Forlì, Comune di Modena, Comune di Reggio Emilia , Gruppo di volontariato civile  Bologna, Comune di Spalato, Comune di Vejle, Comune di Patrasso, Fondazione centro migrazioni di Poznan, Centro regionale della Politica sociale di Poznaz, Distretto di Iasi, Ufficio Regionale cooperazione transfrontaliera di Iasi, Comune di Alicante, Generalitat  Valenciana,  
Comune di Falkopings, Comune di Scutari, Comune di Pemba.

Il budget complessivo ammonta a 3,7 milioni di euro per i 3 anni (2018-2020), e include una quota di  cofinanziamento da parte dei partner pari al 10% delle risorse Ue. Il contributo previsto per il Comune di Modena è di 191.095,89 euro.

La Regione Emilia-Romagna è capofila e diverse altre città dell’Emilia-Romagna sono coinvolte come partner, tra cui i Comuni di Modena, Reggio Emilia e Forlì.
L'Università di Bologna sarà promotrice nei prossimi mesi di una ricerca che verrà condotta in 12 città e porterà alla stesura di rapporti sulla conoscenza dei cittadini rispetto agli obiettivi e ai temi dell'Agenda 2030 dell'Onu.
In particolare, si cercherà di capire la percezione dei fenomeni migratori e delle relative politiche locali rispetto alle parità di genere (obiettivo n°5), alla creazione di società pacifiche e inclusive (obiettivo n°16), alla promozione di città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili (obiettivo n°11) e alla mobilitazione per contrastare i cambiamenti climatici e i loro impatti (obiettivo n°13).
La Comunità Valenciana si occuperà di raccogliere, analizzare e uniformare le esperienze già avviate a livello internazionale per attuare e convertire in politiche locali gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030.
Questa ricerca, insieme alle conclusioni del lavoro dell'Università di Bologna, porteranno alla definizione di strumenti e linee guida che verranno elaborati nel corso del 2018 e poi messi a disposizione di decisori locali, funzionari pubblici, associazioni e altre organizzazioni interessate, anche attraverso workshop e seminari.
Per coinvolgere tutti i cittadini, verranno realizzati una serie di strumenti digitali di avvicinamento alle politiche locali e una serie di contenuti video sui temi del progetto. Shaping fair cities, nell'arco dei tre anni previsti di attività, ha l'obiettivo di sensibilizzare e mobilitare i cittadini delle comunità locali coinvolte e del resto d'Europa sui temi di inclusione e contrasto alla povertà, accompagnando le autorità locali in un percorso di definizione di politiche mirate alla localizzazione degli obiettivi definiti dall'Agenda 2030.


Bilancio dell'UE: un bilancio moderno al servizio di un'Unione che protegge, dà forza e difende

La Commissione ha proposto lo scorso 2 maggio un bilancio a lungo termine pragmatico e moderno per il periodo 2021-2027.

Si tratta di una risposta programmatica alle realtà di oggi, in cui l'Europa è chiamata a svolgere un ruolo più importante nel garantire la sicurezza e la stabilità in un mondo instabile, proprio quando la Brexit lascerà un vuoto significativo nel nostro bilancio. La proposta odierna risponde a questa duplice sfida mediante tagli alla spesa e nuove risorse, strumenti utilizzati entrambi in pari misura. I finanziamenti per le nuove e principali priorità dell'Unione verranno mantenuti o rafforzati e ciò implica inevitabilmente alcuni tagli in altri settori.

La proposta della Commissione allinea il bilancio dell'Unione alle nostre priorità politiche delineate nel programma positivo presentato dal Presidente Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione il 14 settembre 2016, approvato poi dai leader dell'UE-27 a Bratislava il 16 settembre 2016 e confermato nella dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017.

Nel complesso la Commissione propone un bilancio a lungo termine di 1.135 miliardi di in impegni per il periodo 2021-2027, pari all'1,11 % del reddito nazionale lordo dell'UE-27. Questo livello di impegni si traduce in 1.105 miliardi di € (ovvero l'1,08% dell'RNL) in termini di pagamenti. Ciò comprende l'integrazione nel bilancio dell'UE del Fondo europeo di sviluppo. L'ordine di grandezza è analogo a quello dell'attuale bilancio a lungo termine 2014-2020 (compreso il Fondo europeo di sviluppo).

Le dimensioni del bilancio dell'UE sono contenute rispetto a quelle dell'economia europea e dei bilanci nazionali. Eppure questo bilancio può davvero fare la differenza nella vita di cittadini e imprese, a condizione che gli investimenti siano realizzati in settori nei quali l'impatto della spesa dell'UE possa essere maggiore rispetto a quello della spesa pubblica nazionale, vale a dire in settori in cui l'UE sia in grado di apportare un reale valore aggiunto europeo.

La Commissione propone pertanto un bilancio moderno, semplice e flessibile.

Moderno: una nuova Unione a 27 ha bisogno di un nuovo bilancio moderno che dimostri che l'Europa ha fatto tesoro degli insegnamenti che vengono dal passato. Si tratta di ridurre ulteriormente gli oneri burocratici a carico dei beneficiari e delle autorità di gestione mediante norme più coerenti basate su un codice unico, di fissare obiettivi più chiari e di concentrarsi maggiormente sui risultati. Così sarà più facile monitorare e misurare i risultati come pure introdurre modifiche, se necessario.

Semplice: la struttura del bilancio sarà più chiara e più in linea con le priorità dell'Unione. I fondi sono oggi ripartiti tra un numero troppo elevato di programmi e strumenti all'interno e al di fuori del bilancio. La Commissione propone quindi di ridurre di oltre un terzo il numero dei programmi (passando dai 58 attuali a 37 in futuro), ad esempio riunendo in nuovi programmi integrati le fonti di finanziamento attualmente frammentate e razionalizzando profondamente l'uso degli strumenti finanziari, anche tramite il Fondo InvestEU.

Flessibile: sfide recenti, in particolare la crisi migratoria e dei rifugiati nel 2015, hanno mostrato chiaramente i limiti che l'attuale bilancio dell'UE presenta in termini di flessibilità per una risposta sufficientemente rapida ed efficace. La proposta della Commissione prevede quindi una maggiore flessibilità all'interno dei programmi e tra i medesimi, il rafforzamento degli strumenti di gestione delle crisi e la creazione di una nuova "Riserva dell'Unione" che permetta di affrontare eventi imprevisti e rispondere a situazioni di emergenza in settori quali la sicurezza e la migrazione.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il seguente link:

https://ec.europa.eu/italy/news/20180502_bilancio_unione_europea_it

Progetto CLASS

Il Comune di Modena partecipa al progetto CLASS, co-finanziato dal programma europeo Horizon 2020.

Gli obiettivi principali del progetto sono:
- sviluppare un’architettura software in grado di sostenere e integrare strumenti e metodi di (big) data processing;
- aumentare le capacità “in tempo reale” dei sistemi di big data, facendo in modo che la velocità e l’accuratezza dei dati vada di pari passo con i trend in aumento in termini di volume, varietà e rapidità dei dati;
- applicare gli standard correnti in materia di condivisione, scambio e interoperabilità dei dati al campo della Smart City, del settore automobilistico, della gestione della mobilità e del traffico.

In particolare, il Comune di Modena sarà il luogo in cui verrà effettuata la parte sperimentale prevista dal progetto, che si concentrerà nell’area interessata dal bando periferie e presso l’Autodromo di Marzaglia.

Obiettivo della sperimentazione sarà quello di testare i benefici della distribuzione di big data in relazione a tre settori legati al settore automobilistico, alla mobilità, alla gestione del traffico:
- digital traffic sign application: offre l’opportunità di cambiare dinamicamente le condizioni del traffico basandosi su informazioni in tempo reale. Ciò permetterà ad esempio di indicare agli utenti della strada i migliori percorsi da fare in caso di incidenti o di segnalare “green routes” alle ambulanze, ecc.;
- smart parking application: offre informazioni relativamente a posti di parcheggio liberi nell’area;
- obstacle detection application: offre informazioni per i guidatori relativamente a oggetti situati sulla strada che potrebbero provocare incidenti.

Il progetto, iniziato il 1° gennaio 2018, avrà una durata di tre anni e si concluderà il 31 dicembre 2020. A coordinare il progetto è il Barcelona Supercomputing Center - Centro Nacional de Supercomputacion. Sono coinvolti anche l'Università di Modena e Reggio Emilia, la Maserati, IBM Israel Science & Technology Ltd. (Israele) e Atos (Spagna)

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale del progetto: https://class-project.eu/

Bando EaSI - Strategie innovative di conciliazione vita-lavoro

È uscito il bando per presentare proposte nell'ambito del Programma EaSI - Asse Progress: Strategie innovative di conciliazione vita-lavoro.

L'obiettivo generale del programma è di aiutare gli attori governativi e non governativi e le parti sociali ad attuare i diritti e i principi stabiliti  dal Pilastro  europeo  dei  diritti  sociali,  attraverso  l'innovazione  sociale  e  le  riforme  delle  politiche nazionali relative alla conciliazione tra lavoro e vita privata.

In particolare, gli obiettivi specifici del bando sono:

- sviluppare  modelli  sostenibili  di  partnership  multilivello  che  facilitino  l'attuazione  di  strategie  innovative  di conciliazione vita-lavoro sul posto di lavoro;
- promuovere  la  conoscenza  e  la  condivisione  di  esperienze  tra  diversi  Stati  membri  e/o  imprese  che  già attuano strategie efficaci di conciliazione vita-lavoro, con una forte enfasi sulle sfide affrontate dalle donne nel mercato del lavoro e la necessità di coinvolgere più uomini nei doveri di cura;
- facilitare l'accesso a informazioni personalizzate sui diritti e i sussidi di protezione sociale;
- facilitare la mobilità professionale e geografica della popolazione economicamente attiva;
- sostenere   la   modernizzazione   dei   sistemi   di   protezione   sociale   per   rispondere   a   sfide   quali   la digitalizzazione, l’evoluzione del mondo del lavoro, l'invecchiamento della popolazione;
- sviluppare, testare e/o attuare strategie innovative che favoriscano una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e una migliore condivisione delle responsabilità di cura tra donne e uomini.

Le strategie da sviluppare dovranno includere la flessibilità dell'organizzazione del lavoro, l'adeguamento dell'orario
di  lavoro  alle  necessità  dei  lavoratori,  le  politiche  sulle  risorse  umane  orientate  alla  famiglia  e  quelle  legate
all'assistenza all'infanzia interna all’azienda.

Il bando è rivolto agli enti pubblici a livello nazionale, regionale e locale e ai servizi per il pubblico impiego.

La dotazione di bilancio è pari a 10 milioni di euro e il finanziamento della Commissione europea coprirà l’80% dei costi ammissibili.

Scadenza per le candidature: 18/04/2018

Per maggiori informazioni: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=629&langId=en&callId=525&furtherCalls=yes

Progetto Grow Green: "nature based solutions" per la resilienza idrica e climatica

Il Comune di Modena partecipa al progetto Grow Green, co-finanziato dal programma europeo “Horizon 2020”. L’obiettivo del progetto è migliorare la resilienza idrica e climatica e contribuire a far fronte a fenomeni come inondazioni e alluvioni,  isole di calore, ecc., tramite l'utilizzo di “nature-based solutions” (NBS).

Le NBS sono interventi che usano la natura e le funzioni naturali degli ecosistemi sani per affrontare le sfide ambientali e legate ai cambiamenti climatici, con effetti che possono riguardare anche la sfera economica e sociale. Aumentare gli spazi verdi nelle città, ad esempio, può portare a un aumento del turismo, offrire opportunità ricreative ai cittadini, contribuire all'abbassamento delle temperature e dei livelli di inquinamento nelle aree urbane.

Il progetto, che ha durata quinquennale e si concluderà a maggio 2022, oltre al Comune di Modena, vede il coinvolgimento di altri enti locali, organizzazioni e agenzie dei seguenti Paesi: Belgio, Croazia, Francia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svizzera.

A coordinare il progetto è il Comune di Manchester. Le città partner del progetto sono divise in due gruppi: città “frontrunner”, ovvero città che hanno già attuato soluzioni NBS per la resilienza climatica, e città “follower”, che apprenderanno le migliori pratiche messe in campo dalle prime.

Grow Green prevede diverse attività come: la realizzazione di progetti dimostrativi nelle città ”frontrunner”; lo sviluppo di piani di intervento che utilizzano le NBS nelle città "follower"; la promozione dell'utilizzo di “nature-based solutions” per la resilienza idrica e climatica; la divulgazione dei risultati del progetto.

Per maggiori informazioni: http://growgreenproject.eu/

 

Scarica la brochure del progetto

A Modena il nuovo Teatro delle Passioni

In corso di attuazione il progetto da 5 milioni di euro, di cui 2,85 dal Por-Fesr 2014-2020.

Sono in corso i lavori di riqualificazione dell'edificio ex Enel, nel comparto AMCM a Modena, che si trasformerà nel nuovo Teatro delle Passioni di Ert, Emilia Romagna Teatro. Su una superficie di 2.200 metri quadri sarà allestita la sala spettacolo da 150 posti, i camerini, il foyer con biglietteria e guardaroba, il bar ristorante con soppalco e accesso sul terrazzo. Il cantiere dell'opera partirà nella prima parte del 2018. Si tratta di un intervento del valore complessivo di 5 milioni di euro, di cui 2,85 milioni di finanziamenti europei Por-Fesr relativi al bando per i progetti di qualificazione dei beni ambientali e culturali. Si prevede la conclusione di questa prima parte di intervento nella primavera del 2020.

Con il secondo stralcio dei lavori, il cui valore sarà intorno ai sei milioni e 600 mila euro, è prevista la costruzione di un'altra sala teatrale da 400 posti, con platea e galleria, palcoscenico rialzato e torre scenica, dei relativi servizi, dei camerini, dei depositi e degli uffici di Emilia-Romagna Teatro (ERT).

Nell’area compresa tra via Buon Pastore, via Carlo Sigonio e via Peretti, destinata a trasformarsi nel Parco della creatività, sono già in corso i lavori di riqualificazione dell’ex centrale Aem che diventerà sede del Laboratorio aperto della città di Modena sul tema cultura, spettacolo, creatività e dove Emilia Romagna Teatro avrà la sua nuova scuola: un’aula di teatro di 160 metri quadri al primo piano e una di musica al secondo, oltre uffici, spogliatoi e aree di servizio.

 

Qui si può scaricare il video del progetto sull'ex Amcm

Commissione: 30 miliardi di euro in soluzioni innovative per affrontare le sfide della società

Con una dotazione di 77 miliardi di euro Horizon2020, il programma dell'UE per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione, sostiene l'eccellenza scientifica in Europa e ha contribuito a realizzare conquiste scientifiche di alto profilo quali la scoperta di esopianeti e onde gravitazionali. Nei prossimi tre anni la Commissione intende aumentare l'impatto del suo finanziamento per la ricerca concentrandosi su un numero minore di temi, sebbene più sensibili, quali: 

- Sostenere l'innovazione pionieristica e creatrice di mercato: Tra il 2018 e il 2020 la Commissione mobiliterà 2,7 miliardi di euro a valere su Horizon 2020 per sostenere l'innovazione ad alto potenziale di guadagno e di rischio al fine di creare i mercati del futuro. Inoltre Horizon 2020 farà un uso migliore dei suoi premi "Sei pronto ad afferrare la sfida?" per fornire soluzioni tecnologiche all'avanguardia ai problemi urgenti che i nostri cittadini devono affrontare.

- Concentrarsi sulle priorità politiche: 

  • un futuro a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici: 3,3 miliardi di euro
  • economia circolare: 1 miliardo di euro
  • digitalizzazione e trasformazione dell'industria e dei servizi europei: 1,7 miliardi di euro
  • Unione della sicurezza: 1 miliardo di euro
  • migrazione: 200 milioni di euro
  • energia pulita (edifici ad alta efficienza energetica, mobilità elettrica e soluzioni di stoccaggio): 2,2 miliardi di euro, compresi 200 milioni di euro destinati a sostenere lo sviluppo e la produzione in Europa della prossima generazione di batterie elettriche.

- Stimolare la ricerca fondamentale: Il programma di lavoro annuale del Consiglio europeo della ricerca per il 2018, adottato in agosto, consentirà di sostenere ricercatori di eccellenza con un finanziamento pari a quasi 1,86 miliardi di euro. Le azioni Marie Skłodowska-Curie, che finanziano borse per i ricercatori in tutte le fasi della loro carriera, ricevono un nuovo impulso grazie a un finanziamento totale di 2,9 miliardi di euro nell'arco di tre anni.

- Rafforzare la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione: verrà investito oltre 1 miliardo di euro nelle 30 iniziative faro in settori di interesse reciproco. Tra gli esempi figurano la collaborazione con il Canada in materia di medicina personalizzata, con Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Australia in materia di automazione del trasporto su strada, con l'India in materia di sfide idriche e con i paesi africani in materia di sicurezza alimentare e di energie rinnovabili.

- Diffondere l'eccellenza: Tra il 2018 e il 2020 saranno stanziati 460 milioni di euro per sostenere gli Stati membri e i paesi associati che ancora non partecipano pienamente al programma. L'obiettivo è sfruttare le eccellenze in Europa e nel mondo. Il programma continua inoltre a promuovere sinergie più strette con i fondi strutturali e di investimento europei

- Ulteriore semplificazione delle norme in materia di partecipazione: introduzione del progetto pilota per il finanziamento forfettario, un approccio nuovo e più semplice per fornire sostegno finanziario ai partecipanti. Tale approccio sposterà l'attenzione dei controlli ex ante dalle verifiche finanziarie al contenuto tecnico-scientifico dei progetti.

- Scienza aperta: Il programma segna un cambiamento decisivo nella promozione della scienza aperta, passando dalla pubblicazione dei risultati della ricerca nelle riviste scientifiche alla condivisione delle conoscenze in una fase più precoce del processo di ricerca. Al sostegno alla scienza aperta verranno destinati 2 miliardi di euro, mentre 600 milioni di euro saranno assegnati al cloud europeo per la scienza aperta e all'infrastruttura europea dei dati.

 

Fonte:

https://ec.europa.eu/italy/news/20171027_orizzonte_2020_programma_di_lavoro_2018_2020_it

30 anni di Erasmus: Carta della Generazione Erasmus e nuova piattaforma di partecipazione

Trent'anni fa, grazie alla forte volontà dei responsabili politici europei, degli studenti e delle Università, nasceva il programma Erasmus.
Da allora è andata crescendo una generazione composta da nove milioni di ex studenti, apprendisti, volontari, professori ed educatori.
Il 9 maggio, giornata dell’Europa, si è svolta a Firenze, nel Salone de’ Cinquecento in Palazzo Vecchio, la conferenza “Erasmus+ e il futuro dell’Europa”, con l’obiettivo di avviare un dialogo tra decisori politici, studenti e partecipanti al Programma Erasmus per dare un nuovo impulso all’Europa di domani.
Nella prima parte della mattinata, rappresentanti di Indire, garagErasmus ed Erasmus Student Network Italia hanno consegnato ai decisori politici la Carta della Generazione Erasmus, il documento politico-culturale elaborato da studenti ed ex partecipanti al Programma nell’ambito
degli Stati Generali della Generazione Erasmus. Il documento è disponibile a Modena presso il centro Europe Direct, oppure online al link:
La Commissione europea ha lanciato per l’occasione un punto d'incontro virtuale, che servirà a costruire insieme il futuro del programma dopo il 2020: http://app.wetipp.com/erasmusplusgeneration/wall/ . Da questa nuova piattaforma gli utenti, una volta effettuata la registrazione, possono condividere il proprio punto di vista sul futuro del programma Erasmus+ postando le loro storie, raccomandando progetti di successo, organizzando attività ed eventi o creando un proprio gruppo. Per rendere gli scambi di idee il più interattivi possibile, la piattaforma offre un insieme di funzionalità diverse: per stimolare la discussione grazie allo scambio di idee, video e documenti; per poter discutere e commentare le proposte avanzate; per votare per le idee preferite; per poter programmare eventi e gruppi di discussione ovunque in Europa.

La politica di coesione dell'UE per le regioni a basso reddito e a bassa crescita

Nel giugno 2015 la Commissione ha avviato un'iniziativa tesa a esaminare i fattori che frenano la crescita e gli investimenti nelle regioni a basso reddito e a bassa crescita dell'UE. In linea con questa iniziativa, è stata pubblicata una relazione che analizza le necessità di investimento, i fattori che determinano la crescita, il quadro macroeconomico e il bisogno di riforme strutturali di tali regioni. La Commissione individua percorsi chiari per sostenere le strategie di crescita a livello regionale con l'aiuto dei fondi UE. In particolare, nella relazione si individuano le aree in cui tali regioni hanno bisogno di investire, cioè il capitale umano, l'innovazione, la qualità delle istituzioni e una migliore accessibilità, e gli strumenti disponibili nel quadro della politica di coesione dell'UE di cui potrebbero beneficiare.


Le regioni a bassa crescita trarrebbero beneficio da una capacità istituzionale più forte e da riforme strutturali

La relazione fornisce ulteriori elementi di prova del fatto che le politiche di sviluppo possono essere messe pienamente a frutto solo in un ambiente favorevole agli investimenti e solo se vengono attuate da amministrazioni solide in modo trasparente, affidabile ed efficiente. 

Ciò è di particolare rilevanza per le regioni a bassa crescita, che hanno mostrato miglioramenti limitati nelle capacità istituzionali, non sono state in grado di sfruttare al meglio gli interventi della politica di coesione e di conseguenza sono cresciute meno e sono state più esposte agli effetti della crisi economica. 

Per migliorare gli effetti della spesa regionale, nazionale e dell'UE vanno abbattute le barriere trasversali e di settore che ostacolano gli investimenti. Le precondizioni della politica di coesione volte a rafforzare gli investimenti possono costituire potenti incentivi per affrontare gli ostacoli agli investimenti individuati nella relazione.

Le priorità dovrebbero essere: rendere l'ambiente imprenditoriale più flessibile, riducendo la burocrazia, il tempo e i costi necessari alla creazione di nuove imprese e alla gestione delle PMI; migliorare l'efficienza, la trasparenza e l'affidabilità delle amministrazioni pubbliche e dei servizi; e modernizzare le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, digitalizzandole.

 

Per ulteriori informazioni:

https://ec.europa.eu/italy/news/20170411_relazione_coesione_it 


Campagna "60 progetti per 60 anni": realizzazioni concrete nelle città grazie ai fondi europei

Dal tram di Firenze alla ferrovia Circumetnea, dalla Metro di Napoli ai Tecnopoli per le aziende dell’Emilia Romagna. Dal Grande Progetto Pompei alla riqualificazione della reggia di Venaria Reale. Sono alcuni dei 60 progetti cofinanziati dai Fondi Strutturali e di Investimento dell’Unione Europea al centro della campagna di comunicazione realizzata dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e dalla Rappresentanza della Commissione Europea in Italia con la collaborazione di tutte le Autorità di Gestione dei Programmi Operativi Nazionali e Regionali.

L’iniziativa rientra nell’ambito delle celebrazioni per il 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. Una narrazione fatta di immagini con l’obiettivo di dare risalto e raccontare le realizzazioni concrete delle politiche europee in Italia e di migliorare la conoscenza e la percezione dell’utilità dei finanziamenti dell’UE. E dimostrare che, in fondo, l’Europa esiste e si prende cura di noi da più di 60 anni. L’essenza della coesione si declina così attraverso esempi di interventi in ambito sociale, economico e territoriale. Non è il momento di voltare le spalle a quello che in questi 60 anni è stato costruito, ma di rilanciare il progetto europeo, tenendo conto che “l’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme. Essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino una solidarietà di fatto”. 

Sono la rete dei tecnopoli e i musei di Modena, Maranello e Imola dedicati ai motori i progetti che rappresentano l’Emilia-Romagna nella campagna. Un riconoscimento al ruolo dell’Emilia-Romagna nell’ambito europeo, testimoniato dall’utilizzo diffuso dei fondi europei che, per quanto riguarda la programmazione 2007-2013 appena conclusa, ha raggiunto il 133,05% del tasso di attuazione. 

Oltre 380 milioni di euro che hanno generato oltre un miliardo di euro di investimenti pubblico-privati, finanziando 3.943 progetti, di cui 191 pubblici e 3752 di impresa. I progetti certificati dall'Ue superano i 500 milioni di euro e hanno creato occupazione, riqualificato il territorio, migliorato l’ambiente e generato un significativo investimento pubblico-privato in settori strategici per l’economia regionale.

 

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Fonte:

http://www.agenziacoesione.gov.it/it/60_progetti_per_60_anni/60_progetti_per_60_anni.html