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Bando FAMI sui servizi rivolti ai cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e dipendenza

Il Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione - ha approvato l’avviso pubblico del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) “Qualificazione del sistema di tutela sanitaria per i servizi rivolti ai cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza”, con cui si intende superare le situazioni di bisogno e di difficoltà dei cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool.

Sono ammessi a presentare proposte progettuali in qualità di Capofila gli enti locali, le loro unioni ed i consorzi.
In qualità di partner sono ammessi:
- enti pubblici;
- enti locali, loro unioni e consorzi;
- A.S.L., aziende ospedaliere;
- università, ovvero, singoli dipartimenti universitari;
- organismi, enti, associazioni, Imprese sociali operanti nello specifico settore di riferimento oggetto dell'avviso.

Con l’avviso si intende qualificare il sistema di tutela sanitaria attraverso la sperimentazione di servizi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione rivolti ai cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza da sostanze stupefacenti e alcool. 
Le attività esecutive dei progetti dovranno realizzarsi esclusivamente nell’ambito della medesima Regione.
Il budget complessivo di ogni progetto proposto non deve essere inferiore  ad euro 100.000,00, né superiore alla dotazione finanziaria del bando.

Il cofinanziamento UE previsto è pari al 50% del costo complessivo di progetto e quello nazionale è pari al restante 50%, salvo la possibilità di cofinanziare tale percentuale con risorse proprie del soggetto proponente (unico o associato).

 

Scadenza: 15/04/2019


Per ulteriori informazioni: http://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/bandi-gara-e-contratti/qualificazione-sistema-tutela-sanitaria-i-servizi-rivolti-cittadini-paesi-terzi-portatori-disagio-mentale-eo-patologie-legate-alla-dipendenza