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Fondi europei: adesso gli italiani sanno di più, ma pretendono di più

Articolo di Roberta Carlini, giornalista de "La Repubblica".

 

La buona notizia è che la metà degli italiani conosce l'esistenza degli aiuti europei destinati alla propria area di residenza. La notizia meno buona è che, tra quanti conoscono l'esistenza dei fondi europei che danno aiuto finanziario a regioni e città, solo il 51% pensa che abbiano un impatto positivo; andando più nel dettaglio, tra quanti conoscono l'esistenza dei Fondi Europei per lo Sviluppo Regionale e del Fondo di Coesione, solo il 7% pensa che questi abbiano contribuito almeno un po' a migliorare la propria condizione individuale. Sono i dati dell'ultima indagine Eurobarometro sulla percezione della politica regionale europea tra i cittadini europei; rilevazione che periodicamente ci dà il termometro di come, nei ventotto Paesi dell'Unione, sia percepita quella che è la politica principale - anche in termini di finanziamento - messa in campo per ridurre le disparità tra le proprie regioni e contribuire allo sviluppo complessivo.

L'indagine Eurobarometro si concentra prima di tutto sulla conoscenza dei fondi, poi sul giudizio e infine sui mezzi di informazione attraverso i quali si è entrati in contatto con la politica di coesione, per poi passare a valutazioni e proposte sul futuro impiego dei fondi. Aspetto importante, non solo dal punto di vista della Commissione (che intende misurare il tasso di gradimento delle sue politiche) ma anche di quello dei beneficiari, effettivi e potenziali. [...]

Dalla precedente rilevazione, fatta a marzo 2017, risultava che solo il 40% degli italiani era a conoscenza dell'esistenza dei fondi. Adesso siamo al 50%, al di sopra della media europea, che adesso è al 40%. [...] Però siamo la popolazione europea che dà il giudizio più negativo di tutti, ben lontano dalla media dell'Unione, che all'81% dà una valutazione positiva: infatti, solo il 51% del campione italiano ritiene che i fondi europei abbiano avuto un impatto benefico sul territorio.

Eppure l'Italia, anche "grazie" al Mezzogiorno, le cui Regioni rientrano nella definizione di quelle meno sviluppate, nella programmazione 2014-2020 si è piazzata al secondo posto nella graduatoria dei finanziamenti. [...] Il bilancio della programmazione 2014-2020 ci dice anche che, oltre che sulla diffusione della conoscenza e sulla valutazione dei cittadini, c'è molto da lavorare sulla implementazione dei fondi: li abbiamo pianificati tutti, programmati al 68% e spesi al 25%.

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Infine, c'è una sintonia tra gli italiani e il resto degli europei su due giudizi qualitativi: per la maggioranza, l'Europa dovrebbe continuare a investire in tutte le Regioni, non limitandosi dunque alle sole svantaggiate; ma nove su dieci sono d'accordo sul fatto di dare alta priorità alle zone con elevata disoccupazione. Mentre irrompe il tema ambientale, con il 90% delle risposte che considera ambiente ed energie rinnovabili come area di intervento a cui si dovrebbe dare più peso, alla pari con salute, istruzione e infrastrutture sociali. [...]


Link dell'articolo completo: https://www.repubblica.it/dossier/esteri/fondi-strutturali-europei-progetti-italia/2019/11/27/news/fondi_europei_adesso_gli_italiani_sanno_di_piu_ma_pretendono_di_piu_-242035410/?refresh_ce