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CONCERTO 'MOVIMENTO IN MUSICA, MUSICA IN MOVIMENTO 1968-2018'

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Domenica 18 febbraio finissage della mostra 'Cesare Leonardi. L'architettura dalla vita' e concerto di pianoforte con Fabrizio Ottaviucci

Cosa
  • Concerto
Quando 18/02/2018
da 05:00 pm al 07:00 pm
Dove Palazzo Santa Margherita (sala grande)
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Ultimi giorni per visitare Cesare Leonardi. L'Architettura della Vita, che chiuderà domenica 18 febbraio con un concerto a cura degli Amici della Musica, in programma alle 17 a Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103).
 
La mostra a cura di Andrea Cavani e Giulio Orsini, ospitata in entrambe le sedi della Galleria Civica di Modena – Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini – dal 15 settembre 2017, giorno dell’inaugurazione, è stata visitata complessivamente nelle due sedi da oltre 23 mila persone. La retrospettiva dedicata all'architetto modenese diventa così una delle più visitate alla Galleria Civica, testimoniando il grande interesse per l'opera di Leonardi, locale e insieme 'oltre i confini'. Una pratica multiforme, declinata tra progetti di architettura, design, fotografia e sperimentazione artistica, libera da condizionamenti, radicale e visionaria.
 
In occasione del finissage, nella sala grande di Palazzo Santa Margherita, alle ore 17.00 si potrà assistere al concerto Movimento in musica, musica in movimento 1968-2018 con Fabrizio Ottaviucci al pianoforte, organizzato da Amici della Musica in collaborazione con Galleria Civica di Modena, Musei Civici di ModenaTeatro Comunale di Bologna, all’interno del grande progetto dedicato al cinquantenario del '68 che unisce Bologna, Modena, Reggio Emilia. Anni di profondi cambiamenti culturali e grande instabilità politica ma, proprio per questo, anche momento fertile per lo sviluppo di nuove linee di pensiero da parte di una generazione di giovani intellettuali, artisti, architetti, musicisti.
 
Le partiture grafiche di Cornelius Cardew, i procedimenti minimalisti di Terry Riley, i "grappoli" di note di Giacinto Scelsi: turbinosi accordi che creano ritmi e risonanze sorprendenti, quasi da organo a canne (Alvin Curran, in omaggio a Cardew), e un pianista considerato tra i migliori interpreti di questo repertorio.