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Wainer Vaccari

Wainer Vaccari nasce nel 1949 a Modena. Espone per la prima volta negli anni '70 alla Galleria La Sfera di Modena. Sarà però la mostra del 1983 presso la Galleria Emilio Mazzoli di Modena ad aprire la strada dei suoi futuri successi. Nel 1984 partecipa alle collettive di Acireale "Scuola di Atene” e alla Biennale di Graz, “Trigon”, curate da Achille Bonito Oliva. In quegli anni la sua pittura, dopo aver esaurito il suo interesse per la Nuova oggettività tedesca, esplora aspetti dell'arte manierista del Cinquecento italiano e di un Ottocento nordico di carattere decisamente visionario.

In seguito espone in gallerie private (Susan Wyss di Zurigo e Thomas Levy di Amburgo) e musei (Horsens Museum, Horsens, Danimarca, Kunsthal di Rotterdam, Olanda, Kunstverein di Monaco di Baviera, Germania, Galleria Civica di Modena). Nel 1992, una sua grande opera (Tondo) viene acquisita dal Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 1999 è invitato alla Quadriennale di Roma.

Il 2000 è un anno di riflessione sul linguaggio e conseguentemente di svolta stilistica. Espone tra l'altro alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena (2001), alla Galleria Pack di Milano (2002), al Museum Moderner Kunst di Passau (2003), al Kunsthaus di Amburgo (2005) e alla Galleria Bonelli di Mantova. Segue nel 2008 la partecipazione alla Biennale di Pechino. Nel 2011 partecipa al Padiglione Italia (a cura di Vittorio Sgarbi) della Biennale di Venezia.

Dal 2012 al 2015, oltre ad esporre sia in Italia che all'estero, Vaccari è di nuovo impegnato sul versante teorico in letture di carattere epistemologico e scientifico, con un particolare interesse per la fisica quantistica. Individuando in quell'universo elementi e suggestioni che contribuiranno alla messa a punto di un linguaggio pittorico con evidenti risonanze di carattere Neo-divisionista.

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