Oriele e la fabbrica del tabacco

di Elena Bellei

ORIELE-E-LA-FABBRICA-DI-TABACCO.jpgOriele è operaia alla Regia Manifattura Tabacchi di Modena, dove si entra solo col certificato di miseria e la raccomandazione di un qualche notabile della città.
Ha studiato fino alla terza elementare e campa tutti in famiglia: la madre vedova e i fratelli. Dopo dieci ore di lavoro ad arrotolare sigari, col tabacco fermentato sulla pancia, lavora in campagna e governa le bestie.

Teresa, la Bruna, Argìa, Elide, Angiolina e le altre, come lei sottoposte a una dura disciplina di fabbrica, condividono fatiche e umiliazioni, ironia e buonumore, e infine il coraggio della rivolta.  
Il solo che abbia a cuore le sorti delle sigaraie è il dottor Rolando Silvestri, di famiglia borghese, animato dalla fede nel progresso della scienza e della società. 
Le visita gratis nell’ambulatorio ricavato da un piccolo teatro dismesso e compie ricerche sui topi per dimostrare il legame tra i vapori tossici della fabbrica e il tasso altissimo di aborti. Per dare voce ai corpi inascoltati delle donne, e ai loro figli indeboliti dal latte insalubre del seno materno, si troverà solo contro tutti.

Due storie che corrono parallele e si incrociano in un’unica vicenda di riscatto umano e sociale. Sullo sfondo il ventennio fascista con la sua politica maschia e la retorica della (madre) patria.

 

Copertina di Andrea Capucci 

Visual identity e art direction: Giorgio de Mitri, Patty Di Gioia e Alessio Cancellieri per Sartoria Comunicazione

 

Scarica il libro

Autore

bellei.jpgElena Bellei

Vive a Modena, è giornalista e si occupa di comunicazione.

Ha pubblicato con Incontri Editore Mater, dove finisce la terra e Tutte le forme che può prendere l’amore con le illustrazioni dell'artista Andrea Capucci e con la prefazione di Emilio Rentocchini. 
Ha pubblicato con Marcos y Marcos il racconto Storia di Lena e di suo figlio Vìtia che non smetteva di morire finalista al Premio Loria; con Historica Edizioni il racconto Annina e il volo nascente dell’acquila finalista al concorso della Biblioteca Malatestiana di Cesena e con Arte Stampa di Modena Tornare alla luce finalista al Premio Il Giovane Holden di Viareggio.

Ha scritto testi per il teatro: Senza cuore,  messo in scena al festivalfilosofia di Modena (sulla tratta e la prostituzione); Bianca, come una bandiera messo in scena al festivalfilosofia di Modena (sulla vita di un paese d’Appennino); Nostàlghia e Quando dio era una donna e viveva dentro un uovo messo in scena al Museo Etnografico di Modena (da interviste a donne immigrate dall’Est Europa). 
Ha scritto testi per il Teatro Drama Vecchie parole (sugli anziani frequentatori di balera); Uomini in scadenza al Mercato Albinelli di Modena  (per la giornata internazionale contro la violenza alle donne); Il viaggio di Koband (dalle interviste a un profugo curdo iracheno) al Teatro Drama, per il Comune di Modena; Siamo rimasti troppo al buio messo in scena al Novi Park per il Museo Archeologico di Modena (sui ritrovamenti di tombe dell’epoca romana) e Tornare alla luce nel programma (sulle mummie di Roccapelago).

Ha curato la traduzione di testi su psicoanalisi e femminismo per Editori Laterza e Editori Riuniti. Per il Comune di Modena ha realizzato con l'artista Fabio Bonetti il video 6 domande sulla vita, interviste a migranti stranieri.