Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

T-Trinz. Bastardi al Grandemilia

di Alessandro Calabrese

T-TRINZ.jpgFrase guida: Biondo sa che l'entropia è amica degli stronzi come lui.

I Thanatos… ci sguazzano nella noia… non hanno problemi di tedio. Basta rimanere privi di progetti per il futuro… Basta essere semplici e farsi poche domande.

  

I membri della compagnia del Biondo non hanno neanche vent'anni. Giocano a fare i vandali, si mettono nei guai. Si picchiano tra di loro, si picchiano sul campo da rugby. Vanno anche a scuola, ma studiano poco. Qualche volta s'innamorano.
E poi, si sa, ogni banda ha i suoi nemici. I nemici del Biondo sono i Punk. Una festa, il tradimento di un amico e una pistola bastano a far precipitare la situazione, a meno che qualcuno non sia capace di ristabilire l'ordine.
Ma qui le leggi della società non importano a nessuno. Le regole sono di chi le inventa. 

L’azione si svolge al T-Trinz, un edificio abbandonato, ex deposito degli autobus, che l’amministrazione locale non ha immesso, per incuria, nei suoi programmi di riqualificazione ambientale e urbana. Lasciato andare in malora, è la roccaforte della compagnia del Biondo, l’unico liceale del gruppo, al quale deve il suo nome: T, per Thanatos, è la loro iniziale, un capriccio classicheggiante e Trinz sta per “tranquillo” o “stai sereno” nel gergo dei giovani dei dintorni.
Insomma T-Trinz è la vera casa dei Thanatos, lontano dal controllo delle loro famiglie spesso disfunzionali, un luogo dove possono rilassarsi. A modo loro.

 

Copertina di Andrea Chiesi 

Visual identity e art direction: Giorgio de Mitri, Patty Di Gioia e Alessio Cancellieri per Sartoria Comunicazione

 

Scarica il libro

Autore

calabrese.jpgAlessandro Calabrese

Nato a Carpi nel 1991, ha conseguito la laurea magistrale in Italianistica e Scienze Linguistiche all’Università di Bologna.
Lavora come allenatore di rugby in una scuola media e stagionalmente nell’azienda agricola di famiglia. La scrittura da sempre è per lui una valvola di sfogo rispetto alla noia della teoria letteraria.
È stato finalista al Premio Calvino del 2016 con
 T-Trinz.