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Se dai banchi di scuola nasce un veicolo ecologico

Ruote di bici, banchi, motore di una vecchia lavatrice e pannelli fotovoltaici: ecco il mezzo progettato da studenti e prof e che sarà proposto ai Comuni

CARPI. Vettore elettrico ecosostenibile per la mobilità urbana con energie rinnovabili. Dietro questa definizione si cela un'idea tradotta in realtà, realizzata da una squadra di studenti appartenenti a più percorsi di studio, uniti in un unico progetto che, se adeguatamente supportato, potrebbe rivoluzionare il mondo dei veicoli per gli spostamenti urbani. L'innovativo mezzo di trasporto, dalla forma stravagante, ma molto elaborato dal punto di vista tecnologico, è composto da più materiali di riciclo, come ad esempio: ruote di bicicletta, banchi scolastici che dalla classe sono stati spostati in laboratorio per divenire parte integrante del nuovo veicolo. E, ancora, cuore pulsante del mezzo ideato dagli studenti di meccanica, il motore, attinto nientemeno che da una lavatrice dismessa. Ultimo, ma non per importanza, il tetto: un pannello fotovoltaico ricopre la sommità del vettore elettrico, con l'intento di raccogliere energia alternativa e ricaricare il veicolo a costo zero. «L'obiettivo è quello di realizzare un mezzo di trasporto per la mobilità all'interno delle Zone a Traffico Limitato delle città - spiegano i docenti di elettronica coordinatori del progetto, Piero Di Gioia e Francesco Miccolis - dal momento che le vetture sono ricaricabili con il sole, non ci sarà il problema del costo della benzina e questo si trasformerà in un vantaggio per l'utilizzatore. Per questo, speriamo che le amministrazione dei Comuni e, più in generale, degli enti pubblici, siano sensibili al progetto del vettore elettrico e ne carpiscano l'importanza. Se, poi, oltre al pubblico, qualche privato volesse offrire il suo contributo ed essere coinvolto nel progetto… Il vettore si compone di più parti, tra cui banchi vecchi e motori riciclati. La sua realizzazione e manutenzione nel corso del tempo, coinvolgerà parecchi indirizzi di studi presenti al Vallauri. L'idea è partita dagli studenti che frequentano il percorso regionale di formazione professionale, nell'ambito delle classi di meccanica, in particolare la prima L e H, insieme alla seconda A. Tutta la manutenzione del mezzo verrà gestita a scuola: dalla gestione del telaio che compete agli studenti di meccanica, fino alla messa a punto del sistema fotovoltaico dagli elettrotecnici. Il mezzo - concludono i due prof -avrà anche un contenuto moda, coordinato dagli studenti di questo indirizzo. Infatti, tutta la copertura alla carrozzeria verrà realizzata in tessuto non tessuto, un particolare tipo di materiale impermeabile e naturale. Tutto questo per dimostrare che si tratta di un oggetto “made in Carpi”, visto che siamo terra di moda e motori, il vettore è il matrimonio giusto».

fonte: Gazzetta di Modena

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