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Un mulino a vento che ha cambiato la vita di un villaggio

E’ una vera e propria storia di tecnologie appropriate e tenacia quella di William Kamkwamba, un ragazzo del Malawi. Quando aveva 14 anni, ha costruito un mulino a vento per la produzione di energia elettrica con rottami, una vecchia bicicletta e tubi in plastica. Ha preso spunto da schizzi che ha trovato in un libro della biblioteca e li ha modificati per soddisfare i bisogni della sua famiglia. Oltre a diversi mulini a vento ha costruito l’impianto elettrico da zero, interruttori compresi.

Prima che scoprissi i miracoli della scienza, era la magia a governare il mondo.” A sei anni William scampa a una maledizione, a quindici vuole diventare ingegnere: gli piace studiare, quasi quanto andare a caccia e in giro per la foresta con l’amico Gilbert. Ma nel Malawi, dove è nato, l’istruzione è un lusso, la tecnologia è una forma inaffidabile di stregoneria, e comunque prima viene il lavoro nei campi, la lotta quotidiana per sopravvivere. Quando il villaggio è colpito dall’ennesima carestia, William conosce la fame più nera; e mentre lottano per sfamare le bocche di casa, i genitori non possono più permettersi una retta di 80 dollari all’anno né un figlio improduttivo.

Il ragazzo sa che per tornare sui libri deve risolvere nientemeno che l’emergenza principale del Paese: la siccità. Ebbene, le uniche cose che non mancano mai nel Malawi sono il vento e i rifiuti. Armato di un mucchietto di vecchi manuali, di una mezza bicicletta, ingranaggi di trattore e pezzi di metallo raccolti in una discarica, William si impegnerà per realizzare la sua personale magia: imbrigliare la forza del vento e trasformarla in luce, acqua, vita. Da un’infanzia ancora intrisa di leggende alla promessa di un brillante futuro nella tecnologia, la storia di William e del suo piccolo sferragliante miracolo ha conquistato il mondo diventando un simbolo di riscatto. I libri di fisica, le difficoltà economiche e lo sconforto, il sostegno degli amici, l’incredulità dei compaesani e la fiducia dei familiari: fino a quella prima lampadina tremolante che si accende tra le mani del giovane inventore. Il ragazzo che tutti chiamavano misala, “pazzo”, ha catturato il suo sogno e incarnato le speranze di un intero continente.

Per approfondire la sua storia si può leggere il libro “ Il Ragazzo che catturò il vento” della Rizzoli.

Inoltre consigliamo di vedere i suoi interventi ai TED, o andare sul suo sito dove si possono vedere anche gli altri progetti che sta portando avanti.

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William Kamkwamba è nato a Dowa, nel Malawi, nel 1987. Ha cominciato a interessarsi all’energia eolica a quattordici anni. Riportata da un giornale locale, la sua storia e` stata ripresa dal “Wall Street Journal” che gli ha dedicato un profilo, e nel 2008 William e` stato invitato a parlare al World Economic Forum dedicato all’Africa. Grazie a una borsa di studio ora è allievo della prestigiosa African Leadership Academy di Johannesburg.

Tecnologie appropriate

Si ritiene che una tecnologia è appropriata quando ha effetti benefici sulle persone e sull’ambiente. C’è un ampio accordo sulle principali caratteristiche che una tecnologia deve possedere per essere socialmente e ambientalmente appropriata:

  • Non deve causare nessun danno prevedibile a persone o ad altre forme di vita (animali e piante );
  • Non deve compromettere il patrimonio naturale delle generazioni future;
  • Migliorare le condizioni di vita di base per tutte le persone, indipendentemente dalla loro potere d’acquisto;
  • Non essere coercitiva e rispettare i diritti e le scelte dei loro utenti e dei loro inconsapevoli soggetti;
  • Senza effetti sistemici irreversibili, anche se a prima vista sembrano essere benefici o neutri.

Le Tecnologie appropriate devono assolutamente dare priorità alla soddisfazione dei bisogni umani fondamentali di cibo, vestiario, alloggio , salute, istruzione, sicurezza personale , partecipazione sociale , del lavoro e dei trasporti .

di Roberto Salustri

info: http://decrescitaenergetica.wordpress.com/2014/01/10/un-mulino-a-vento-che-ha-cambiato-la-vita-di-un-villaggio/

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