Biblioteca 'Antonio Ferrari'

Cerimonia per la intitolazione della biblioteca dell'Istituto storico

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Venerdì 19 gennaio si è svolta la cerimonia di intitolazione della Biblioteca dell’Istituto storico al partigiano e studente universitario Antonio Ferrari. L’iniziativa si è svolta in forma privata per espressa volontà dei familiari, ed erano presenti, oltre ai parenti, operatori e dirigenti dell'Istituto. Nell'occasione è stato presentato un opuscolo promozionale, che costituisce il punto di partenza di un progetto triennale di valorizzazione della biblioteca. L'opuscolo è disponibile on line nella sezione Sala stampa.
Antonio Ferrari nasce a Modena il 19 gennaio 1925, orfano di padre, studia al liceo classico Muratori dimostrando capacità di apprendimento e interesse per la cultura non comuni. Frequenta abitualmente la biblioteca Estense, segue un corso di paleontologia a Bologna, si interessa della storia dell’Appennino modenese. Nel 1941, a sedici anni, presenta una relazione sui rogiti frignanesi ad una riunione dell’Accademia dello Scoltenna, che lo vede tra i soci. Nel giugno 1943 vince un concorso nazionale di poesia latina, indetto dall’Istituto di studi romani.
Attivo nell’Azione cattolica, durante gli anni di liceo matura le sue convinzioni antifasciste. Si iscrive alla Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Modena, e lavora come correttore di bozze alla ‘Gazzetta dell’Emilia’ dove entra i contatto con ambienti operai e si avvicina al Partito comunista, grazie soprattutto all’amicizia con Luigi Benedetti (Secondo).
Nelle settimane successive all’8 settembre assume un ruolo importante nel Comitato promosso dai partiti antifascisti, e diretto da Arturo Anderlini, che si occupa del salvataggio dei militari Alleati fuggiti dai campi di prigionia italiani. Grazie al fatto che conosce bene l’inglese e il francese e un poco di tedesco tiene i contatti con i diversi militari nascosti, e si occupa del loro trasferimento in case sicure o in altri luoghi fuori provincia.
Con l’arresto di Arturo Anderlini, che sarà poi fucilato il 22 febbraio 1944, Ferrari deve sospendere la sua attività. Si allontana da Modena e cerca di raggiungere l’Italia liberata. Fatto prigioniero dai tedeschi riesce ad evadere dal carcere di Sora e tornare a Modena. Decide allora di raggiungere i partigiani nella zona di Montefiorino, entrando nella formazione comandata da Ermanno Gorrieri (Claudio).
Dopo l’attacco tedesco alla zona libera si sposta nella valle del Panaro, entrando nella brigata Selvino Folloni. Catturato nel corso di un combattimento il 17 agosto 1944, viene rinchiuso con altri sei compagni a ‘Villa Santi’ di Campiglio, da dove è prelevato per essere fucilato per rappresaglia a Ospitaletto, il 25 agosto 1944.
Poche settimane dopo la sua morte una brigata partigiana assume il suo nome. Nel dopoguerra viene intitolata a Ferrari la sezione del Pci di Modena-centro nord. L’Università di Modena gli concede la laurea Honoris causa.

Registrato il: 17 Gennaio 2007
Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2008

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