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Istituto Tecnico "Fermo Corni"

Fonti: # L. Montedoro (a cura di), La città razionalista. Modelli e frammenti. Urbanistica e architettura a Modena 1931-1965, RFM Edizioni, Modena 2004, pp. 254-255. # G. Muzzioli, Modena, Laterza, Roma-Bari 1993, p. 157. # G. Leoni, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, in P. Orlandi, M. Casciato (a cura di), Quale e Quanta. Architettura in Emilia Romagna nel Secondo Dopoguerra, CLUEB, Bologna 2005, p. 44. # Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Istruzione Tecnica, L’Istruzione Tecnica nella provincia di Modena, Modena 1951.

Stradario: largo Aldo Moro
Anno: 1964
Progettazione: Mario Pucci con Ufficio Tecnico Comune Modena
Mappa: 41
Itinerario: 1 - Dal liberty al razionalismo, scheda nr. 13

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1. Vista del complesso da largo A. Moro

 

L’Istituto “Fermo Corni” nasce nel 1921 con la denominazione di “Reale Scuola Operaia di Arti e Mestieri”. Dopo essere diventata nel 1933 “Reale Scuola Tecnica Industriale”, nel 1942 assume definitivamente l’assetto di Istituto Tecnico Industriale. Nella nuova fase di sviluppo dell’economia non solo modenese, conseguente alla fine della guerra, l’importanza dell’Istituto per la formazione di lavoratori specializzati nei rilevanti settori meccanico ed elettrotecnico giustifica la realizzazione di un nuovo fabbricato situato tra via Emilia Ovest, viale Tassoni e viale Jacopo Barozzi, in luogo del precedente edificio gravemente danneggiato dai bombardamenti.
Il progetto è redatto dall’Ufficio Tecnico del Comune di Modena per conto della Provincia di Modena e realizzato dal Consorzio fra le cooperative della Provincia di Modena. Dal 1960 la progettazione e realizzazione delle varie parti proseguirà fino al 1970. Si prevede la costruzione di due corpi lungo via Emilia e viale Tassoni a costruire i fronti su strada, da destinare ad aule, di tre piani fuori terra ciascuno, più uno seminterrato; in seguito si realizzeranno anche la falegnameria e le officine, poste nelle vicinanze delle preesistenti Fonderie Fabbri. I due corpi si collegano mediante un terzo, arretrato rispetto al confine del lotto, prospiciente largo Aldo Moro. Proprio questa attenzione all’inserimento urbano rappresenta uno dei punti di maggior interesse del progetto. Il complesso di edifici definisce infatti, attraverso l’arretramento del corpo dell’atrio, una piazza che fa da intermediazione tra la scuola e il disordine urbano del largo stesso, punto irrisolto della città a seguito della demolizione della porta Sant’Agostino.

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2. Vista aerea degli anni Trenta-Quaranta prima della realizzazione dell’attuale sede

 

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3. Pianta del primo stralcio delle opere, aule e blocco dei servizi

 

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Fonti immagini e fotografie

1. Foto: Vanni Bulgarelli
2. Vista aerea d’epoca: FPM, Fondo Bandieri, n.inv. 14055.
3. Pianta: APMO, Edilizia e Patrimonio, Edilizia 1° nucleo, b. H/2. Riproduzione fotografica del disegno: Studio Pugnaghi, Modena.