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Liceo Scientifico "Alessandro Tassoni"

Fonti: # N. Braglia, Il Liceo scientifico Alessandro Tassoni di Modena, Mucchi, Modena 1987. # L. Montedoro (a cura di), La città razionalista. Modelli e frammenti. Urbanistica e architettura a Modena. 1931-1965, RFM Edizioni, Modena 2004, p. 157. # G. Bertuzzi, Modena Nuova. L’espansione urbana dalla fine dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Lineamenti, Aedes Muratoriana, Modena 1995, pp. 49-59. # E. Tarozzi, Architettura fascista: gli anni Trenta a Modena, relatore Francesca Zanella, correlatore Doloris Gloria Bianchino, Università degli studi di Parma, Facoltà di lettere e filosofia, corso di laurea specialistica in Storia dell’arte medievale, moderna e contemporanea, a.a. 2008/09, pp.109-119. # L. Bertucelli, S. Magagnoli, Regime fascista e società modenese: aspetti e problemi del fascismo locale, 1922-1939. Atti del convegno di studi storici, Modena, 28-29 novembre 1991, Mucchi, Modena 1995, pp. 525-526. # APMO, Edilizia e Patrimonio, Edilizia, 1° nucleo, L1-L6. # APMO, Edilizia e Patrimonio, Edilizia, 1° nucleo, B.44-B.47. # ASCMO, Ornato, a. 1938, fascicolo 290.

Stradario: viale Virginia Reiter 66
Anno: 1938-1941
Progettazione: Renzo Bertolani con Amministrazione Provinciale di Modena
Mappa: 28
Itinerario: 2 - Dall'eclettismo al contemporaneo, scheda nr. 7

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1. Vista del fronte su viale Reiter

 

La decisione di istituire un liceo scientifico intitolato al poeta modenese Alessandro Tassoni risale al 1923, anno dell’entrata in vigore della riforma Gentile. Per diciotto anni la sede provvisoria della scuola occupa i locali presso un vecchio edificio in via Grasolfi, accanto alla chiesa di San Bartolomeo. Il “Tassoni” diventa il centro propulsore dell’istruzione liceale, ospitando un numero di studenti in crescita fino agli anni della scolarizzazione di massa, tanto che vengono aperte sedi distaccate a Pavullo e Sassuolo, che diventano poi sedi autonome. Nel 1938 il progetto esecutivo redatto dall’Ufficio Tecnico provinciale viene approvato dal Podestà e la costruzione si protrae per i tre anni successivi. Nel 1941 viene inaugurato alla presenza del ministro Bottai.
L’edificio trova realizzazione nel lotto dell’allora via Ricci, oggi viale Reiter, importante asse stradale della zona ricavato dall’abbattimento delle mura e dallo spostamento della ferrovia provinciale. L’edificio viene realizzato secondo un impianto planimetrico a forma di “C” asimmetrico, articolazione volumetrica che conferisce un certo carattere di modernità anti-monumentale. I due volumi principali, quello dell’ingresso e la torre, raccordati al corpo perpendicolare da un tratto di parete curvilinea, producono una rottura della simmetria e uno spostamento verso lo spazio aperto laterale, che nega ogni assialità e centralità. L’edificio presenta un aspetto compatto e un rigore conferito dal partito regolare delle aperture orizzontali del fronte su strada rivestito in mattoni, funzionali all’illuminazione delle aule. L’ingresso è definito dall’ordine gigante conferito dal rivestimento in mattoni faccia a vista che incorniciano il paramento in lastre di marmo, utilizzate anche per il basamento di tutto l’edificio che si trova rialzato di pochi gradini, per fornire luce al locale seminterrato.

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2. Assonometria presentata dall’Amministrazione Provinciale al Podestà, nel 1938

 

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Fonti immagini e fotografie

1. Foto: Claudio Fornaciari
2. Assonometria: in, Il Liceo scientifico Alessandro Tassoni di Modena, cit., p. 23.