Parco "Giovanni Amendola"

Fonti: # Parco Amendola a Modena, ovvero la fantastica presenza di un parco nella notte, in “L’arredo della città. Tecnica, progetto, riqualificazione dell’ambiente antropizzato”, n. 3, Sinopia, Milano, pp. 94-104. # F. Baldelli, L. Pinasi La memoria della città, Modena 2001 pp. 315-319. # Nella notte del parco, in “AU”, n. 23, pp. 114-115. # F. Zagari, L’architettura del giardino contemporaneo, De Luca, Roma 1988, pp. 28, 48-49. # V. Bulgarelli, C. Mazzeri, La città e l’ambiente. Le trasformazioni ambientali e urbane a Modena nel Novecento, APM edizioni, Carpi 2009, pp. 59-66. # R. D’Agostino, Il verde pubblico a Modena dal dopoguerra ad oggi, in Natura e cultura urbana a Modena, Edizioni Panini, Modena 1983, pp. 358-375. # A. Donti, Per una nuova città. Centro storico - città - territorio nella partecipazione, Alinea Editrice, Firenze 1983, p. 146. # A. Costa, Modena dopo il modello razionalista. Continuità, discontinuità, crisi dell’azione urbanistica comunale, in L. Montedoro (a cura di), La città razionalista, modelli e frammenti. Urbanistica e Architettura a Modena, 1931-1965, Rfm edizioni, Modena 2004, pp. 281-291. # BPMO, Archivio Franca Stagi, Progetti di lavoro nello studio di viale Nicola Fabrizi, buste 71-73. # BPMO, Archivio Franca Stagi, Tavole sul verde urbano, cartella 1. # http://www.archivioleonardi.it/it/cesare-leonardi/architettura/

Stradario: viale Giovanni Amendola, via Fratelli Rosselli, strada Panni, via del Perugino
Anno: 1981 (inaugurazione)
Progettazione: Franca Stagi, Cesare Leonardi, Ufficio Tecnico Comune di Modena
Mappa: 82

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1. Vista dei percorsi in cemento all’interno del parco

 

Il parco “Amendola” rappresenta l’intervento che meglio interpreta le politiche sugli standard verdi poste al centro degli strumenti di pianificazione a partire dal Piano del 1965. Progettato dal 1972, l’esecuzione prosegue con varianti fino agli inizi degli anni Ottanta, a opera del Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna per le opere murarie e della ditta Claudio Galli di Modena per le opere del verde. Il progetto vincitore del concorso, poi non completamente realizzato, prefigura una grande area nel cuore dell’espansione urbana a sud della città. Riprendendo metaforicamente gli argini dei fiumi della pianura, il parco si caratterizza per una distesa a verde interrotta da due laghi e filari di colline disposte lungo il perimetro est e ovest, in assenza di recinzioni, a protezione delle vicine case e strade. Il parco cerca una separazione con l’intorno costruito senza tuttavia escludere la possibilità di una continuità, in special modo con le scuole e gli impianti sportivi che si trovano lungo il confine orientale. Si prevedono poi alcune funzioni destinate all’intera città, come lo zoo e il luna park. Accanto al valore d’interruzione dello sviluppo urbano, questa grande area verde è pensata come un luogo in cui si producono esperienze dirette dell’uomo con le forme naturali progettate.
Non si trovano segni di un approccio paesaggistico di tipo classico, piuttosto oggetti in relazione tra loro, come le colline a cono, progettate per essere luoghi di riparo e “isolamento”, o i cilindri di cemento, la cui forma si presta alla sosta così come al gioco. La stessa valenza è attribuita ad altre attrezzature che si trovano nel parco, come il proiettore-meridiana realizzato con tubi metallici color rosso, che scandisce le ore di notte attraverso la proiezione della luce, a simulare la chioma dell’albero che di giorno fa girare l’ombra prodotta dai raggi del sole. Parte fondamentale del progetto e interesse centrale della ricerca degli autori è poi il tema della vegetazione, in maggioranza querce e conifere, studiata nei suoi aspetti paesaggistici e nelle suggestioni formali che offre. I volumi degli alberi e delle siepi sono proporzionati nel progetto agli spazi aperti, ai prati, in modo da creare un ambiente armonico. Ancora le lastre in cemento che uniscono i vari punti focali del parco seguono le trame principali dei filari di alberi. Esse si distanziano le une dalle altre facendo penetrare il verde negli spazi interstiziali, ridefinendo in tal modo i confini delle lastre e facendole apparire come pietre affioranti dal terreno.

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2. Vista del lago

 

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3. Prospetto della collina, disegno esecutivo di progetto

 

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4. Il modello del proiettore-meridiana

 

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5. Rappresentazione del parco nella stagione autunnale, planimetria di concorso

 

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Fonti immagini e fotografie

1, 2. Foto: Vanni Bulgarelli
3. Sezione delle colline: BPMO, Archivio Franca Stagi, Progetti di lavoro nello studio di viale Nicola Fabrizi, bb. 71, fasc. 3, Tav. P.AM 15-574.
4. Immagine del plastico: in Parco Amendola a Modena, in “L’arredo della città. Tecnica, progetto, riqualificazione dell’ambiente antropizzato”, n.3, Sinopia, Milano, p. 94.
5. Planimetria: BPMO, Archivio Franca Stagi, Tavole sul verde urbano, cartella 1. Tav. 8-454.