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Quartiere INA-Casa Sant'Agnese

Fonti: # P. Di Biagi (a cura di), La grande Ricostruzione. Il piano INA-CASA e l’Italia degli anni ‘50, Donzelli, Roma 2010. # G. Leoni, S. Maffei (a cura di), La casa popolare, storia istituzionale e storia quotidiana dello IACP, 1907-1997, Electa, Milano 1998, pp. 96-99, 66-69. # Settore T.U.Q.E, Comune di Modena prot. 614-742/1954. # Archivio ACER, B.1 Ufficio Tecnico, L. 43/49 / L. 1148/55, faldoni 59/1-59/11.

Stradario: via Mario Bonacini, via Gioacchino Rossini, via Vincenzo Bellini, via Gaspare Spontini, via Giovanni Pacini
Anno: 1954 (inizio realizzazione)
Progettazione: Cooperativa Architetti e Ingegneri Reggio Emilia Manfredo Vaccari Giglioli (per IACP)
Mappa: 43

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1. Vista di uno degli edifici a Torre

 

Il quartiere Sant’Agnese rappresenta il primo progetto di edilizia residenziale pubblica realizzato nell’ambito della gestione INA-Casa, introdotta dalla legge 43 del 1949, la cosiddetta legge Fanfani. Lo IACP modenese rappresenta la stazione appaltante, con compiti relativi tanto alla costruzione, a cui partecipa la ditta Balestrazzi Virginio Modena, quanto alla gestione delle abitazioni. Il piano dei lavori prevede l’edificazione in due lotti, di dodici edifici situati nell’area est della città a ridosso della ferrovia provinciale. Il primo lotto, iniziato nel 1954, comprende quattro blocchi residenziali e i negozi lungo via Bonacini, mentre il secondo, avviato due anni più tardi, include la costruzione di altri cinque edifici residenziali e della scuola. Un altro corpo di fabbrica, localizzato sull’estremità nord-orientale del lotto, viene realizzato a carico del Ministero della Pubblica Istruzione.
L’effettiva presenza delle strutture di servizio costituisce una delle caratteristiche maggiormente importanti del quartiere, che realizza in tal modo uno dei principi ispiratori della progettazione dei quartieri INA, fondato sull’unità di vicinato e la creazione di funzioni aggregative integrate a quelle residenziali. Il quartiere infatti presenta un centro sociale e il primo asilo nido comunale in Italia, terminato nel 1969, recentemente dedicato al sindaco Rubes Triva. Il quartiere usuusufruisce poi di altri servizi per l’istruzione nelle immediate vicinanze, come l’asilo “Raisini” e le scuole elementari “Bonacini”, realizzati negli stessi anni. I corpi di fabbrica delle residenze, collegati da una serie di percorsi differenziati, carrabili e pedonali, si dispongono liberamente nei lotti differenziandosi per tipologie. Al centro del lotto si dispongono gli edifici a torre e lungo le strade quelli in linea con portici al piano terra. Lo sfalsamento prodotto da questi, che definisce in pianta una linea a risega dei corpi di fabbrica, distanzia il fabbricato dalla strada, generando uno spazio occupato in gran parte dai volumi a un piano dei garage che separano le abitazioni dalla strada. Le rimesse delle automobili sono studiate come parte integrante del progetto degli isolati. In altri casi gli spazi aperti all’interno dei cortili di pertinenza permettono l’uso della copertura come terrazza condominiale o privata. Nonostante la diversità volumetrica, le residenze assumono un aspetto omogeneo conferito dall’uso di mattoni faccia a vista per i tamponamenti e del calcestruzzo armato per le parti strutturali, per lo più lasciate a vista.

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2. Planimetria del quartiere

 

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3. Vista aerea del quartiere in costruzione nel 1955

 

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4. Tavola di progetto dell’asilo della Cooperativa Architetti e Ingegneri di Reggio

 

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5. Vista di uno dei corpi in linea

 

 

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Fonti immagini e fotografie

1,5. Foto: Vanni Bulgarelli
2. Planimetria: Archivio ACER. B.1. Ufficio Tecnico. L.43/49, faldone 59/1.  Riproduzione fotografica del disegno: Studio Pugnaghi, Modena.
3. Vista aerea d’epoca: BPMO, Fondo Tonini, pos. 11258.
4. Tavola di progetto asilo: Archivio ACER. B.1. Ufficio Tecnico. L.43/49, faldone 59/7. Riproduzione fotografica del disegno: Studio Pugnaghi, Modena.