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On line il documentario sull’architetto Franca Stagi

E’ disponibile on line il documentario "Franca Stagi architetto della città", prodotto dall’Assessorato alla Cultura a cura dell’Ufficio Ricerche sulla Storia Urbana. Le limitazioni alle manifestazioni pubbliche imposte dall’emergenza COVID19 ne hanno impedito la presentazione prevista per lo scorso 31 marzo. Con la sua pubblicazione on line sarà possibile, in attesa di programmare una nuova occasione di incontro, vedere il filmato che ripercorre una straordinaria vicenda professionale e personale, per quattro decenni intrecciata con la storia della nostra città.

Il documentario, con la sintesi richiesta dal mezzo visivo, traccia una biografia professionale, illustrata con riprese appositamente effettuate e materiali di archivio, fondata su competenti valutazioni storico-critiche. Si è inoltre inteso proporre, nel rispetto della riservatezza propria di Franca Stagi, un lato significativo di una vita appassionata fatta anche di impegno civile e politico, che ha permeato quella professionale, contribuendo alla crescita civile della città. Inoltre, si è sottolineata la integrazione tra rigorosa cura nel restauro e nella tutela del bene architettonico da recuperare e intervento costruttivo, ove necessario. Un lavoro intenso e creativo per rendere vivo e idoneo l’edificio alle diverse nuove funzioni assegnate, nella consapevolezza che l’uso coerente delle architetture storiche è condizione della loro salvaguardia.

Realizzato da Gabriele Alessandrini con la sceneggiatura di Vanni Bulgarelli e la cura scientifica di Matteo Agnoletto e Silvia Berselli, con l'Archivio Architetto Cesare Leonardi il documentario è parte del progetto di iniziative su Franca Stagi coordinato da Catia Mazzeri. Un particolare ringraziamento va alla famiglia Stagi per la sensibile collaborazione.

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Progettista con Cesare Leonardi del Parco Amendola e del Centro Nuoto di Vignola, con lui protagonista alla fine degli anni ’60 di una stagione creativa unica del design italiano, Franca Stagi ha legato poi gran parte del suo lavoro al restauro e recupero di edifici storici di grande valore per Modena come il complesso della Fondazione Collegio San Carlo, l’Ex Foro Boario, il Palazzo dei Musei, i complessi San Geminiano e San Paolo e Sant’Eufemia, la Sinagoga e il Teatro Comunale, segni urbani dal forte valore identitario.

Il documentario, nel taglio dei contenuti e nel linguaggio adottati, si colloca sul lungo percorso che l’Ufficio ha intrapreso venti anni fa e in particolare con il progetto sulla città del Novecento avviato nel 2008. Si tratta di un lavoro che promuove la conoscenza della storia urbana e in particolare di quella della formazione della città contemporanea, come elemento per una più consapevole interpretazione delle sue dinamiche attuali e future. La storia dello sviluppo urbano e delle architetture è anche storia della società che ha costruito la città con i suoi valori, le sue contraddizioni, con i conflitti e le scelte che l’hanno segnata. In questo sta la centralità culturale della ricerca sul presente e sul futuro delle trasformazioni urbanistiche, dei luoghi, degli spazi pubblici e delle architetture che costituiscono il nostro paesaggio urbano e umano.

Come in tutte le storie agisce un insieme di attori sociali, economici e politici che interagiscono con il tempo e le risorse, con i rapporti di forza, tra interessi e idee diverse. L’esito finale è la città costruita che ogni giorno vediamo e che frequentiamo quale luogo di incontro, di servizio, di lavoro e di vita. A questo esito hanno contribuito anche figure straordinarie come Franca Stagi.