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Norme e documenti

L’esperienza del servizio civile nazionale presenta numerosi elementi di continuità con quella degli obiettori di coscienza consentendo un  parziale rinvio alle norme che regolano i rapporti tra obiettori ed enti e Ufficio nazionale.

Il fatto che il servizio civile non debba più essere considerato come sostitutivo del servizio di leva impone però il definitivo superamento di quelle regole che avevano per presupposto lo status di obiettore e una certa assimilazione alla condizione dei militari.

 

Impegni e responsabilità degli enti e dei volontari del servizio civile nazionale

Con la sottoscrizione della Carta di impegno etico, l’Ufficio nazionale e l’ente presso il quale il volontario presta servizio affermano la comune consapevolezza di “partecipare all’attuazione di una legge che ha come finalità il coinvolgimento delle giovani generazioni nella difesa della Patria con mezzi non armati e non violenti, mediante servizi di utilità sociale”.

Spetta ai volontari il diritto/dovere alla formazione, attraverso cui maturare la consapevolezza di rispondere, nella direzione già indicata dal servizio civile degli obiettori di coscienza, all’obbligo costituzionale di difesa della Patria, declinato attraverso i precetti costituzionali di solidarietà, di rimozione delle cause di disuguaglianza, di concorso al progresso della società.

La stessa legge n. 64 del 2001, individua tra le finalità del servizio civile nazionale quella di concorrere alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani.

 

 

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