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Potenziare i Quartieri come strumento di partecipazione. È l’appello unanime che arriva dai quattro presidenti di Quartiere intervenuti in audizione durante il Consiglio comunale di lunedì 12 gennaio.
Il primo a relazionare sull’attività svolta dal Quartiere è stato Simone Bonfanti, presidente del Quartiere 1, che ha evidenziato come il Consiglio di Quartiere, dopo il suo insediamento, abbia istituito quattro commissioni (Urbanistica, Sicurezza e legalità, Casa e welfare, Cultura) “con la finalità di incentivare un ruolo propositivo nei singoli consiglieri”. Bonfante ha spiegato, in particolare, che il Consiglio di Quartiere 1 si è impegnato su progetti di valorizzazione di piazzale Redecocca, con una riqualificazione dell’area per renderla più fruibile a giovani e famiglie, e di via Sgarzeria, dove realizzare una zona di quiete vicino alla scuola EducatioNest e ad altri istituti scolastici.
Il presidente del Quartiere 1 ha inoltre comunicato di aver convocato l’Osservatorio sicurezza sottolineando “l’importanza di comunicare i futuri eventi di questo genere per invitare cittadini e associazioni a partecipare, non solo per sentire quali sono le richieste e i problemi del centro storico, ma anche per comunicare cosa effettivamente si può fare”. Per ricevere i cittadini, il Consiglio di Quartiere 1 ha fissato anche un orario di ricevimento tutti i sabati dalle 10 alle 12 presso la sede di piazzale Redecocca. “Ritengo che il Quartiere rimanga un fondamentale punto di raccordo tra cittadini, associazioni e Amministrazione”, ha proseguito il presidente Bonfanti. “È necessario, però implementare la comunicazione sulle attività svolte dal Quartiere e sulle possibilità di rivolgersi allo stesso per presentare segnalazioni o proposte, perché c’è bisogno di recuperare un rapporto più diretto con i cittadini. Allo stesso tempo è fondamentale che l’interlocuzione con l’Amministrazione sia franca e diretta: noi trasferiamo richieste e l’Amministrazione deve dirci in che misura possono essere prese in considerazione”.
Giovanni Gobbi, presidente del Quartiere 2, ha sottolineato come il Consiglio dell’area che comprende Sacca, Crocetta e Modena est abbia invece valutato di non istituire commissioni ma referenti di Quartiere, dividendo il territorio in otto rioni. “Il compito dei referenti – ha spiegato – non è quello di raccogliere segnalazioni che possono essere fatte all’Urp, ma esigenze strutturali e le problematiche più gravi. Un esempio dell’attività svolta è quello del laghetto di Modena est, su cui il Quartiere ha avuto un ruolo fondamentale nell’individuare le organizzazioni private e pubbliche che hanno collaborato nella gestione delle attività”. Gobbi ha spiegato che “i referenti di Quartiere hanno organizzato delle riunioni mirate con cittadini e organizzazioni per individuare le problematiche più gravi, consentendo al Consiglio di quartiere di darsi delle priorità da porre all’attenzione dell’Amministrazione”.
Anche il Quartiere 2 sta lavorando per strutturare l’Osservatorio per la sicurezza, con una serie di incontri che coinvolgano la Giunta, le Forze dell’Ordine, la Prefettura e la Questura, “per valutare quali possono essere le soluzioni da portare sul territorio, nell’ottica del bene del cittadino. Si tratta di una esigenza reale dei cittadini – ha proseguito Gobbi – soprattutto di Sacca e Crocetta, che non vanno però prese per il bronx di Modena perché presentano elementi positivi, come ad esempio un livello di socialità e di associazionismo che altre zone di Modena non hanno”. Tra le attività significative sul territorio anche quella del bene confiscato alla criminalità: “Tema che ha visto una grandissima partecipazione e che ha portato alla fine del processo a dare un nuovo strumento di socializzazione a una zona come la Sacca che ne ha estremamente bisogno”. Il presidente Gobbi ha infine ringraziato l’assessore Ferraresi, l’Amministrazione e il Consiglio comunale sottolineando l’importanza per chi lavora in modo volontario e gratuito di sentirsi valorizzato. “Noi non dobbiamo proporre cambiamenti, ma utilizzare quello che abbiamo per trovare la soluzione migliore per il nostro territorio", ha aggiunto. "Lasciamo agli altri la discussione sterile e questo ha portato il Consiglio di Quartiere a prendere ogni decisione all’unanimità”.
Nino Remigio, presidente del Quartiere 3 ha ringraziato “tutti i consiglieri per l’impegno volontario profuso e tutti i volontari e cittadini attivi che ci aiutano con segnalazioni, cura dei parchi, manutenzioni di panchine e realizzazioni di manifestazioni”. Il presidente ha sottolineato il lavoro “in salita” fatto dopo l’eliminazione delle circoscrizioni e il periodo Covid: “Ci auguriamo che con il nuovo regolamento si riescano a raggiungere alcuni importanti obiettivi, quali una maggior opportunità di incidere sulla partecipazione, rafforzando i rapporti con gli assessori per una collaborazione davvero proficua che sia anche coprogettazione”. Remigio ha inoltre espresso l’auspicio che possano essere abbreviati i tempi di risposta alle richieste informative e a quelle di interventi sul territorio, accorgimenti che “possono accrescere la fiducia dei cittadini e favorire un loro riavvicinamento alla politica” e ha espresso la necessità di ripristinare la ex sala consiliare del Quartiere 3 per avere più capacità di accoglienza.
Il Quartiere 3 ha istituito tre commissioni (Ambiente, Cultura e Scuola): “Tanti incontri sono stati fatti, anche con privati cittadini, e vari sono già in calendario per continuare ad ascoltare cercando soluzioni condivise”. In particolare, “si sono affrontate questioni come il tema dei Bess, incontrate associazioni per stimolare la collaborazione col Quartiere, sviluppate attività con le scuole e stretti rapporti con le polisportive e le parrocchie, termometro importante della vita sociale”. Sono previsti anche incontri con i gruppi di Controllo del vicinato, “affinché si facciano proposte da portare agli assessori di riferimento e non solo lamentele e polemiche, nell’ottica di una collaborazione costruttiva. Altri contatti, avuti grazie alla presenza sul territorio del Quartiere, hanno permesso di scoprire delle problematiche da tempo irrisolte, che stiamo affrontando con l’aiuto di assessori e tecnici, in particolare problemi di mobilità, viabilità e sicurezza”.
La presidente del Quartiere 4 Maria Teresa Rubbiani ha sottolineato l’utilità dei Quartieri ma la difficoltà derivanti dall’assenza di strumenti, personale e risorse definita per legge. “Le potenzialità per far divenire i Quartieri uno strumento di partecipazione ci sono, lo dimostrano i tantissimi cittadini impegnati in associazioni o aggregazioni e anche la risposta ottenuta con iniziative come Sei la mia città. I cittadini non hanno dimenticato cos’è la partecipazione e credo che quello utilizzato debba essere un modello per ogni aspetto della vita cittadina”. Per la presidente “l’operatività dei Quartieri è complessa, ma l’Amministrazione si è distinta per aver realizzato un numero elevato di incontri informativi con gli assessori. Auspico che si possa fare un passo in più - ha aggiunto - coinvolgendo i Quartieri e i cittadini anche in una fase che precede le decisioni”.
Rubbiani ha ringraziato l’assessore Ferraresi “per essersi fatto carico della situazione penalizzante dell’assenza di spazi a disposizione individuamdo altri spazi che nel 2026 potranno essere assegnati al Quartiere 4” e ha richiamato alcuni incontri: quello organizzato con le associazioni del quartiere a cui hanno partecipato una ventina di associazioni e un centinaio di cittadini, quello effettuato con il comitato dei genitori e il prossimo incontro alla Madonnina in collaborazione con i servizi sociali.
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Ultimo aggiornamento: 13-01-2026, 17:01