Contenuto
Le quattro interrogazioni sulla gestione delle aree con insediamento nomadi prima a San Matteo ora a San Pancrazio, presentate - con diverse sfaccettature, ma simile tema - da Maria Grazia Modena (Modena per Modena), Lucia Connola, Alberto Bignardi e Gianluca Fanti (Pd), Luca Negrini (FdI) e Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) a cui ha risposto la vicesindaca Francesca Maletti, sono state trasformate in interpellanza, generando un dibattito aperto da Giovanni Bertoldi (Lega Modena) che ha espresso una posizione critica verso l’impegno pubblico in contesti definiti "marginali e segnati da illegalità diffusa", mettendo in discussione l’efficacia degli interventi sociali. Secondo il consigliere, “stiamo spendendo risorse pubbliche per situazioni irrecuperabili”, mentre le vere vittime sarebbero i cittadini colpiti da reati. Bertoldi ha quindi invocato lo sgombero immediato dell’area e l’interruzione di ogni sostegno.
Paolo Barani (Fratelli d’Italia) ha ricostruito le origini della vicenda, soffermandosi sulle responsabilità amministrative e sui costi sostenuti dal Comune per un’area poi risultata degradata e inquinata. Pur distinguendo la posizione dei minori, ha criticato la gestione complessiva dell’area sostenendo che “abbiamo speso risorse pubbliche per garantire dimora a soggetti problematici”, chiedendosi quali sarebbero state le conseguenze senza l’intervento prefettizio dopo l’incidente mortale del 28 febbraio scorso.
In replica Maria Grazia Modena ha sottolineato la complessità culturale e sociale del tema, esprimendo apprezzamento per la relazione dell’assessora ma evidenziando le difficoltà storiche di integrazione. La consigliera ha osservato che “i tentativi di assimilazione sono sempre falliti”, richiamando la marginalità persistente di queste comunità, invitando inoltre a distinguere tra gruppi diversi (sinti e rom).
Lucia Connola ha invitato a mantenere un approccio equilibrato, evidenziando positivamente il lavoro istituzionale svolto in raccordo con la Prefettura e l’attenzione rivolta ai minori: “fondamentale tenere insieme legalità e coesione sociale”. La consigliera ha ribadito il carattere temporaneo della soluzione individuata e la necessità di un monitoraggio costante, sottolineando il valore del coinvolgimento del territorio e di un percorso di accompagnamento verso soluzioni sostenibili.
Luca Negrini ha denunciato l’assenza di trasparenza nella gestione dell’area e scelte politiche ritenute errate, accusando le precedenti amministrazioni di aver creato una “zona franca” fuori controllo. Il capogruppo ha inoltre rilevato che “non possiamo continuare a sostenere situazioni senza conseguire risultati”, sollevando dubbi sull’efficacia degli interventi sociali, proponendo un maggiore coinvolgimento del tribunale dei minori e chiedendo verifiche sulle risorse impiegate.
Piergiulio Giacobazzi ha collegato la vicenda a decisioni politiche del passato, sostenendo che alcune scelte hanno contribuito a prolungare situazioni di degrado e insicurezza. Il consigliere ha quindi rilevato il contrasto tra l’inerzia degli anni precedenti e la rapidità dell’intervento recente: “in 48 ore si è fatto ciò che non si è fatto in anni”, invitando a evitare il ripetersi di condizioni analoghe e a intervenire con maggiore tempestività.
In chiusura, Francesca Maletti ha risposto ai diversi rilievi emersi dal dibattito, richiamando i vincoli normativi e la complessità sociale del caso. La vicesindaca ha ricordato che “qui ci sono bambini nati a Modena” e che il percorso verso la cittadinanza è regolato dalla legge; che l’allontanamento dei minori spetta al tribunale e non al Comune, sottolineando come interventi drastici possano avere effetti controproducenti. L’assessora ha valorizzato il lavoro svolto dai servizi sociali, spiegando che tuttavia “non abbiamo la bacchetta magica, ma dobbiamo provare a costruire percorsi di legalità e integrazione”, e ha chiarito che l’area di San Pancrazio rappresenta una soluzione temporanea destinata a essere superata entro tempi definiti. Maletti ha infine rivendicato un approccio che tenga insieme responsabilità istituzionale e attenzione alle fragilità: “qui o vinciamo tutti o perdiamo tutti”.
A cura di
Questa pagina è gestita da
Ultimo aggiornamento: 30-03-2026, 17:03