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02/04/2009

AZZURRO E ORO: PER MODENA NUOVO STEMMA E GONFALONE

Il Consiglio comunale è chiamato ad adottare il restyling dei simboli della città e fino al 30 aprile il Municipio ospiterà due mostre con documenti dal XV secolo ad oggi

Una croce azzurra in campo oro, le Trivelle e il motto Avia Pervia: sono i tradizionali simboli della città di Modena, riuniti in uno stemma che oggi si rinnova, per volontà del Sindaco e del Presidente del Consiglio comunale. Il Consiglio è infatti chiamato ad adottare i nuovi Stemma e Gonfalone della città di Modena, rielaborati per rispondere meglio alle esigenze di una città moderna, senza dimenticarne la storia.
L’azzurro e l’oro, la croce azzurra in campo oro, oggi giallo e blu, sono stati adottati come stemma fin dal XII secolo seguendo l’esempio delle città che presero parte alla Lega Lombarda. Giallo e blu hanno colorato la storia della città e del territorio come una carta di identità cromatica di origine antichissima. Nei secoli, ai colori si sono aggiunti nuovi simboli, in particolare le Trivelle e il motto Avia Pervia.
La rielaborazione dello stemma si è basata su un lungo lavoro di ricerca documentato dalla pubblicazione “L’azzurro e l’oro. Lo stemma e il gonfalone della città di Modena”: si è ripercorsa la storia quasi millenaria dello stemma per capire in quale misura intervenire, in modo che l’aggiornamento non fosse uno stravolgimento.
I criteri per ridisegnare lo stemma si sono basati sulle leggi vigenti, in particolare sulle indicazioni dell’Ufficio onorificenze e araldica pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che regola ed attua la concessione di stemmi, gonfaloni bandiere e sigilli.
Il sindaco di Modena Giorgio Pighi commenta così la scelta di ridisegnare i simboli della città: “lo stemma di un Comune racchiude un profondo significato storico e simbolico, testimoniando in modo diretto il filo che collega, attraverso i secoli, l’identità civica. La storia fa da sfondo a quella che potrebbe sembrare una semplice operazione formale e di carattere estetico. Gli accurati studi curati dall’Archivio Storico Comunale - prosegue Pighi - hanno consentito di definire la configurazione, la simbologia, la colorazione e il cromatismo dello stemma della città di Modena, con la coerenza che solo la ricerca storica può dare, facendo un viaggio a ritroso nel tempo, fino al XII secolo. È senz’altro un modo – conclude il sindaco - per onorare le tradizioni e per valorizzare la città, un’opportunità per ripensare alla ricchezza della propria storia e allo spessore delle tradizioni civiche e di esercizio della cittadinanza”.
Soddisfazione, al termine di un lungo lavoro, anche per il presidente del Consiglio comunale Ennio Cottafavi, che afferma: “il gonfalone della città, simbolo di storia e identità civica, ha un particolare significato per chi partecipa attivamente alla vita democratica della comunità, rappresentante dei concittadini nel massimo organo di governo locale, il Consiglio Comunale, a testimonianza di una tradizione civile e di libertà che ha radici antiche e profonde. Salutiamo con orgoglio ed emozione il nuovo gonfalone di Modena, con lo stemma cittadino recuperato alla sua simbologia civica originaria, a suggello di un lungo e paziente lavoro di ricerca storica”.
Le ricerche effettuate nell’Archivio storico del Comune di Modena sono documentate in due mostre, che resteranno allestite fino al 30 aprile nella Sala del Fuoco e nella Sala dei Passi Perduti del Consiglio comunale, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12 e dal lunedì al venerdì anche al pomeriggio, tra le 15 e le 18, con ingresso gratuito.
Nella Sala del Fuoco sono in mostra codici, libri, stemmi e documenti originali, dal XIV secolo ad oggi, che testimoniano il forte legame tra i simboli e il contesto sociale in cui sono nati. Nella Sala dei Passi Perduti questo racconto si è tradotto in grandi pannelli espositivi, accompagnati da un cortometraggio rivolto, in particolare, al mondo della scuola.
Il progetto espositivo, la selezione documentaria e la pubblicazione sono a cura dell’Archivio storico del Comune di Modena, con i ricercatori Franca Baldelli e Cesare Malagoli coordinati dal direttore Aldo Borsari. Il progetto promozionale è di Giuseppe Rovatti, le fotografie di Gianni Roncaglia. Le immagini sono tratte dalla documentazione conservata dall’Archivio Storico del Comune di Modena.
L’Archivio Storico del Comune di Modena, con i suoi quasi nove secoli di ininterrotta documentazione dell’attività politica amministrativa della Comunità modenese dal XII secolo, è il più importante fondo documentario affidato ad un Comune in Emilia Romagna.

 

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