13/12/2012

ECONOMIA, SITTA: “LA MASERATI RIMARRÀ MODENESE”

L’assessore allo Sviluppo economico interviene rispetto alle sorti dell’azienda

“La Maserati rimarrà modenese”. Lo ribadisce l’assessore comunale allo Sviluppo economico Daniele Sitta in un articolato intervento con il quale smentisce le affermazioni di chi in questi giorni prefigura lo smantellamento dell’azienda. Nei giorni scorsi, ricorda Sitta, il sindaco Pighi ha partecipato a Torino all’incontro che ha dato vita al Coordinamento delle città sedi di aziende del gruppo Fiata e il Comune è impegnato a sostenere le iniziative che garantiscano insediamenti produttivi e occupazione. A Modena, spiega Sitta, rimarrà la produzione della gamma sportiva della Maserati e verrà avviata quella della 4C Alfa, ma soprattutto “rimarrà a Modena il cuore e la testa della Maserati con tutta l'attività di progettazione, di ricerca e sviluppo, di marketing”. Un riconoscimento per un territorio che garantisce “competenze che rendono possibile creare prodotti non solo di eccellenza, ma unici”. L’impegno, quindi, è a “vigilare e a confrontarci con Fiat sui piani industriali per l’Italia e per Modena - spiega Sitta - ma dobbiamo anche operare per creare le condizioni migliori per fare industria motoristica nel nostro territorio: migliorare i nostri istituti tecnici, valorizzare la cattedra di Ingegneria del veicolo della facoltà Enzo Ferrari, mettere a disposizione infrastrutture come quella della pista prove di Marzaglia”. Oltre a ribadire che “non esistono limiti a Modena per una espansione dei livelli produttivi” confermando le possibilità di ampliamento dell’azienda in via Divisione Acqui.

Ecco l’intervento integrale dell’assessore Daniele Sitta.

 

La Maserati rimarrà modenese

Comprendo i toni preoccupati di alcuni articoli di questi giorni sulla fine della produzione a Modena dell'ammiraglia della Maserati, ma non condivido le valutazioni che indicano un futuro caratterizzato da scenari negativi se non addirittura apocalittici con la chiusura totale delle attività nella nostra città. Le cose non stanno così e va detto con chiarezza al fine di evitare tensioni eccessive e un clima negativo, poco utile a creare le condizioni migliori per far valere le ragioni del nostro territorio e costruire relazioni industriali e istituzionali tese a produrre i migliori risultati possibili.

La scorsa settimana si è svolto a Torino, su iniziativa del sindaco Fassino, un incontro dei sindaci dei comuni ove sono insediati gli stabilimenti del gruppo Fiat con l’obiettivo di creare un coordinamento tra gli amministratori che consenta di attivare un confronto con i vertici dell’azienda per avere un quadro preciso delle politiche industriali e degli investimenti in Italia del gruppo, ribadendo il ruolo centrale che il nostro Paese deve continuare ad avere per Fiat e con le organizzazione sindacali per un confronto sui temi che rappresentano oggi elemento di preoccupazione sul piano dei livelli occupazionali.

Creare un clima positivo che porti a rilanciare l'Italia come luogo nel quale gli investimenti e gli insediamenti produttivi sull’auto trovino le condizioni migliori di produttività e concorrenzialità, mettendo a disposizione infrastrutture adeguate per la ricerca, per la formazione e per la logistica. Ciò al fine di rilanciare la produzione dell'auto in Italia dopo decenni di declino.

Ė questo lo spirito con il quale vogliamo lavorare anche a Modena, senza avviare guerre insensate tra territori e prendendo atto, con pragmatismo, delle scelte già fatte dal Gruppo.

La Quattroporte va a Torino e con lei la produzione della nuova Maserati di segmento E (la piccola Maserati, per intenderci). Fiat ha tempo fa acquisito lo stabilimento Bertone a Grugliasco nel quale dal 2002 oltre mille lavoratori sono in cassa integrazione. Ci sarebbe da riflettere sul fatto che da dieci anni, anche nella fase precedente la crisi economica, non si siano trovate opportunità di occupazione per questi lavoratori. E’ una delle tante vergogne di questo Paese. Ma la situazione è questa e non biasimo Fiat per aver riavviato lo stabilimento.

A Modena rimarrà la produzione della gamma sportiva della Maserati e verrà avviata la produzione della sportiva top dell' Alfa, la 4C. Ma soprattutto rimarrà a Modena il cuore e la testa della Maserati con tutta l'attività di progettazione, di ricerca e sviluppo, di marketing.

 L'obiettivo è chiaro e condivisibile e cioè mantenere a Modena il Polo dell'autosportiva del gruppo: Maserati, Alfa e, naturalmente, Ferrari. In modo coerente, dal punto di vista strategico, con la storia, la qualità e l’immagine motoristica del nostro territorio. Non solo, in Ferrari verrà concentrata la produzione dei motori che arriverà a 50 mila unità con la conseguente necessità di aumentare i livelli occupazionali e con ricadute altrettanto positive sull'indotto.

Quindi si può concordare o dissentire con le politiche industriali del Gruppo Fiat, ma non possiamo mandare messaggi sbagliati come quelli relativi allo smantellamento della presenza nel nostro territorio. La Maserati non chiude e la Ferrari aumenterà i volumi produttivi di componenti fondamentali. Lo spostamento di 50 lavoratori da Modena a Maranello può dispiacere ma è una soluzione intelligente che permetterà alla Maserati di non fare cassa integrazione in attesa che si avvii la produzione della 4C.

Io credo che lo spostamento del cuore sportivo della Maserati in altro luogo sarebbe un errore madornale. Non solo perchè l'immagine del marchio è indissolubilmente legata a Modena, ma soprattutto perchè qui ci sono le competenze che rendono possibile creare prodotti non solo di eccellenza, ma unici. Lo sa bene anche Audi, per esempio, che non difetta certamente di tecnologia e di stabilimenti produttivi nel mondo, ma non si sogna di spostare la Lamborghini in altri siti.

Il tessuto dei fornitori e dei produttori di componenti, la qualità e la formazione professionale delle maestranze, la presenza di una passione e una cultura motoristica che alimenta ricerca formale e informale, sono gli ingredienti che rendono questo territorio unico per l’auto sportiva. Crediamo che Fiat lo sappia ma noi dobbiamo ricordarglielo ogni giorno. Cosa dobbiamo fare allora? Dobbiamo vigilare e confrontarci con Fiat sui piani industriali per l'Italia e per Modena, ma dobbiamo anche operare per creare le condizioni migliori per fare industria motoristica nel nostro territorio: migliorare i nostri istituti tecnici, valorizzare la cattedra di Ingegneria del veicolo della facoltà Enzo Ferrari, mettere a disposizione infrastrutture come quella della pista prove di Marzaglia.

Così come deve essere chiaro a Maserati e Fiat che non esistono limiti a Modena per una espansione dei livelli produttivi. Nel 2007, prima dello scoppio della crisi avevamo già messo a disposizione l'area per l'ampliamento della Maserati in via Divisione Acqui e riconfermiamo la disponibilità, così come affermiamo che qualora le necessità fossero superiori non esiteremo a trovare le soluzioni adeguate.

L'invito che faccio è quindi di affrontare questa difficile fase con spirito costruttivo, sapendo cogliere gli elementi di positività e le opportunità che si potranno aprire.

Anche il sindacato, nella sua totalità, deve aprirsi al confronto senza resistenze conservatrici ma con l'obiettivo di dimostrare che a Modena si possono e si devono fare le auto sportive perchè ci sono le competenze, ci sono le strutture, ci sono artigiani straordinari e ci sono i migliori lavoratori e c’è un sindacato forte ma disponibile a collaborare per creare le condizioni per battere la concorrenza internazionale anche sul piano della produttività.

Il mondo è cambiato, non ci sono più garanzie per nessuno. Il futuro ce lo dobbiamo costruire noi dimostrando ancora una volta di essere i migliori.

 

Daniele Sitta

Assessore allo Sviluppo economico del Comune di Modena

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