10/03/2012

IL VOLTO CLANDESTINO DELLE DONNE IN MOSTRA IN MUNICIPIO

Si inaugura lunedì 12 marzo alle 18.45 nella Sala dei Passi perduti del Municipio un’esposizione di collage e parole di Liviana Daolio. Resterà aperta fino al 24 marzo

Collage e parole dell’artista Liviana Daolio saranno esposti nella mostra “Il volto clandestino” da lunedì 12 a sabato 24 marzo all’interno della Sala dei Passi perduti del Municipio di Modena in piazza Grande.

La mostra, promossa dall’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Modena e dalla Presidenza del Consiglio comunale e nell’ambito delle iniziative per l’8 marzo, sarà inaugurata lunedì 12 marzo alle 18.45 alla presenza dell’artista, del sindaco Giorgio Pighi, dell’assessore alle Pari opportunità Marcella Nordi e della presidente del Consiglio comunale Caterina Liotti.

“Le opere della Daolio ospitate dal Consiglio comunale, che mescolano parole e volti femminili bellissimi e sontuosi in contrasto con pensieri sempre ironici e distaccati, non mancheranno di far riflettere i visitatori sul percorso culturale ancora da fare affinché le soggettività femminili possano svelarsi nella loro integrità”, sottolinea Caterina Liotti.

Liviana Daolio, che incontrerà il pubblico nella sala della mostra mercoledì 21 marzo alle 18, vive a Modena ed è un’appassionata naturalista, oltre che studiosa d’arte orientale e di cultura araba. Negli ultimi anni si è dedicata alla “poesia civile”, raccogliendo testimonianze da precari, badanti, barboni, migranti, cubiste e carcerati. Una caratteristica di molti suoi lavori consiste nell’accostare micro e maxi collage ai testi scritti, solitamente aforismi o brevi pensieri “suggeriti” da dialoghi, osservazioni o confidenze raccolte dalla strada.

“La faccia è il primo segno da cui prende le mosse l’etica di una società. Una faccia che i segni del tempo trasforma in carattere, consegnandola alla sua unicità”, spiega Daolio nella presentazione del suo lavoro. “Fin da giovanissime, all’apparire più che all’essere sacrifichiamo il nostro volto, incaricandolo, soprattutto nell’età matura, di rappresentare non la sua vulnerabilità e quindi le ragioni della pietas e l’esigenza di sincerità, ma spesso ciò che propriamente non siamo o addirittura abbiamo evitato di sapere. Il volto clandestino è un capolavoro celato per ragioni che fondano la loro origine molto lontano nel patriarcato, e per un femminile ancora oggi non sempre in grado di riconoscerne le preziose potenzialità”, conclude l’artista.

La mostra “Il volto clandestino”, nella Sala dei Passi perduti del Municipio sarà visitabile fino al 24 marzo dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il sabato solo dalle 10.30 alle 13.

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