14/03/2012

VENTENNALE DELFINI, OMAGGIO ALLO SCRITTORE MORTO NEL '63

I festeggiamenti per la biblioteca culmineranno nel ricordo dell'autore a cui è dedicata

Fino al 1992 la Delfini era, semplicemente, 'la Civica', senza intitolazione. La dedica allo scrittore modenese Antonio Delfini entra nell'uso con naturalezza, riportando nella quotidianità dei modenesi un autore ricordato in maniera intermittente e fin troppo aneddotica. “Tutti ne parlavano, nessuno lo conosceva”, scrive il critico e amico Carlo Bo ancora nel 1997, così che Delfini resta “un mistero impenetrabile, non soltanto per gli altri, ma anche e soprattutto per se stesso”. Testimone inquieto della provincia padana, cultore del Risorgimento, comunista e conservatore (come recita un eccentrico manifesto del 1951), lo scrittore modenese sarà ricordato con varie iniziative tra il 2012 e il 2013, in occasione del ventennale della biblioteca e del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa.

Amato dai poeti e dagli artisti (ultimo omaggio in ordine di tempo è la pièce “Io parlo ai perduti” di Roberto Barbolini), Delfini (nato a Modena nel 1907, morto nel '63) ha conosciuto in vita una storia editoriale avventurosa, consegnata a piccole riviste, auto-edizioni, numeri unici e persino manifesti murali: come quello “All'editore Guanda”, in cui rimprovera l'amico di gioventù di aver tradito Modena trasferendosi a Parma. A un destino forzatamente minore non si sottrae il suo libro più celebre, “Il ricordo della Basca”, stampato dal piccolo editore fiorentino Parenti nel 1938, da Nistri-Lischi nel 1956 (con una introduzione giudicata il suo capolavoro) e, postumo, da Garzanti nel 1963 con il titolo “I racconti” (premio Viareggio alla memoria). La scrittura di Delfini, sempre in bilico tra esperienza vissuta e fantasticheria, nostalgia e desiderio di fuga, racconta una storia personale tormentata e un rapporto ambivalente con la città natale, più interessata alle stravaganze del personaggio che al talento dello scrittore.
Nonostante alcuni significativi rilanci editoriali, iniziati con la pubblicazione dei “Diari” inediti per cura di Natalia Ginzburg e Giovanna Delfini (1982), molti suoi libri sono rari o introvabili. La memoria dello scrittore è distribuita tra le biblioteche Delfini – dove sono raccolte le edizioni a stampa più recenti - ed Estense, che custodisce autografi e documenti donati dalla figlia Giovanna. Attingendo a questo prezioso archivio, nel 2009 l'artista Gianluigi Toccafondo ha coperto il soffitto della sala conferenze della Delfini con un affresco digitale che è anche una sua biografia per immagini.

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