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29/01/2013

PROGETTI PER LO SVILUPPO/3- LE OPINIONI DELLA MAGGIORANZA

Gli interventi dei consiglieri di Partito democratico e Sinistra per Modena

Le difficoltà dettate dal sisma e dalla crisi economica, i vincoli imposti dal patto di stabilità, la necessità di maggiore coordinamento tra gli attori economici e politici del territorio e l'importanza di promuovere uno sviluppo economico di qualità. Sono alcuni dei temi toccati dai consiglieri di maggioranza nel dibattito in Consiglio comunale sulle “Linee di indirizzo di politiche e progetti per lo sviluppo di Modena”, presentate dall’assessore allo Sviluppo economico Daniele Sitta.

Per il Partito democratico ha esordito Salvatore Cotrino, affermando che “tutti gli stakeholders del territorio devono agire in sinergia, creando un unico piano territoriale, con un unico obiettivo. Dobbiamo chiedere che venga allentato il patto di stabilità, perché per assicurare futuro economico alla città servono investimenti fondamentali come le infrastrutture viarie. Modena merita un progetto di marketing territoriale che non attragga solo turismo, ma anche investimenti”. Stefano Prampolini ha ricordato che “nonostante le risorse a disposizione degli enti locali siano sempre più modeste, non dobbiamo tirarci indietro. Gli investimenti pubblici sono importanti per rilanciare le economie locali”. Prampolini ha suggerito di “promuovere un cambiamento anche all’interno della macchina comunale, per renderla più efficiente e dare servizi migliori” e “dialogare con le associazioni di categoria per rilanciare insieme il centro storico”. Preoccupato per “le conseguenze del patto di stabilità” anche Michele Andreana, che ha ripercorso il lavoro svolto dalla Commissione crisi e dagli Stati generali sull'economia: “Il consigliere Pellacani – ha detto – parla di investimenti sulla ricerca e sviluppo del motore verde, ma con le risorse a disposizione enti locali e sistema universitario non sono in condizioni di farla. Nemmeno la Fiat faceva ricerca senza l'intervento dello Stato”. Luigi Alberto Pini ha definito “inaccettabile” che “sul lavoro ci siano padroni e schiavi: imprenditori che guadagnano 600 volte più dei propri dipendenti”. Ha poi avanzato dubbi sul concetto di green economy: “Qualcuno dovrebbe spiegarmi che cos'è: un mulino d’aria sul tetto della mia casa? Una fabbrica che produce computer? Oppure cannoni? Se non si spiegano meglio questi concetti – ha sostenuto - si rischia di parlare del nulla”. Ingrid Caporioni ha annunciato il proprio voto di astensione, affermando: “Credo si debba puntare sia sull’innovazione sia sulla partecipazione collettiva. La crisi non ha prodotto solo disuguaglianza e povertà ma anche sfiducia, perciò bisogna ripartire dal lavoro e dalla creazione del lavoro, e puntare sul recupero dell’evasione fiscale, per ridare senso alla centralità dell’intervento pubblico come motore dello sviluppo”. William Garagnani, ha sottolineato “problemi macroeconomici e situazioni tipiche della nostra epoca, come i bisogni degli anziani. I consumi – ha detto - sono fortemente ridotti”. Ha poi ripercorso interventi messi in atto dalle Amministrazioni comunali del passato: “la nascita del mercato bestiame, dell'autodromo, del Villaggio artigiano, delle scuole d'infanzia che hanno valorizzato le risorse e le capacità della popolazione modenese e del territorio”. Per Enrico Artioli, “i mercati non hanno confini, ma se non si vuole competere al ribasso bisogna difendere i diritti dei lavoratori. Bisogna trovare modi per conciliare il nostro benessere con le risorse calanti”. A proposito del centro storico, Artioli ha ricordato che “è importante conciliare le iniziative di promozione con le esigenze dei residenti e l'apertura dei negozi con i bisogni delle famiglie”. Paolo Trande ha affermato che “molte variabili economiche sono ben al di fuori dell'ambito di azione di quest'aula” e ribadito che “abbiamo assoluta necessità di politiche pubbliche dirette per creare le condizioni necessarie al dispiegarsi di risorse private e aumentare gli investimenti, senza trascurare le politiche sociali, per noi sono ancora politiche di sviluppo”. Federico Ricci di Sinistra per Modena è intervenuto in fase di dichiarazione di voto, annunciando l'astensione sulla mozione di Sandra Poppi: “Ne condivido alcuni criteri – ha detto Ricci – ma non mi sembra pertinente”. Ha inoltre ribadito l'importanza di sostenere “l'imprenditoria di qualità nei settori manifatturiero, servizi, turismo e cultura”.
L'intervento del sindaco Giorgio Pighi si è soffermato su “sviluppo e lavoro, due parole chiave di ogni progetto politico. La forza di questo documento – ha detto – sta nel non contrapporre questi due temi. Bisogna creare le premesse perché i riferimenti culturali possano esprimersi con forza: in una città universitaria devono esserci opportunità per la ricerca e per gli studenti. Serve una crescita anche all’interno della nostra amministrazione, e rispetto alla semplificazione burocratica, sono necessari controlli fatti bene, ma in tempi compatibili con quelli del mondo produttivo”.
Questa, infine, la replica conclusiva dell'assessore Sitta: “Mi auguro che i prossimi Governo e Parlamento sappiano fare le riforme necessarie per modificare i dati strutturali della crisi, perché oggi siamo al 23esimo posto tra i paesi industrializzati per livello salariale e ai primi per le tasse, ma con questo livello di evasione, non ci sono risorse da destinare al mondo della produzione e al lavoro”. Sugli spin-off universitari, Sitta ha rivendicato il ruolo di Democenter, “uno dei modi in cui riusciamo a creare sviluppo sul territorio e aiutare le piccole imprese in difficoltà”.

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