16/01/2014

GIOCO D’AZZARDO, L’ASSESSORE RACCOGLIE FIRME PER LA LEGGE

Sabato 18 gennaio dalle 8.30 alle 13 in via Albinelli Stefano Prampolini al gazebo per la Proposta di legge d’iniziativa popolare. Andrà a firmare anche il sindaco Giorgio Pighi

 

“Vieni a firmare anche tu la legge popolare che regola il gioco d’azzardo”. Con questo slogan arriva in città, sabato 18 gennaio, la campagna “1000 piazze contro l’azzardo”, a cui aderisce anche il Comune di Modena, lanciata dalla “Legautonomie” (associazione autonomie locali). Sarà l’assessore comunale al Centro storico e allo Sviluppo economico Stefano Prampolini a raccogliere personalmente le firme nel gazebo allestito in via Albinelli, davanti all’ingresso del mercato, dalle 8.30 alle 13. Il sindaco di Modena Giorgio Pighi si recherà a firmare alle 10.30 circa. Obiettivo dell’iniziativa è sensibilizzare i cittadini sui contenuti del “Manifesto dei sindaci per la legalità e contro il gioco d’azzardo”, e invitarli a sottoscrivere la “Proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela della salute degli individui tramite il riordino delle norme vigenti in materia di giochi con vincite di denaro – giochi d'azzardo”, che mira a regolamentare la diffusione di scommesse, slot e videopoker, contrastare il gioco non autorizzato, impedire l'accesso alla criminalità e il riciclaggio di denaro.

“La nuova legge – sottolinea l’assessore Prampolini - è essenziale per molteplici ragioni, a partire dalla necessità di dare ai sindaci i poteri di autorizzare l’apertura di sale da gioco e l’installazione dei relativi apparecchi, e di avere finanziamenti per attività formative e culturali per la prevenzione”.

Tra le altre motivazioni a supporto dell’esigenza della legge, spiegano i proponenti, c’è quella di curare chi è dipendente e proteggere le persone più fragili dal gioco, facendone conoscere i rischi e impedendo realmente l’accesso ai minorenni.

Nel materiale informativo della campagna si legge poi che servono strumenti in grado di contrastare le infiltrazioni mafiose e l’evasione fiscale, tra i quali: escludere dalle concessioni del gioco chi è incriminato di appartenenza mafiosa; conoscere i nomi di chi finanzia il gioco; tracciare tutti i flussi finanziari, identificare i clienti che compiono operazioni sensibili, istituire registri delle scommesse e dei concorsi pronostici. Bisogna, inoltre, definire i luoghi del gioco e le caratteristiche dei giochi, consentendo di giocare d’azzardo solo nelle sale autorizzate con legge apposita; regolare la durata delle giocate, il costo di ogni partita e la vincita massima delle giocate. Infine, concludono i proponenti, per recuperare i finanziamenti necessari per le cure, la prevenzione e la ricerca occorre destinare percentuali del fatturato, dei premi non riscossi e delle multe per la cura, la prevenzione, la formazione e la ricerca; tassare le società del gioco come tutte le altre imprese; contrastare realmente l’evasione fiscale e tributaria, imporre sanzioni più aspre a chi non rispetta le norme.

“Per tutti questi motivi e anche per parlarne e informarsi – sottolinea l’assessore Prampolini – invitiamo i modenesi sabato 18 gennaio mattina in via Albinelli”.

In città ci sono altri due punti nei quali si può andare per firmare, muniti di documento d’identità: negli uffici del Protocollo generale del Comune in Municipio in piazza Grande al secondo piano, o nella segreteria dell’assessorato allo Sviluppo Economico, Lavoro e Centro storico, in via Santi 40 al quinto piano.

Si può firmare al lunedì e al giovedì dalle 8,30 alle 13 e dalle 14.30 alle 18; martedì, mercoledì e venerdì solo al mattino dalle 9.30 alle 13.

La campagna, sottolineano i proponenti, parte dalla considerazione che il gioco d’azzardo può essere molto pericoloso perché può portare alla dipendenza in pochissimo tempo. E un giocatore dipendente non può più fare a meno di giocare e perdere i suoi risparmi e quelli della famiglia, con gravi problemi nelle famiglie e nelle comunità. E occorre ricordare, proseguono, che il giocatore dipendente si indebita, con la conseguenza che può cadere nelle mani degli usurai, o anche finire a rubare i soldi necessari per giocare. Questo di fronte a una situazione che vede oltre 23 milioni di giocatori in Italia, (ricerche La Sapienza di Roma), 800 mila dei quali a rischio dipendenza: un numero in costante crescita, dal momento che erano 590 mila cinque anni fa, mentre gli oltre 88 miliardi giocati nel 2013 fanno del gioco d’azzardo la terza industria italiana, che vale circa il 3 per cento del Pil nazionale.

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