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13/03/2014

AFFIDAMENTO SERVIZI, DISINCENTIVIAMO OFFERTE ANOMALE

L’assessore all’Istruzione Adriana Querzè risponde a un'interrogazione di Ricci (Sel)

 “Per disincentivare offerte anomale il settore Istruzione del Comune di Modena inserisce nella gare per l’affidamento di servizi la cifra sotto la quale l’offerta sarà considerata anomala e quindi i concorrenti saranno obbligati a dimostrare la sostenibilità dell’offerta nel rispetto dei contratti di lavoro”.

Lo ha fatto notare l’assessore all’Istruzione del Comune di Modena Adriana Querzè rispondendo nel Consiglio comunale di giovedì 13 marzo all’interrogazione di Federico Ricci sull’offerta economica per l’affidamento del servizio di prolungamento orario e di parte dei servizi ausiliari assistenziali in diversi nidi e scuole d’infanzia. Il capogruppo di Sinistra ecologia libertà, dopo aver illustrato l’equazione con cui viene attribuito il punteggio all’offerta economica, ha interrogato la Giunta per sapere tra l’altro “se questo meccanismo di gara è applicato anche per altri bandi; se ritiene opportuno incentivare, di fatto, offerte considerate anomale; se è prevista una verifica preliminare che consenta di accedere alla gara solo i concorrenti in possesso delle competenze richieste per l’erogazione del servizio; se esiste l’eventualità che accedano alla gara soggetti con personalità giuridica molto diversa tra loro”.

L’assessore ha spiegato che l’equazione, utilizzata anche in altre gare, assegna all'offerta economica un punteggio proporzionale al ribasso offerto: “Più alto è il ribasso e minore sarà il punteggio, perché riteniamo non vadano incentivate queste offerte”, ha osservato precisando che “tutte le nostre gare fissano le condizioni minime indispensabili per essere ammessi alle procedure selettive. Solitamente – ha continuato - viene richiesta una esperienza  specifica nella gestione dei servizi oggetto di gara. Si chiede  un minimo di addetti specializzati, referenze bancarie, eventualmente un direttore tecnico. Soprattutto si fissano con esattezza qualità e quantità dei servizi richiesti e le conseguenti penalità in caso di prestazioni carenti o difformi. Laddove le norme lo permettano, si invitano a presentare offerta almeno cinque ditte di cui si conosca la capacità, nonostante un orientamento giurisprudenziale ormai largamente prevalente che cassa l’utilizzo di strumenti di preselezione delle ditte in base all’esperienza pregressa”. Mentre per quanto riguarda la natura delle imprese ammesse alla gara, l’assessore all’Istruzione ha sottolineato che la Corte di Giustizia CE definisce ‘impresa ‘qualsiasi ente che esercita attività economica consistente nell’offerta di beni e servizi a prescindere dallo status giuridico’. Inoltre, vi sono diverse sentenze che ammettono alle gare onlus e altri enti non commerciali, tendenza confermata anche da una sentenza del Consiglio di Stato “per cui – ha concluso Querzè - si ritiene che il modo di operare del Settore Istruzione non possa definirsi una “prassi”, ma la corretta applicazione della previsioni normative”

L’interrogante Federico Ricci, in sede di replica, ha sottolineato: “Mi fa piacere che la modalità in cui opera il settore non sia frutto di prassi, ma del rispetto e dell’applicazione di tutte le norme, dimostrando un’attenzione particolare a tener conto soprattutto degli aspetti qualitativi dell’offerta”. E ha aggiunto: “Mi rimane il dubbio circa la possibilità per soggetti diversi dalle imprese di partecipare alle gare per l’affidamento dei servizi, anche se lei ci ha chiarito molto bene il quadro normativo di ciò di cui parliamo”.

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