10/04/2014

PROGETTO DEI MUSEI CIVICI SELEZIONATO PER L’INNOVAZIONE

Il modenese “Altro da cose” presentato a Torino al convegno nazionale dei musei Anmli

Innovazione e sostenibilità. Sono le caratteristiche per le quali il progetto “Altro da cose. Claudia Losi ai Musei civici”, organizzato dai Musei modenesi e curato da Cristina Stefani in occasione del Festival filosofia 2012, è stato selezionato con altri cinque a livello nazionale per il trentesimo Convegno nazionale dell'Anmli (Associazione nazionale musei locali e istituzionali) su “Musei e innovazione”, che si svolge a Torino il 10 e l’11 aprile. In un momento di crisi globale che non accenna a recedere, il convegno tratta l’innovazione come strumento indispensabile dello sviluppo, nella convinzione che tutte le esperienze eccellenti del nostro Paese, se comunicate e messe a sistema, possano diventare un volano di crescita per tutti.

Nel progetto selezionato dei Musei civici di Modena il pubblico è diventato parte attiva e co-autore nella creazione di un’opera, affidando al museo una “cosa” legata al proprio vissuto. L’operazione ha consentito di mettere in luce i significati di cui possono essere investiti gli oggetti nel momento in cui vengono in contatto con operazioni significanti quali la “musealizzazione” e il meccanismo che innesca l’immaginazione dell’artista, in questo caso Claudia Losi. Le “cose” portate al museo, accompagnate dal racconto delle storie che le rendono significative, sono state racchiuse dentro involucri ottenuti da vari strati di filo, custodi del contenuto e dei pensieri, diventate simbolo di un luogo di dialogo e di relazione in cui assume centralità la scoperta dell'altro e l'incontro, in un'opera d’arte che ha avuto bisogno della comunità per svilupparsi, per assumere significato ed esistere

Partecipazione, dialogo, inclusione, condivisione sono le parole chiave che hanno caratterizzato negli ultimi anni i progetti più innovativi dei Musei civici modenesi che, creati nella seconda metà dell’800 per rappresentare l’identità cittadina e tramandarne la memoria, sono oggi chiamati a ridefinire il proprio ruolo in una società sempre più multiculturale e ad affermarsi come strumenti di dialogo attraverso la cultura con un’idea condivisa di patrimonio culturale inteso come bene che una comunità nel suo complesso è chiamata a tutelare, conservare, valorizzare.

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