04/07/2014

INDIRIZZI DI GOVERNO / 2 – IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

L’approvazione del documento è stata preceduta da un confronto di circa due ore e mezza

L’approvazione degli Indirizzi generali di governo 2014-2019, avvenuta in Consiglio comunale a Modena nella seduta di giovedì 3 luglio è stata preceduta da un dibattito di circa due ore e mezza.

Per il Movimento 5 stelle, Mario Bussetti ha parlato di “slogan vuoti” negli indirizzi e ha sottolineato che “ci si deve chiedere se le regole non vadano ridiscusse con i cittadini”, ricordando che “senza una vera partecipazione verrà a mancare il sostegno della gente. Bisogna uscire dalla logica del voto per schieramento – ha aggiunto – e basarsi sulla valutazione delle proposte. Noi siamo pronti per la qualità della democrazia”. Luca Fantoni ha precisato la contrarietà del gruppo su alcuni aspetti degli indirizzi di governo e ha evidenziato che “nel programma non si affronta, se non genericamente, il discorso dei vincoli economici in cui si opera. È un menù in cui c’è quasi tutto in modo che ognuno accarezzi il sogno che preferisce, ma la realtà imporrà un brusco ritorno con i piedi per terra”. Il capogruppo Marco Bortolotti ha rassicurato sul fatto “che il Movimento non volta le spalle, non l’ha mai fatto e non lo farà mai, né a Modena né in Europa” e ha annunciato l’astensione del gruppo e la volontà di “rimanere in fase di attesa per vedere trasformati i progetti in risposte e per valutare punto per punto tutti i provvedimenti”.

Per il Pd, il capogruppo Paolo Trande ha detto di condividere gli indirizzi di governo, “frutto di un lungo percorso di ascolto e interlocuzione con la città formale e informale. Abbiamo un unico grande imperativo – ha aggiunto – fare l’interesse dei cittadini”. Il consigliere ha poi espresso apprezzamento per le astensioni annunciate da parte dell’opposizione e ha annunciato “attenzione e assenza di preclusioni per le proposte che rappresenteranno un interesse per la città”. Fabio Poggi ha fatto un augurio alla città e agli amministratori: “Avia pervia a tutti; rendiamo facili le cose difficili. Sia l’imperativo comune: spero, penso e credo che le parole degli indirizzi di governo possano diventare azioni facili, semplici ed efficaci, per il bene comune”. Grazia Baracchi ha ripreso il concetto espresso negli indirizzi di “promozione della creatività attraverso l’investimento nella scuola e nella cultura. Parole importanti – ha detto – che confermano come Modena continuerà a mettere al centro sapere e conoscenza, energia principe di una società equa e inclusiva”. Per Simona Arletti i modenesi hanno detto sì al cambiamento, alle proposte, all’innovazione dell’Amministrazione della città, ma non attraverso un cambiamento al buio. Negli indirizzi ci sono temi che mi convincono: sostenibilità, sicurezza delle persone e del territorio, diritti, benessere dei cittadini e importanza del loro ascolto”. Caterina Liotti ha evidenziato che “Modena è già stata in passato un territorio innovativo rispetto al welfare, e oggi deve innovare il suo fare welfare perché è cambiata la società. Non possiamo più ragionare solo per target tradizionali – ha proseguito – ma anche per categorie nuove e trasversali di disagio sociale, per non lasciare nessuno indietro”. Per Andrea Bortolamasi si tratta di “un programma sfidante per la città, non contro qualcuno o qualcosa, ma con una prospettiva temporale di sviluppo che denota un cambio di passo significativo. È un programma condiviso – ha continuato – costruito tra la gente ascoltando le città che abitano la città. Infine è un programma aperto, che deve fungere da stimolo anche per noi amministratori che dovremo riallacciare i fili e ricostruire un’idea di comunità condivisa”. Per Francesco Rocco gli indirizzi di governo rappresentano “una svolta, una rivoluzione pacifica graduale e condivisa da tutte le articolazioni della città. Abbiamo risorse che bisogna sprigionare e credo che ce la faremo. Dobbiamo reinventare la città per renderla in grado di dare ai nostri figli quello che ha dato alle nostre generazioni”.

La capogruppo di Per me Modena Adriana Querzé ha evidenziato la necessità di “un cambiamento che migliori la vita delle persone, crei le condizioni materiali perché siano garantiti i diritti e moltiplicate le opportunità”. La consigliera ha elencato una serie di aspetti su cui è necessario intervenire e, annunciando voto di astensione, ha sottolineato che “converrà a tutti percorrere la strada dell’inclusione e del confronto in Aula, per la costruzione di una politica condivisa”. Domenico Campana ha rilevato “quanto a dura prova siano messe coesione sociale, progettualità economico-sociale e sentimento del futuro. Lancio un allarme – ha affermato – perchè la crescente incertezza di vita crea sentimento di paura che porta ad immobilità e aggressività e solo raramente induce ricerca razionale di nuove prospettive. È compito nostro suggerirle e promuovere concrete occasioni di partecipazione”.

Antonio Montanini di CambiaModena ha sottolineato una serie di “mancanze” all’interno degli indirizzi di governo, “dal riferimento alla crisi a una visione futura del sistema economico modenese a una riflessione sul ruolo dell’Amministrazione nella società moderna. Ci attendiamo coraggio nel cambiamento e il veloce passaggio dalle dichiarazioni di intenti a fatti concreti. Aspetteremo i primi 100 giorni prima di esprimere posizioni e ci asterremo dal voto”.

Per Luigia Santoro del Ncd “gli indirizzi di governo del nuovo sindaco non si discostano molto da quelli dei suoi predecessori. Voterò contro perchè purtroppo non credo che rappresenti davvero il cambiamento”. La consigliera ha inoltre evidenziato il rischio che “Muzzarelli sia un uomo solo e autoritario al comando; gli auguro invece di essere autorevole perché solo non andrà da nessuna parte”.

Giuseppe Pellacani dell’Udc ha annunciato la propria astensione e si è detto “animato da un certo ottimismo per il piglio decisionale e per la quantità di buone proposte messe in campo. Gli indirizzi di governo – ha proseguito – mi hanno dato l’impressione di una sostanziale continuità rispetto al passato, ma farò una apertura di credito al sindaco perché spero di vedere risposte concrete. Se non ci saranno farò opposizione”.

Anche Andrea Galli di FI, pur annunciando voto contrario, ha espresso “apertura” per “il piglio decisionista del sindaco. Possiamo avanzare proposte e confrontarci in modo positivo, cosa che ci è stata negata finora. Il cambio di marcia dell’Amministrazione però deve essere reale – ha concluso – la politica degli annunci è del passato e non possiamo confrontarci sulla ‘fuffa’”.

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