08/10/2015

LA “EAT ART” È SERVITA CON 150 OPERE DI DANIEL SPOERRI

Mostra dell’artista svizzero dal 10 ottobre a Palazzo S. Margherita e alla Palazzina

Avviare una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione. Questo l’intento dell’artista svizzero Daniel Spoerri quando, nel 1967, creò la “Eat Art”. Oltre 150 sue opere saranno esposte a Modena nella mostra "Daniel Spoerri. Eat Art in transformation" che inaugura sabato 10 ottobre alle 18 alla Palazzina dei Giardini e a Palazzo S. Margherita in corso Canalgrande. Realizzata e coprodotta da Galleria civica di Modena e Fondazione Cassa di risparmio di Modena con il “m.a.x.” museo di Chiasso (Svizzera), la mostra - a cura di Susanne Bieri, Antonio d'Avossa, Nicoletta Ossanna Cavadini - sarà visitabile gratuitamente fino al 31 gennaio (mer-ven 10.30-13 e 15 -18; sab, dom e festivi 10.30-19; lun e mar chiuso).

L'esposizione si collega strettamente al tema di Expo Milano 2015  – di cui la tappa modenese ha ricevuto il patrocinio – dove fino al 31 ottobre è visibile "Meissen Porzellan Puzzle", un’opera composta da 36 formelle in porcellana bianca realizzata appositamente da Spoerri per il Padiglione Svizzero.

Le opere esposte a Modena vanno da un primo periodo di sperimentazione legato alla rivista "Material" (1955-1961), ai multipli cinetici, ai celebri “tableaux-pièges”, "quadri trappola" ottenuti da assemblaggi di oggetti di uso quotidiano incollati a supporti e ribaltati nell'orientamento  –  composizioni casuali di residui di cibo e stoviglie usate, intrappolati nella resina e disposti in verticale, come quadri, oggi in collezione al MoMA di New York e al Centre Pompidou di Parigi – fino alla scultura e alla ricerca in campo grafico, cui si aggiungono documenti d'archivio.

La poetica di Spoerri (nato nel 1930), indagata nel percorso espositivo, consente una lettura a ritroso dell'epocale attrazione dell'uomo nei confronti del cibo.

Nella sala grande di Palazzo Santa Margherita sono collocati i 21 “tableaux-pièges” che compongono l'intero ciclo intitolato "20 metri quadrati di utensili da cucina inutili" del Bistrot di Santa Marta (2013, Milano, collezione Fondazione Mudima) e una decina di altri “tableaux-pièges”, esito finale delle cene organizzate alla Fondazione Mudima di Milano nel 2014. Sempre in sala grande, un “tableau-piège” della serie "Sevilla" proveniente dall'Austellunghaus Spoerri (Austria), e “Otto incubi magri”, sculture in bronzo del 2002 provenienti dallo stesso sito. A queste opere si aggiungono due video: "Daniel Spoerri dalla A alla Z", realizzato da Studio Azzurro e Fondazione Mudima nel ‘91 e "Daniel Spoerri. Eat Art in transformation", prodotto da Ultrafragola Channel in occasione della prima tappa della mostra al m.a.x. museo di Chiasso, Svizzera (dal 30 aprile al 30 agosto 2015).

Nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita il percorso è dedicato in particolare alla grafica, per la prima volta oggetto di studio in una sede museale, e presenta, fra gli altri fogli, i suoi elaborati, i manifesti, gli annunci, biblioteche di ricette, lettere e documenti testimoni dei rapporti di Spoerri con gli artisti contemporanei. In mostra diversi pezzi delle Edition MAT (Multiplication d'Art Transformable) serie di multipli editi da Spoerri realizzati in collaborazione con celebri artisti con i quali collaborava alla fine degli anni Cinquanta, fra cui Marcel Duchamp, Man Ray, Josef Albers, Jean Tinguely, Enrico Baj, Christo, Dieter Roth.

La Palazzina dei Giardini ospita opere uniche realizzate in tema Eat Art, dai primi “tableaux-pièges” degli anni ‘60 fino all'ultima opera realizzata per Expo e di cui è esposto il prototipo Kleiner Tisch II. La cupola ospita quattro sculture in bronzo. Fra queste “L'albero della civetta” (2007) che racconta la vita di Spoerri e nelle sale attigue le opere provenienti da collezioni emiliane. In Palazzina anche il video “Resurrection” del ‘69 da un'idea di Daniel Spoerri per la regia di Tony Morgan.

Le opere vengono dalla collezione dell'artista, dalla Biblioteca nazionale di Berna che ne custodisce l'archivio e da importanti musei, gallerie e collezionisti europei.

"Analizzando un ambito territoriale molto circoscritto, come quello emiliano  –  scrive Serena Goldoni nel suo testo in catalogo – la varietà dei collezionisti e delle collezioni dell'opera di Daniel Spoerri è sorprendente e sorprendentemente ricca. Basti ricordare la 'Biblioteca di ricette' (1987-89), stampata dal rimpianto Francesco Conz – prosegue - oppure opere che per pura casualità diventano rappresentative di una volontà collezionistica come 'Collezioni di cucchiai e croci' (1986) della raccolta di arte contemporanea religiosa di Carlo Cattelani, oggetti di cucina assemblati con croci e madonne, con una luce blu che crea un'atmosfera mistica".

A questi si possono aggiungere i "Brotteigobjekte" (oggetti di pasta di pane, 1972), per tornare alla Eat Art, scarpe e scarpette malconce, ferri da stiro ricolmi di impasto per pane, lavori fatti cuocere al forno. Daniel Spoerri, spiegano i curatori, nato come danzatore e coreografo, divenuto inventore di un nuovo linguaggio artistico, autore di ricette e menù, anima di ristoranti e perfino attore, attraverso la sua poetica ha messo in discussione conformismo, luoghi comuni, certezze. Un maestro che ha trasformato il nutrimento in interlocutore privilegiato, vero e proprio “trait d'union” tra arte e vita.

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