19/11/2015

MODENAMOREMIO E VENDITA AZIONI BPER, SÌ DEL CONSIGLIO

Approvate all’unanimità, nella seduta di giovedì 19 novembre, l’uscita del Comune dalla società di promozione e la vendita delle azioni della banca

L’uscita del Comune di Modena dalla società di promozione e valorizzazione del centro storico della città Modenamoremio è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta di oggi, giovedì 19 novembre. E sempre con voto unanime è stata approvata anche la delibera che prevede la vendita delle azioni di Bper Banca possedute dal Comune in seguito a lasciti o per essere subentrato a enti disciolti.

Le due delibere, presentate rispettivamente dall’assessore all’Economia Tommaso Rotella e dall’assessora al Bilancio Ludovica Carla Ferrari, rientrano nell’applicazione del Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie approvato lo scorso marzo dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Aprendo il dibattito sull’uscita da Modenamoremio, Mario Bussetti (M5s) si è dichiarato a favore della delibera “anche se – ha affermato – non è assodato che la società debba essere il centro di tutta l’attività di promozione del centro come è stato finora”. Per Marco Malferrari (Pd) la collaborazione tra Modenamoremio e Comune è stata “proficua e ha portato a un bilancio positivo sia per il numero di iniziative realizzate che per la varietà delle proposte che hanno messo in luce le tante ricchezze e le potenzialità della città”. Marco Chincarini, di Per me Modena, sottolineando che la “pur minima partecipazione in Modenamoremio ha comportato comunque per il Comune l’elargizione di circa 100 mila euro all’anno” ha invece chiesto se la società “è ancora uno strumento strategicamente valido per la promozione del centro”.

Nella replica l’assessore Rotella ha specificato che Modenamoremio resta “la realtà più rappresentativa degli esercenti del centro, la più strutturata e quella che ha la maggiore capacità di raccolta delle sponsorizzazioni. È il soggetto a cui il Comune ha chiesto di operare come strumento di raccordo, per raccogliere e condividere le progettualità del territorio che, da sole, non avrebbero abbastanza forza per essere realizzate”.

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