07/03/2015

“APPROVATO IL BILANCIO, ORA TUTTI AL LAVORO”

Intervento dell'assessora Ferrari a commento del voto in Consiglio comunale

“Il bilancio di previsione è stato approvato con il voto compatto di tutta la maggioranza, mentre le minoranze si sono mosse in ordine sparso e a conti fatti non sono state capaci di proporre una manovra realmente alternativa a quella della giunta, in particolare sull'aumento delle entrate”. L’assessora al Bilancio del Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari interviene all’indomani dell’approvazione del Bilancio di previsione.

“Gli emendamenti più significativi in proposito – continua - sono stati presentati da Forza Italia, cui va dato atto di essere entrata nel merito e di avere indicato tagli tecnicamente praticabili e politicamente significativi dell'ordine di 2 milioni di euro. Perché allora sono stati respinti, non solo da noi, ma anche da altri gruppi di opposizione? Per la chiara e semplice ragione che avrebbero colpito la scuola e la formazione degli insegnanti, le famiglie con bambini in affido producendo in questo caso maggiori spese per politiche sui minori, la partecipazione dei quartieri, le attività delle biblioteche e della Galleria Civica e altre voci estremamente sensibili delle politiche di solidarietà e coesione sociale e di promozione della città. Non erano di fronte i rigoristi e gli scialacquatori (anche con Forza Italia restavano pur sempre 7 milioni di aumenti), ma due idee diverse della città, due idee diverse della giustizia sociale e della promozione dei diritti e delle opportunità.

Il Bilancio Previsionale che abbiamo approvato è un progetto di sviluppo dell'amministrazione e della città: ha un disegno chiaro, programma gli investimenti per il rilancio della città, affronta con coraggio e responsabilità le economie di spesa, chiede uno sforzo a  chi è più patrimonializzato per il sostegno dei servizi al cittadino, proteggendo invece il mondo del lavoro e le categorie più deboli. E' stato un lungo viaggio, con oltre 30 incontri di condivisione del progetto e confronto sui contenuti con la città, con le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, nelle sedi politiche e in assemblee con i cittadini e nei quartiere: non solo discussione, ma vero ascolto, che ci ha portato alla riduzione del peso tributario per imprese, piccoli proprietari e agricoltori.

Altri gruppi hanno tentato di giustificare l'assenza di un progetto, concreto e misurabile nelle cifre di bilancio, accampando la mancanza di conoscenze e vincoli di ordine tecnico, riconoscendo poi la disponibilità della struttura a fornire spiegazioni e risolvere dubbi. Sono affermazioni che, a diversi mesi di distanza dal voto, stupiscono e lasciano perplessi, ma siamo disponibili a ragionare su come supportare ancor meglio il lavoro dei consiglieri. Dobbiamo però sgombrare il campo dagli equivoci. Infatti, a parte che il Consiglio può benissimo votare atti privi di un parere di regolarità contabile, non è vero che era possibile intervenire solo sull'uno per cento del bilancio! Quella cifra corrisponde a spese non impegnate e sulle quali non c'erano problemi ad esprimere un parere tecnico favorevole. Ma nulla vietava e vieta ai consiglieri di proporre chiusure di servizi rilevanti, prendendone ovviamente la responsabilità politica e proponendo calcoli di risparmio corretti. Di esempi ne abbiamo fatti diversi anche in passato: chiudere il teatro, tagliare i finanziamenti la Festival della Filosofia e alle altre iniziative culturali, chiudere alcune scuole d'infanzia (tenendo ovviamente conto del fatto che il risparmio partirebbe solo da metà anno e che il personale rimarrebbe in carico per un periodo variabile). Insomma, per tagliare la spesa in proporzione al 7-8% del bilancio non bastano gli slogan sulla riorganizzazione, gli sprechi, gli incarichi, il rientro o l'uscita delle gestioni: bisogna avere idee applicabili e metterci la faccia, di fronte ai cittadini e ai dipendenti.

Per chiudere, mi sia perciò permesso di citare la relazione del Sindaco: “Ci è stato detto che con l'aumento delle imposte abbiamo scelto la via più facile e comoda. Non è vero: l'aumento delle tasse è la via più impopolare per chi governa e la più facile e popolare per chi si oppone”. E, aggiungo io, non ha la capacità e il coraggio di presentare un'alternativa. A Bilancio approvato guardiamo al futuro lavorando sodo per dare gambe a questo progetto”.

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