02/07/2015

IN CONSIGLIO LA COMMEMORAZIONE DI GERMANO BULGARELLI

L’ex sindaco ricordato a un anno dalla scomparsa. Muzzarelli: “Un autentico riformista da cui abbiamo da imparare”. Maletti: “Un esempio per gli amministratori di oggi”

“Germano Bulgarelli fu un autentico riformista. Da lui abbiamo ancora da imparare come si lavora per il bene comune e come si pensa e costruisce il futuro”. Lo ha sottolineato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ricordando, con emozione, la figura del suo predecessore e amico, durante la commemorazione avvenuta in Consiglio comunale, giovedì 2 luglio, nel primo anniversario della sua scomparsa. Al ricordo di Bulgarelli, sindaco di Modena dal 1972 al 1980, hanno partecipato familiari, amici, assessori e consiglieri che lavorarono con lui. La seduta è stata introdotta dalla presidente del Consiglio comunale Francesca Maletti che ha affermato che “ricordare un sindaco è importante perché rappresenta tutta la città e perché Bulgarelli ha fatto tanto per Modena e anche per la regione. Fare l’amministratore non è un ruolo facile, non lo era ieri e non lo è oggi. Il ricordo di una persona come Bulgarelli serve a noi amministratori per avere una visione del futuro rispetto alle politiche per il territorio. Per questo essere qui oggi è importante”. Dopo la presidente Maletti sono intervenuti il sindaco, l’onorevole Giulio Santagata e l’ex sindaco Giuliano Barbolini.

“Quando Bulgarelli lasciò la carica di sindaco di Modena nel 1980 – ha esordito Muzzarelli – il reddito pro-capite dei modenesi aveva raggiunto la vetta della graduatoria nazionale e lui fu un protagonista attivo, consapevole, e per molti aspetti decisivo, di quella fase della storia recente di Modena che gli studiosi hanno definito ‘la grande mutazione’, quella che permise ai modenesi non solo di lasciarsi alle spalle miseria e ignoranza ma di compiere, in soli quarant’anni, un vero e proprio “grande balzo”. Germano Bulgarelli fu in cabina di regia negli anni cruciali, fra il 1962, quando divenne assessore della Giunta Triva, e il 1972 e il 1980, quando ricoprì la carica di Sindaco”. Quegli anni videro la diffusione della PMI, i distretti industriali, i villaggi artigianali, le relazioni di conflitto e cooperazione fra imprenditori e lavoratori. “Si lavorava con un approccio culturale e una concezione della politica democratica favorevole a mettere in moto le migliori energie della società modenese nell’ottica della soluzione positiva dei problemi e nella prospettiva della crescita economica, del riscatto del mondo del lavoro, della crescita del senso civico e dell'affermazione concreta dei principi di libertà, uguaglianza e solidarietà”. Il sindaco ha ricordato che gli anni di Bulgarelli furono quelli dello sviluppo delle aziende municipalizzate, della nascita delle scuole d’infanzia comunali (con il placet del vescovo di allora Monsignor Amici), dell’Ater, delle biblioteche. Ma anche del Peep e del piano regolatore generale, basato sugli esempi di Svezia e Olanda (ancora oggi la perimetrazione esterna del Prg di Modena è sostanzialmente quella), la nascita della Facoltà di Economia e Commercio e la difesa del suolo con le casse di espansione sui fiumi Secchia e Panaro”.

Per chiudere l’elenco delle “scelte lungimiranti e condivise dall’arco politico costituzionale” il sindaco Muzzarelli ha poi citato. “Scelte che si sono dimostrate lungimiranti – ha concluso il sindaco – di un amministratore che, lo ribadisco, è stato un autentico riformista”.

Ricordando la capacità di visione e di anticipazione di Bulgarelli, Santagata ha sottolineato che “tra i pilastri fondamentali della sua azione politica ci sono stati l’esigenza di una più marcata distinzione tra partiti e istituzioni, cui dovevano essere date maggior forza e libertà, e la necessità di un rapporto diverso tra pubblico e privato. Già nel 1981, Bulgarelli parlava dell’esigenza di disegnare quella che definiva una frontiera mobile tra pubblico e privato. Non era liberismo, significava capacità di governare i processi e offrire un reale spazio di partecipazione. Il suo tratto distintivo era la coerenza: aveva idee in anticipo sui tempi e spesso considerate eretiche anche dalla sua parte politica, ma ha sapute tenere ferme le sue idee solo con la forza della ragione”.

Giuliano Barbolini ha ripercorso la storia di uomo politico e amministratore di Bulgarelli che contribuì a “una grande stagione di cambiamento nella quale riuscì a coinvolgere, motivandoli, i dipendenti della pubblica amministrazione”. Barbolini ha messo in evidenza il ruolo svolto da Bulgarelli nei due grandi temi della politica dei servizi, con l’avvio “della straordinaria esperienza delle scuole dell’infanzia”, e dell’urbanistica, con una nuova organizzazione di una città in grandissima espansione. “Bulgarelli, lavorando con grande e coinvolgente entusiasmo consolidò il rapporto tra amministrazione e cittadini, concorrendo in modo determinante al riconoscimento sul campo del ruolo del Comune, conquistato con la capacità di rispondere tempestivamente alle esigenze della società modenese e con un governo reale della città non chiuso al solo dibattito tra le forze politiche”.

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