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27/10/2018

PROTOCOLLO SCUOLE FISM / 2 – IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Gli interventi dei consiglieri prima dell’approvazione della delibera

Il Protocollo d’intesa tra il Comune di Modena e la Federazione italiana scuole materne (Fism) per la gestione di un sistema pubblico integrato da zero a sei anni, presentato in Consiglio comunale dall’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza, nella seduta di giovedì 25 ottobre, è stato approvato con il voto a favore di Pd, Art.1-Mdp-Per Me Modena, CambiaModena, Forza Italia, Energie per l’Italia e l’astensione del M5s.

Aprendo il dibattito, Adolfo Morandi, FI, ha sottolineato l’importanza di un accordo che “permette a tutti di usufruire di un servizio che le strutture pubbliche in senso stretto, da sole, non potrebbero garantire. Noi siamo sempre stati a favore di una convenzione che ha dato evidentemente buoni risultati, e poco a poco anche la sinistra è venuta dalla nostra parte. L’unico neo – ha concluso – è che il contributo finanziario è basso rispetto al servizio che queste scuole offrono alla collettività e mi auguro che possa essere aumentato”.  

Secondo Mario Bussetti, M5s, la convenzione “ha uno scopo apprezzabile ma noi pensiamo che l’obiettivo debba essere una scuola interamente pubblica. Né i governi precedenti né questo hanno dato strumenti per potenziare la scuola pubblica ma riteniamo che un’amministrazione debba porsi il problema di come far prevalere il pubblico e ampliare la propria offerta, per non ricorrere ulteriormente al privato in caso di problemi. A meno che, naturalmente, non ci sia la volontà di mantenere un sistema integrato”.

Antonio Montanini, CambiaModena ha affermato che “il pubblico deve garantire il diritto all’istruzione cercando il mezzo migliore per dare la migliore risposta ai costi minori. Credo che il sistema integrato sia un modello sia da perseguire e i risultati sono positivi, anche superiori secondo i genitori rispetto ad altre scuole. Mi auguro quindi che questo sistema sia non solo tutelato ma anche stimolato”.

Per Vincenzo Walter Stella, Art.1-Mdp-Per me Modena, la convenzione “è un modo per provare a offrire il servizio migliore con le risorse a disposizione. Mi aspetto però che il nuovo governo metta a disposizione molti soldi per la scuola pubblica in modo che possa essere autonoma e di qualità, aumentando i servizi”. Il consigliere ha quindi sollecitato l’amministrazione a controllare che “il personale delle scuole Fism sia in numero adeguato all’aumento dei bambini per classe”.

Per il Pd, Simona Arletti ha commentato che “mettere in discussione un sistema come questo, che funziona, è una battaglia di retroguardia che non porta a nulla. A noi interessa che anche nella fascia dai 3 ai 6 anni il diritto all’istruzione sia garantito a tutti e con scuole di qualità. Poi, sicuramente, dobbiamo essere rigorosi con i controlli e sul fatto che anche le scuole Fism rispettino i parametri di accoglienza dei bambini stranieri e disabili”. Grazia Baracchi ha ricordato l’importanza di “mantenere il sistema più aperto e plurale possibile. Quest’estate i rappresentanti delle scuole Fism ci hanno confermato l’inclusione di bambini disabili, stranieri e di altre religioni e anche questo è un progresso perché un tempo non era così”.

Concludendo il dibattito, l’assessore Cavazza ha ricordato che il sistema integrato è “coerente con i principi costituzionali poiché rimane nell’ambito della funzione pubblica delle scuole ancorché paritarie o private. Se non ci fossero le scuole paritarie – ha sottolineato - oltre 1500 bambini non potrebbero godere di questo tipo di educazione e la positiva valutazione delle famiglie ci dice che il sistema funziona”.

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