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30/11/2018

DECRETO SALVINI / 3 – DIBATTITO: I GRUPPI DI OPPOSIZIONE

Il M5s approva l’odg sui beni confiscati alle mafie. Tutte le opposizioni contrarie agli altri odg sulla sospensione del decreto e sulla solidarietà al sindaco di Riace

L’ordine del giorno sui beni confiscati alle mafie, presentato dal Pd, è stato approvato con i voti a favore di Pd, Art.1-Mdp-Per me Modena, Modena Bene Comune e M5stelle (contrari Lega nord, Energie per l’Italia e FI), mentre gli altri due ordini del giorno sul cosiddetto decreto Salvini e la solidarietà al sindaco di Riace hanno ottenuto il voto a favore solo dai gruppi di maggioranza, Pd e Art.1-Mdp-Per me Modena, e da Mbc.

Nel dibattito che ha preceduto l’approvazione, Marco Rabboni è intervenuto per il Movimento 5 stelle sul tema dei beni confiscati alle mafie puntualizzando che “il Governo ha presentato un emendamento al decreto, non recepito dall’odg, in cui si precisa che la vendita all’asta potrà avvenire solo se non è stato trovato un utilizzo sociale del bene confiscato”. E ha posto l’attenzione sul fatto che nel sistema in vigore “qualcosa non funziona” sottolineando da una parte le “inefficienze a cui non hanno messo mano i governi precedenti”, dall’altra gli attuali “provvedimenti per ovviare i problemi dei ritardi anche potenziando l’Agenzia nazionale dei beni confiscati che passa da una a quattro sedi e con maggiori risorse”. Infine, ha invitato a emendare il primo punto del dispositivo “ormai superato”; cosa che i proponenti, attraverso la consigliera Di Padova, hanno poi fatto “confermando comunque la contrarietà al decreto e chiedendo di aprire un confronto serio e costante per valutarne le ricadute sul territorio”. Secondo Mario Bussetti gli ordini del giorno sono così precisi che “si rischia di perdere di vista il quadro generale e ignorare i problemi alla base del decreto come i tempi lungi delle richieste d’asilo e i mancati controlli che hanno portato a situazioni drammatiche come Rosarno. Non è corretto inoltre – ha proseguito – lanciare l’allarme sul fatto che domani avremo centinaia di persone senza permesso di soggiorno perché non è cosi certo che le persone che oggi ne godono non saranno ricomprese nelle nuove categorie”. Il consigliere ha quindi sottolineato che “è la prima volta che si cerca di dare maggiori risorse per ridurre i tempi di analisi delle richieste”.

Per Forza Italia, Andrea Galli ha presentato, a inizio dibattito, una mozione d’ordine “poiché uno degli ordini del giorno chiede di sospendere l’iter parlamentare, mentre invece il decreto è già stato approvato, quindi l’odg è superato nei fatti”. Contro la mozione, che non è passata, è intervenuto Paolo Trande di Art.1-Mdp-Per me Modena argomentando che “il dispositivo dell’odg contiene anche un altro punto politico attuale, mentre quello inattuale non ha effetti politici, diversamente si può decidere di attualizzarlo con un emendamento”, cosa che poi è stata fatta.

Nel suo intervento Andrea Galli ha affermato che “la difesa del confine, della tradizione e della religione per la destra sono un muro. Quello dell’accoglienza è un falso problema ma in questi anni c’è stata un’assoluta mancanza di gestione della situazione: avete creato un problema e le soluzioni saranno brutali; avete creato una guerra tra poveri, ecco perché la gente non vi vota più. Non è una questione di razzismo ma di numeri”. Sull’immigrazione Adolfo Morandi ha commentato che “il problema non si risolve accogliendo: l’Africa è un continente enorme pieno di risorse e potenzialità che vanno sfruttate e quello che occorre è un piano Marshall, come diceva Berluscono, che favorisca lo sviluppo in modo che le persone restino là”. Sulla vendita dei beni confiscati alle mafie, il consigliere ha affermato che “chi ha paura delle teste di legno non ha fiducia nello Stato, mentre io penso che le cose possano andare in modo corretto”, e sulla solidarietà al sindaco di Riace ha detto che “l’illegalità non deve essere un esempio: le leggi in uno Stato di diritto devono essere rispettate”.

Per Energie per l’Italia, Giuseppe Pellacani ha lamentato il “il mix di argomenti di cui si discute” ma anche “la carenza di autocritica dei proponenti: attaccate senza guardare quello che è stato fatto prima. In questo decreto c’è una soluzione alternativa alle situazioni a cui non si è riusciti a dare un esito”, ha detto parlando di “un’accoglienza dissennata per portare in Italia dalle coste libiche migliaia di stranieri senza dare sistemazioni né prospettive di vita. Inoltre, la protezione umanitaria introdotta nel ‘98 non è prevista da nessuna convenzione o trattato internazionale, quindi si è ritornati a una condizione fisiologica”. E sullo Sprar: “Studi hanno evidenziato le criticità: interventi formativi slegati dal territorio e a volte anche da reali possibilità professionali”. Infine, su Lucano: “È soggetto che per indicazione chiara della Magistratura ha perseguito un obiettivo, anche apprezzabile, ma violando le norme”.

Per Luigia Santoro, Lega nord, “non si tratta di razzismo ma solo di fare un po’ d’ordine andando incontro alle esigenze della gente, non solo degli italiani ma anche di tutti gli stranieri che hanno fatto dell’Italia la loro casa rispettando le leggi. La protezione umanitaria non è prevista da nessun trattato e ugualmente non esiste alcuna normativa europea e internazionale sull’iscrizione anagrafica. Resta l’accoglienza per i minori e chi ne ha veramente diritto, perché è un sistema di cui si è abusato abbondantemente. Quindi sono state tipizzate una serie di condizioni che consentono l’accoglienza, per esempio di chi è malato o ha bisogno, anche in modo temporaneo, e lo status di rifugiati. Chi commette reati perde questa possibilità, ma era così anche prima. Il decreto introduce regole certe per tutti, inoltre difficilmente entreranno quelli che non hanno i requisiti ma solo quelli che li hanno quindi avremo sicuramente condizioni di maggiore sicurezza”.

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