09/05/2018

MODENA PER MORO, INAUGURATA LA MOSTRA IN PIAZZA GRANDE

In un pannello si può scrivere un pensiero. I primi sono del sindaco Muzzarelli, del vicesindaco Cavazza e di Benedetta Tobagi, che delle foto dice “Nei volti, si leggono valori”

È stata inaugurata in piazza Grande alle 17 di oggi, mercoledì 9 maggio, l’installazione - mostra fotografica “Noi c'eravamo. Modena per Aldo Moro, 40 anni dopo”, a cura di Stefano Bulgarelli dei Musei civici. Presenta le immagini scattate dal fotografo Romano Gualdi il 10 maggio 1978, all’indomani della notizia dell’assassinio di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse, quando a Modena circa trentamila persone presero parte a due cortei confluiti in piazza Grande, dove si svolse una imponente manifestazione.

Di quella manifestazione le foto testimoniano le emozioni forti, tra inquietudini, sgomento e ferma volontà di difendere insieme le Istituzioni democratiche. L’installazione, collocata sul lato dell'Unicredit, dal 9 al 25 maggio, resta visitabile sempre visitabile gratuitamente fino al 25 maggio. All’inaugurazione con il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli erano presenti, oltre al curatore e all’autore degli scatti, il vicesindaco Gianpietro Cavazza e Benedetta Tobagi con Mirco Dondi, protagonisti subito dopo di un incontro a Palazzo Comunale. Benedetta, giornalista come il padre Walter ucciso dai terroristi, ha ricordato “la lacerazione che ci portiamo dietro da quegli anni ’70, e anche se restano memorie divise – ha detto – ci si deve impegnare a lavorare su testimonianze e documenti per puntare a una verità storica che sia condivisibile. Vedo dei valori nei volti delle persone fotografate qui alla manifestazione di 40 anni fa. Mi piace pensare alla democrazia – ha concluso - come a una tavola alla quale ci si può sedere con idee diverse, ma nel rispetto di regole comuni”.

In uno spazio dedicato della mostra, intitolato "Noi c'eravamo. noi ci siamo", è collocato un pannello nel quale i visitatori possono scrivere un loro pensiero su quei giorni e sul terrorismo oggi. I primi tre sono stati scritti dal sindaco (“Noi vogliamo, con l’impegno quotidiano, costruire futuro in pace, libertà e lavoro, insieme a tutta la comunità modenese”), da Benedetta Tobagi (“Aldo Moro come tanti altri è stato scelto come obiettivo per l’importanza del suo lavoro. Andate a riscoprire la sua vita e i suoi scritti e quelli di tanti altri. C’è molto da imparare”) e dal vicesindaco Cavazza che ha citato l’ultima lettera di Moro alla moglie e richiamato un principio di responsabilità (“Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”, “Seguire con responsabilità il proprio destino”).

La mostra è realizzata dal Comune di Modena-Assessorato alla Cultura, Comitato permanente per la Memoria e le Celebrazioni, Musei Civici, Istituto Storico e Centro Culturale Francesco Luigi Ferrari.

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