09/08/2018

PERIFERIE, ORA IL SINDACO SCRIVE AI PARLAMENTARI

Lettera di Muzzarelli a deputati e senatori del territorio di Modena: “Norma da cambiare alla Camera, anche per quello che riguarda le risorse degli avanzi”

Sull’emendamento del Senato che fa slittare i fondi del Progetto Periferie, pur se le risorse per Modena sono state garantite, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli sollecita con una lettera i parlamentari del territorio affinché alla Camera venga cancellato. Ma criticando il provvedimento per gli altri aspetti che danneggiano gli enti locali, il sindaco chiede anche a senatori e deputati di fare in modo che si eviti confusione tra quei finanziamenti e le risorse degli avanzi di amministrazione dei Comuni che il Governo deve “liberare”, come previsto dalla Corte Costituzionale.

“L’emendamento 13.2 al decreto mille proroghe, approvato all’unanimità dal Senato, è un serio motivo di preoccupazione per le città, i territori e gli amministratori locali, scrive il sindaco Muzzarelli ai parlamentari spiegando: “È un segnale profondamente sbagliato: proprio mentre si profilano convergenze importanti sull’urgenza di rilanciare gli investimenti pubblici, innanzitutto per la rigenerazione urbana e delle periferie, nonché per la lotta al degrado e la sicurezza, il rinvio di finanziamenti già previsti e di iniziative in fase di avvio è un atto che va nella direzione opposta e lascia il serio dubbio che alle dichiarazioni seguano effettivamente i fatti”.

Muzzarelli quindi aggiunge: “In secondo luogo è una scorrettezza e un intralcio nei confronti delle autonomie locali, che sulla base delle determinazioni del Governo e del Parlamento e delle intese conseguenti si sono attivate per consultare i cittadini, elaborare i progetti e accelerare le procedure. Come città di Modena prendiamo atto delle dichiarazioni della sottosegretaria Laura Castelli, che conferma i finanziamenti alla città e l’ottimo lavoro che abbiamo svolto per accedervi, ma non siamo affatto tranquilli, perché, se passa il principio di ridiscutere e rimodulare gli impegni già deliberati e sottoscritti, nessun intervento di carattere pluriennale può ritenersi del tutto al sicuro ed esente da tagli”.

Quindi Muzzarelli continua: “Per di più, la sottosegretaria Castelli, per difendere la proposta del Governo, confonde temi diversi e cerca giustificazioni che preoccupano ancora di più. Stando alle sue parole, infatti, l’emendamento servirebbe a ridare poteri ai sindaci e a finanziare l’impiego degli avanzi di amministrazione per tutti i comuni italiani. Per quanto ne sappiamo è un ragionamento che non sta in piedi. I progetti finanziati sono stati scelti e proposti dai sindaci, quindi non si capisce di cosa parli la sottosegretaria. Il ricorso sul bando periferie è stato fatto da alcune Regioni di centro-destra perché non erano state coinvolte, da cui la sentenza della Corte, ma il comma di rinvio dell’emendamento non pare proprio che c’entri qualcosa, perché sposta ma conferma le dotazioni assegnate ai Comuni”.

Quanto agli avanzi di amministrazione - prosegue il sindaco di Modena -, non si capisce che relazione abbiano coi fondi del bando periferie: gli avanzi sono nelle casse dei comuni, mentre i fondi per le periferie sono nelle casse del Governo. Con una mano si toglie e con l’altra si dà, facendo finta di premiare i Comuni. E’ uno scambio assurdo e infondato. E’ un trucco e non è nemmeno la soluzione giusta, perché sul punto la Corte Costituzionale (con altre sentenze che non toccano le periferie) ha detto chiaro e tondo che i soldi degli avanzi sono dei comuni, che li possono usare liberamente. Il Governo, pertanto, non sta facendo nessun regalo ai comuni e, anzi, dovrebbe attenersi rigorosamente al dettato della Corte, senza creare pasticci”.

Muzzarelli conclude così la lettera ai parlamentari:“ Tutto ciò considerato, sono quindi a chiedervi un impegno conseguente per cancellare la norma in oggetto alla Camera, per dare attuazione coerente alle sentenze della Corte in materia di avanzi di bilancio, che non possono essere ancora in balia delle manovre del Tesoro, e per riaffermare nelle norme e coi fatti la centralità dei territori e delle autonomie per la ripresa economica, la coesione e la giustizia sociale e la crescita civile e democratica del Paese”.

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