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19/03/2019

ALDO ROSSI/2 – NELLA “MACCHINA” LA SINTESI DELL’ARCHITETTURA

Tanti gli elementi dell’opera che rimandano al progetto per il cimitero modenese

La “Macchina Modenese” di Aldo Rossi si costituisce come una somma di elementi sovrapposti che attingono alla storia dell’architettura rivisitata da Rossi e alla memoria dei suoi progetti precedenti. “Nella planimetria – scrive Gianni Braghieri, architetto coautore con Rossi del progetto per il Cimitero di Modena – si rileggono le tipologie a corte delle scuole di Fagnano Olona e Broni. La corte delle scuole diventa il grande edificio cubico scoperchiato che riprende e unisce i singoli setti che, in diversa e progressiva altezza e lunghezza, sono l’elemento centrale del nuovo cimitero di Modena. Alla fine della successione di questi elementi, una torre telescopica sostituisce il tronco di cono della ciminiera e diventa un omaggio alle pitture metafisiche delle piazze d’Italia di Giorgio De Chirico”.

Secondo Aldo Rossi, come sostengono tanti storici della disciplina, i monumenti romani, i palazzi del Rinascimento, i castelli, le cattedrali gotiche, possono infatti essere intesi come elementi dell’architettura. Si possono distruggere e ricostruire, ridisegnare o inventare, ma restano comunque “frammenti di una realtà sicura”. Nella Macchina Modenese l’architettura della storia entra come parte sostanziale nella composizione dell’insieme progettuale, e i pezzi e le parti dell’edificio sembrano comporsi tra loro come parti autonome di uno stesso “coro”, in dialogo con gli avvicendamenti della storia.

L’opera ideata da Aldo Rossi è esposta negli spazi del Laboratorio aperto di Modena all’ex Aem di viale Buon Pastore 43. L’inaugurazione si svolge giovedì 21 marzo alle 17 e la “Macchina” resta esposta fino al 19 aprile (ingresso libero nei giorni feriali dalle 9.30 alle 18 e nei festivi dalle 9 alle 13).

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