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09/03/2019

SÌ DEL CONSIGLIO A TRE ODG PER LA LOTTA ALLE MAFIE

Organizzare iniziative pubbliche e rafforzare gli strumenti dei Comuni per contrastare il fenomeno. Gli odg proposti da Mvp, da SuM e da Pd, Sum e CambiaMo

Organizzare iniziative aperte alla città per raccontare il processo “Aemilia” e aprire una riflessione sul tema delle mafie, oltre a confermare e rafforzare gli strumenti che i Comuni hanno a disposizione per contrastare il fenomeno. Sono le principali richieste contenute nei tre ordini del giorno per la lotta alle mafie presentati rispettivamente da Modena volta pagina, Sinistra unita Modena e, congiuntamente, da Pd, SuM e CambiaModena che il Consiglio comunale di Modena ha approvato nella seduta di giovedì 7 marzo.

L’ordine del giorno di Modena volta pagina, illustrato in aula da Marco Chincarini, è stato approvato con il voto a favore del proponente e del Movimento 5 stelle (astenuti Pd, SuM, CambiaModena e Forza Italia). Il documento presentato da Marco Cugusi per Sinistra unita Modena ha ottenuto il voto a favore anche di Pd, M5s, Mvp e CambiaModena (contrario il gruppo di FI), mentre l’ordine del giorno presentato da Antonio Carpentieri, Pd, e sottoscritto anche da SuM e CambiaModena è stato approvato con il voto favorevole dei proponenti e del M5s e l’astensione dei Mvp.

Nel dettaglio, la mozione del consigliere Chincarini, approvata dopo aver cambiato il titolo da “Apriamo il dibattito su Modena terra di ‘ndrangheta” a “Apriamo il dibattito su Modena: che la nostra città diventi modello di lotta alle mafie”, partiva dal processo Aemilia. Dopo aver ribadito che la sentenza “ha messo in luce una realtà per lo più sconosciuta ma di enorme peso nella società e nell’economia della regione Emilia Romagna, con particolare radicamento nelle province di Reggio Emilia e Modena”, chiedeva di “aprire un grande dibattito in città, con il coinvolgimento attivo dei rappresentanti delle Forze dell’ordine, di tutte le istituzioni cittadine e di esperti sul grave fenomeno criminale che sembra assediare la nostra città”; di dedicare al tema almeno una seduta del Consiglio comunale e di organizzare iniziative pubbliche per “rendere i cittadini più consapevoli del grave pericolo rappresentato dalla criminalità organizzata”, poiché, come ha sottolineato Chincarini nel suo intervento, “bisogna promuovere un’informazione costante per i cittadini perché ciò che più nuoce alla mafia è parlarne e, come raccomandava il giudice Borsellino, della mafia bisogna parlare sempre: alla radio, in televisione, sui giornali, parlarne, perché questo la indebolisce”.

Ricordando in premessa l’intervento in Consiglio comunale dell’avvocata Enza Rando, responsabile di “Libera”, che aveva delineato “un quadro in cui le mafie sono presenti e attive anche nel nostro territorio che deve averne piena consapevolezza per poter attivare efficaci strumenti di contrasto”, anche l’ordine del giorno di Pd, SuM e CambiaModena chiede di organizzare un Consiglio comunale aperto alle istituzioni e alle associazioni del territorio, dopo aver approfondito il tema in commissione con la partecipazione delle associazioni antimafia attive sul territorio. Chiede, inoltre, di promuovere una conferenza pubblica per raccontare il processo Aemilia e per valorizzare gli strumenti che i Comuni hanno a disposizione per contrastare il fenomeno mafioso.

L’ordine del giorno di SuM, presentato da Marco Cugusi, chiede, invece, alla Giunta di attivarsi per verificare se nel territorio comunale siano stati interrati rifiuti tossici e di costituirsi parte civile nel caso fosse appurato un danno alla comunità; di attivarsi con la Provincia per ridurre le stazioni appaltanti, “fino ad averne al massimo una per ogni Unione dei Comuni”; di sollecitare il Governo a “mantenere la soglia dei 40 mila euro, invece di 150 mila introdotta con l’ultima manovra di bilancio, per l’affidamento diretto degli appalti pubblici” e a favorire il riutilizzo da parte degli enti locali dei beni confiscati alle mafie. Il documento chiede, infine, di aderire alla mobilitazione del 21 marzo indetta da Libera inviando una delegazione a Padova. Nella presentazione il consigliere Cugusi aveva ricordato che il Comune di Modena “ha fatto della lotta alle mafie una sua priorità con iniziative come l’adesione alla carta di Avviso pubblico, gli appalti che privilegiano l’offerta economicamente più vantaggiosa, il contrasto al gioco d’azzardo e alle ludopatie, il sostegno alle iniziative di educazione alla legalità promosse dalle associazioni, i corsi di formazione per i dipendenti”.

Nel dibattito Adolfo Morandi, FI, ha condiviso il fatto che il tema della lotta alle mafie debba essere “affrontato con continuità e approfondito”, ma, sugli ordini del giorno, ha obiettato che “poiché siamo a fine legislatura, documenti di indirizzo come questi non hanno peso e rimangono solo a futura memoria”. Ha quindi motivato il voto contrario all’ordine del giorno di SuM affermando di non essere d’accordo “con la richiesta di mantenere la soglia per gli affidamenti diretti sotto i 40 mila euro perché questa regola ha bloccato tutte le attività sul territorio nazionale”.

Mario Bussetti, M5s, ha ricordato che “sul tema della lotta alle mafie non siamo al punto zero, ma non è mai tempo perso parlarne: è importante che la cittadinanza sappia cosa è emerso dal processo Aemilia e che Modena e i modenesi non sono immuni dalle infiltrazioni della criminalità organizzata. Il messaggio è che la nostra attenzione come cittadini deve essere altissima”.

Per Caterina Liotti il territorio modenese “è stato attaccato dalle mafie ma ha sempre reagito: anche se qualcuno ha sbagliato, abbiamo dimostrato di avere gli anticorpi. E lo confermano non solo il fatto che la Provincia si sia costituita parte civile nel processo a nome di tutti gli enti locali ma anche il percorso e le azioni messe in campo dal nostro Comune”.

In chiusura, l’assessore alle Politiche per la legalità Andrea Bosi ha portato l’attenzione sui beni confiscati alle mafie ricordando che, “nonostante il tentativo del governo di permetterne la vendita, gli enti locali devono continuare a insistere perché a questi beni si possa dare una nuova vita attraverso un uso sociale. Il Comune di Modena in questi anni ha fatto moltissimo per sensibilizzare i cittadini su questo e su altri temi della lotta alle mafie. Noi stiamo facendo la nostra parte, mi auguro che il governo faccia la sua”.

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