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02/08/2019

CHIESA DEL VOTO, QUASI CONCLUSO L’INTERVENTO DI RECUPERO

Sopralluogo di sindaco, vescovo e assessore ai Lavori pubblici insieme ai tecnici. Chiesto alla Regione un ulteriore finanziamento per lavori individuati in corso d’opera

Sono saliti sulle impalcature fin quasi alla cupola per verificare di persona lo stato dei lavori di restauro e ripristino con miglioramento sismico della chiesa del Voto, in via Emilia centro a Modena.

Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il vescovo Erio Castellucci e l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Bosi, accompagnati da tecnici, questa mattina, venerdì 2 agosto, hanno infatti effettuato un sopralluogo alla chiesa del Voto dove è in corso l’intervento finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito dei lavori post sisma 2012.

I lavori, che hanno un valore complessivo di 717 mila euro hanno preso il via ad agosto dello scorso anno a cura dell’impresa aggiudicataria Biolchini costruzioni srl di Sestola e sono in via di conclusione. Durante le attività sono però stati individuati problemi di crepe sulla volta e di distacco dell’intonaco sulla cupola che richiedono un intervento aggiuntivo per un importo pari a 100 mila euro, su cui è stato chiesto un ulteriore finanziamento alla Regione.

Già a febbraio di quest’anno sono state ricollocate a decoro della facciata, su nuovi capitelli in pietra, le sette sfere in pietra di Vicenza rimosse in via cautelativa dopo il sisma. La croce in bronzo su quella centrale, che era stata rimossa nel 2009 a causa del distacco di un puntale, sarà conservata all’interno della chiesa come testimonianza storica, mentre esternamente ne è stata inserita una in bronzo dorato di identica forma e patinatura.

Ai lavori prevalentemente di tipo strutturale si sono aggiunti alcuni interventi di finitura e restauro strettamente connessi. L’intervento ha riguardato in particolare la riparazione, la messa in sicurezza e il rafforzamento delle strutture dell’edificio. I danni provocati dal terremoto avevano infatti fortemente ridotto la capacità di resistenza alle azioni sismiche di porzioni della chiesa: murature portanti, archi e volte, meccanismi di ribaltamento delle facciate, timpani frontali e laterali, tamburo, cupola e lanterna, abside, copertura e sfere di facciata.

La chiesa, una delle otto di proprietà del Comune è stata edificata dalla Comunità tra il 1634 e il 1640 come adempimento del voto fatto dai modenesi alla Madonna della Ghiara affinché cessasse la peste del 1630.

Le numerose opere d’arte presenti all’interno (tra queste anche la Pala della Peste di Ludovico Lana in cui, per immagini, si narra la vicenda che portò alla costruzione della Chiesa) durante i lavori sono state spostate o protette mediante pannellature e teli, e, così come nelle altre chiese soggette a ripristino, è prevista l’installazione di un impianto d’antifurto a loro protezione.

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