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16/01/2020

“IN MOTO MIO PADRE INVALIDO”, MA È FALSO: DENUNCIATO

Per evitare la sanzione di divieto di transito fa ricorso attestando una falsità. La Polizia locale scopre l’inganno: per il 50enne sanzione maggiorata e denuncia penale

È transitato a bordo del suo scooterone in corso Duomo senza rispettare il divieto; ma quando, dopo essere stato immortalato dalla telecamera posta a sorveglianza del tratto in questione, gli è stata notificata la sanzione, invece di pagarla, ha presentato ricorso attestando che alla guida non vi era lui in quell’occasione, bensì il padre invalido che quindi rientra tra le categorie in deroga al divieto.

Contattato dalla Polizia locale di Modena, l’anziano tirato in ballo ha però confermato quanto gli operatori sospettavano, che non era e non poteva essere lui alla guida del mezzo. La Polizia giudiziaria del Comando di via Galilei ha quindi denunciato alla Procura il motociclista per tentata truffa.

I fatti risalgono agli scorsi mesi quando il motociclista, provenendo da via Emilia centro, ha percorso corso Duomo per arrivare in corso Canalchiaro. Accertata l’infrazione e verificato che la targa dello scooterone non rientrava tra la white list dei mezzi che derogano al divieto, la Polizia locale ha notificato il verbale d’infrazione. Il destinatario ha però probabilmente pensato di aver trovato un escamotage per evitare la multa e nel ricorso presentato successivamente alla Prefettura ha attestato che alla guida della moto c’era il padre. Essendo invalido, l’anziano è titolare di regolare pass invalidi che, pur non potendo essere esposto sulla moto, gli consente di circolare anche in quel tratto del centro città, al pari di mezzi pubblici, taxi, mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine.

Smascherato dalla Polizia locale il tentato inganno, il figlio motociclista, un cinquantenne residente a Modena, oltre a dover saldare la sanzione (che pagata nei giorni immediatamente successivi la notifica con la riduzione del 30 per cento non avrebbe superato i 50 euro) maggiorata di quanto stabilirà la Prefettura, si trova ora a dover affrontare un procedimento penale in quanto ha prodotto falsa attestazione in atti, ricadendo appunto nella fattispecie della tentata truffa ai sensi dell’articolo 640 del Codice penale.

 

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