17/02/2020

SOGNALIB(E)RO /2 – IL PREMIO HA COINVOLTO 15 CARCERI ITALIANE

Come funziona il premio in due sezioni per i laboratori di lettura e scrittura dei detenuti

La finalità esplicita di “Sognalib(e)ro è promuovere lettura e scrittura nelle carceri come strumento di riabilitazione, dando espressione compiuta all’articolo 27 della Costituzione della Repubblica Italiana: “...le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Di particolare rilievo umano, culturale e sociale, il progetto consiste in un concorso letterario che prevede l'assegnazione di due premi, uno a un'opera letteraria valutata e votata dai detenuti, l'altro a un elaborato prodotto dai detenuti stessi, che potrà, essere pubblicato da Giunti editore.

Per la seconda edizione di Sognalib(e)ro sono stati individuati dal ministero della Giustizia 15 istituti, dove sono attivi laboratori di lettura o di scrittura creativi: la Casa Circondariale di Torino Lorusso e Cotugno, quella di Modena, la Casa di Reclusione di Milano Opera, quelle di Pisa, Brindisi, Verona, Saluzzo, Pescara, Firenze Sollicciano, Napoli Poggioreale, Sassari, Paola, Ravenna; quelle femminili di Roma Rebibbia e Pozzuoli.

Il Premio Sognalib(e)ro si articola in due sezioni. Nella Sezione Narrativa italiana (che comprende anche il Premio BPER Banca), una giuria popolare composta dagli aderenti ai gruppi di lettura degli Istituti attribuisce il premio valutando il migliore di una rosa di tre romanzi. La Giuria è composta da gruppi di detenuti in ogni istituto. Ogni componente doveva esprimere la preferenza attribuendo 3 punti al libro migliore, 2 al secondo e 1 al terzo. Ogni gruppo è seguito da un operatore, che raccolti i voti della giuria (sono stati complessivamente oltre 100 i lettori votanti) li trasmette. Tutti i voti trasmessi riferiti alla medesima opera, sommati, determinano il vincitore. Il premio consiste nell’invio di titoli scelti dall’autore a tutti gli Istituti partecipanti, accrescendo il loro patrimonio librario. Lo scrittore vincitore, inoltre, potrà presentare il proprio libro nelle carceri partecipanti.

Nella sezione Inediti, invece, una giuria di esperti presieduta da Bruno Ventavoli attribuisce il premio a un’opera inedita (romanzo, racconto, poesia) prodotta da detenuti o detenute sul tema “Ho fatto un sogno…”. La giuria sceglie a maggioranza il miglior testo (tra i 62 presentati da 60 autori detenuti) esprimendo la valutazione con un giudizio sintetico. Il premio consiste nella donazione di libri alla biblioteca del carcere dove è recluso il vincitore, da parte della editrice Giunti. Qualora i testi vincitori possiedano le caratteristiche necessarie, saranno pubblicati dalla medesima casa editrice in un’antologia tematica. Il Comune di Modena si riserva ulteriori iniziative di divulgazione dei testi in concorso, come ad esempio pubblicarli con la casa editrice civica digitale il “Dondolo”, diretta da Beppe Cottafavi.

La partecipazione al Premio è stata aperta ai cittadini italiani e stranieri, comunitari ed extracomunitari, senza limiti di età, attualmente detenuti negli istituti penitenziari individuati dal Ministero della Giustizia. A ogni detenuto è stato consentito partecipare a una o a entrambe le sezioni.

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