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21/07/2020

IN VIA NONANTOLANA SI RIGENERA CON NUOVO COMPARTO ERP-ERS

Il Consiglio approva il Piano di recupero di iniziativa pubblica. Al posto dei fabbricati vetusti tipologie abitative più moderne, verde e connessioni ciclopedonali

In via Nonantolana, al posto dei tre vetusti fabbricati di Edilizia residenziale pubblica ai civici 221-255, sorgerà un comparto con 74 alloggi Erp ed Ers in due moderne palazzine e al centro sarà allestito uno spazio destinato a verde pertinenziale, dotato di percorsi ciclopedonali che consentiranno di ricucire le aree tra via Nonantolana, il parco XXII Aprile e la scuola Collodi.

Il Consiglio comunale, nella seduta di lunedì 20 luglio, ha adottato il Piano urbanistico attuativo (Pua) relativo al comparto di via Nonantolana, che dà il via libera al Piano di recupero di iniziativa pubblica dell’area con vincolo di esproprio in variante al Piano operativo comunale. Si sono espressi a favore Pd, Sinistra per Modena, Modena civica, Verdi, M5s e Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia, mentre si è astenuta Lega Modena. Il Piano di recupero, dopo il periodo di pubblicazione previsto per legge, durante il quale verrà anche presentato alla Commissione per la qualità architettonica e paesaggistica per la valutazione dell’inserimento degli interventi previsti nel contesto urbano, paesaggistico e ambientale, tornerà nuovamente in Consiglio per l’approvazione definitiva, insieme alle controdeduzioni alle eventuali osservazioni formulate.

“È evidente – ha affermato l’assessora Anna Maria Vandelli presentando la delibera – l’interesse pubblico legato all’attuazione dell’intervento di riqualificazione e rigenerazione del comparto, a consumo zero di suolo, e all’attuazione di politiche abitative di diverso tipo. Nel comparto le unità abitative saranno destinate per il 35 per cento all’Edilizia residenziale pubblica (Erp) e per il 65 per cento all’Edilizia residenziale sociale (Ers), con l’obiettivo di dare risposta non solo alle famiglie più deboli, ma anche ai cittadini compresi nella cosiddetta ‘fascia grigia’, che pur non rientrando nei limiti di reddito previsti per l’accesso all’Erp, non dispongono comunque delle risorse necessarie per rivolgersi al libero mercato in vendita e affitto”. L’assessora ha inoltre evidenziato come l’intervento si inserisca in una più ampia strategia di riqualificazione urbana della Fascia ferroviaria del Quadrante nord, avviata nel 1998, per ridare dignità urbana e architettonica a una zona in abbandono dopo la dismissione di numerosi comparti produttivi e con aree di edilizia popolare ormai decadenti. “Per il recupero dell’area – ha precisato – si è deciso di procedere con la demolizione degli edifici Erp risalenti agli anni ’40 e con la sostituzione con edifici più moderni, per una migliore vivibilità degli ambienti e della zona. Due dei tre fabbricati sono già stati demoliti e sono in corso di definizione le modalità e le condizioni per il trasferimento immobiliare dei proprietari delle tre unità residenziali private rimaste, al fine di completare le opere di demolizione previste per la rigenerazione del comparto e per mettere in sicurezza l’intera area”.

L’intervento, del valore complessivo di 14 milioni di euro, sarà diviso in due stralci. Nel primo, pari a 5 milioni di euro, è prevista la realizzazione della prima palazzina, con 26 alloggi Erp, e delle dotazioni urbanistiche interne al comparto, nella zona già liberata dopo la demolizione dei primi due fabbricati esistenti. L’intervento sarà finanziato con risorse comunali che provengono dal reinvestimento obbligatorio delle entrate derivanti dalla gestione degli alloggi Erp comunali. Le attività di progettazione, aggiudicazione appalto, affidamento e direzione lavori sono state affidate ad Acer Modena tramite apposita convenzione e il cantiere verrà appaltato entro l’anno. Una volta realizzata la palazzina, sarà sempre Acer a gestire gli alloggi Erp, che entreranno a far parte del patrimonio comunale indisponibile.

Nel secondo stralcio, del valore di 9 milioni di euro, oltre all’acquisizione dei tre alloggi privati da espropriare, è prevista la realizzazione della seconda palazzina, che ospiterà 48 alloggi di Ers, di servizi integrativi all’abitare (spazi comuni di aggregazione sociale aperti ai residenti del comparto ma anche a residenti del Quartiere), delle dotazioni urbanistiche fuori dal comparto, della progettazione del modello di gestione sociale e della sua condivisione. L’intervento, candidato a finanziamenti regionali, sarà diviso in due lotti, uno di iniziativa del Comune e l’altro di Acer, proprietaria di un terzo dell’area. Per la progettazione esecutiva del secondo edificio, l’Amministrazione comunale valuterà inoltre la possibilità di avvalersi dei contributi che scaturiranno da un concorso di architettura per rendere tale intervento un modello di riferimento futuro per questa tipologia edilizia.

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