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23/09/2020

PIT / 2 – DALLA SPAGNA A MODENA PER FIUTARE LA DROGA

La nuova Unità cinofila, composta anche da due agenti conduttori, fa ora parte del Nucleo Problematiche del Territorio della Polizia locale di Modena

Pit (abbreviazione rivisitata di “Peter”, nome con cui è iscritto all’anagrafe canina), il cane da ricerca entrato a far parte dell’Unità cinofila della Polizia locale di Modena, ha circa 14 mesi di età ed è stato acquisito e addestrato da una ditta specializzata che fornisce anche i cani da ricerca alla polizia catalana Mossos de Esquadra. L’addestramento si è svolto quindi in gran parte nel paese d’origine dove gli è stato insegnato a fiutare e trovare un gran numero di sostanze stupefacenti (cocaina, marjuana, eroina, metanfetamine) anche quando ben nascoste. L’iter ha poi subito un rallentamento a causa della pandemia di cui la Spagna ha risentito più a lungo le ripercussioni e la chiusura delle frontiere.

A Modena il pastore belga è arrivato un paio di settimane fa, dopo un viaggio in auto di oltre mille chilometri, accompagnato dagli istruttori spagnoli e qui ha completato l’addestramento con una full immersion, che gli ha consentito anche di affiatarsi con i due agenti conduttori, per essere pienamente operativo in tutte le situazioni richieste. L’addestramento ha previsto una parte pratica con esercizi in scenari operativi reali e una più teorica per fornire ai conduttori conoscenze sull’olfatto canino, la cura del cane e le nozioni di primo soccorso, anche se per Pit in ogni momento e giorno della settimana sarà disponibile un veterinario.

Gli agenti conduttori dell’Unità cinofila sono Monica Patroncini e Rinaldo Brusca. La prima, operatrice da circa vent’anni in servizio alla Polizia locale, con esperienza specifica in materia di stupefacenti e nell’ambito della polizia giudiziaria, “oltre che un innato amore per gli animali e una grande voglia di mettersi in gioco in un progetto innovativo come quello avviato”, spiega l’ispettore capo Luigi Scannapieco, responsabile del Nucleo problematiche del territorio, che dell’altro conduttore, un giovane in servizio da un anno e mezzo che ha esperienza con animali e cani in particolare, aggiunge: “Ha già avuto modo di dimostrare forte senso di responsabilità e attaccamento al dovere, ed è stato scelto anche nella prospettiva di dare continuità al progetto”.  

Nei prossimi giorni sarà quindi possibile vedere l’Unità cinofila al lavoro nei parchi o in altri luoghi pubblici; Pit avrà modo di sperimentare l’attività di ricerca sul territorio dove diventerà di casa, mentre per gli spostamenti ci si servirà della vettura più adatta in dotazione al Corpo, il Range Rover che, appositamente allestito, è ora dedicato all’Unità cinofila.

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