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17/09/2020

SICUREZZA / 2 - IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

Da tutti i gruppi intervenuti la richiesta di aumentare la presenza della Polizia di Stato sul territorio. Ma la Lega abbandona l’aula per protesta

Dopo la trasformazione in interpellanza delle interrogazioni sulla sicurezza, Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha affermato che “nonostante i molti passi compiuti per la riqualificazione urbana e il controllo del territorio e degli esercizi commerciali, i cittadini evidenziano ancora l’insufficienza di azioni efficaci contro il degrado sociale, che è in ascesa”. E contemporaneamente, ha aggiunto, “viene a mancare la solidarietà da parte di chi non si trova il problema proprio sotto casa, anche se abita nella stessa strada”. Il consigliere, quindi, ha chiesto all’amministrazione “di farsi portavoce dell’appello dei cittadini che chiedono la presenza fisica delle forze dell’ordine nelle strade e nelle zone più difficili”.

Secondo Pier Giulio Giacobazzi (Forza Italia), dalle stesse interrogazioni “emerge la somma dei fallimenti delle politiche delle precedenti amministrazioni, e questa non fa eccezione, sia dal punto di vista della sicurezza che dell’immigrazione. I vari ministri di sinistra hanno fatto promesse a cui è seguito il vuoto e intanto la situazione di Modena è precipitata”. Ricordando il posto integrato di polizia “svuotato del suo valore più importante: la Polizia di Stato” e la richiesta di potenziamento dell’organico della polizia rimasta senza risposta e una riqualificazione sociale e urbana che non ha funzionato, lo spaccio, contro il quale “ci vorrebbero almeno un centinaio di cani antidroga”, il consigliere ha definito “desolante” una situazione che “difficilmente le politiche del Pd potranno risolvere”.

Andrea Giordani (M5s) ha definito grave che ci siano zone della città sostanzialmente “off limits”: “Servono azioni mirate, soprattutto nelle zone in cui la delinquenza è fissa”. Il consigliere si è detto d’accordo sul presidio mobile ricordando, però, “che all’RNord ce n’è già uno che è aperto solo di giorno, quando la situazione è vivibile, e non di notte, quando invece servirebbe”.

Per Lega Modena, il capogruppo Alberto Bosi ha detto che lo smantellamento, di fatto, del posto integrato di Polizia “è l’emblema del mancato rispetto del patto per Modena sicura e il ministero dell’Interno è responsabile della violazione degli impegni assunti perché non ha garantito gli uomini per farlo funzionare, lasciando un vuoto nella parte più importante della città, il centro storico che è anche il biglietto da visita per i turisti”. Per Stefano Prampolini il problema della delinquenza deriva “da un’immigrazione incontrollata e insostenibile sia socialmente che economicamente. Le politiche buoniste della sinistra hanno portato anche a Modena una criminalità predatoria e i rimedi adottati dall’amministrazione non fanno che spostarla da una strada a quella vicina mentre le forze dell’ordine sono sempre più inermi. È ora di smettere – ha concluso – di ubriacare di diritti chi delinque e di cominciare a pensare ai modenesi onesti”. Citando “episodi gravi di criminalità commessi negli ultimi mesi nei quali sono stati utilizzati coltelli”, Giovanni Bertoldi ha detto che “quando spuntano le armi la repressione deve elevarsi di livello e dobbiamo chiedere alle forze dell’ordine informazioni specifiche su quanto accade in città. Se la delinquenza aumenta nonostante le azioni intraprese, è evidente che bisogna cambiare approccio”. Per Antonio Baldini “manca una politica organica in materia di sicurezza e si ricorre a provvedimenti spot come reazione a episodi gravi che scuotono l’opinione pubblica”. Il consigliere ha citato come esempio la convenzione con Fare ambiente per il presidio del parco Novi Sad: “Un’attività meritoria ma non certo un presidio di sicurezza”.

Sul progetto di Fare ambiente è intervenuta anche Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) sottolineando che “non bisogna mescolare i piani: il controllo ambientale affidato a volontari che non hanno poteri di intervento con il presidio reale di zone a rischio, che infatti continuano a restare tali nonostante quanto fatto finora. Il progetto è bello ma prima bisogna togliere di lì spaccio e delinquenza, sono quelli i problemi, e l’unico modo sono i presidi fissi delle forze dell’ordine”.

Nella replica il consigliere Carpentieri è ritornato sulla richiesta al governo di elevare in fascia A la Questura di Modena, “un tema su cui siamo tutti d’accordo”. Il consigliere ha quindi chiesto al Consiglio comunale di essere unito “nel dare un mandato forte al sindaco sulla maggiore presenza dello Stato sul territorio”.

In chiusura del dibattito, il sindaco, rivolgendosi alle opposizioni, ha chiesto “rispetto per tutte le Forze dell’ordine che lavorano con grande impegno, compresa la Polizia locale”. Affermazione che ha provocato la protesta del gruppo Lega Modena e il conseguente abbandono dell’aula, mentre il sindaco ha proseguito il suo intervento sottolineando che il rispetto deve essere dovuto a tutti i cittadini “italiani o stranieri che siano, un linguaggio che crea divisioni solo sulla base dell’etnia di appartenenza è pericoloso per la tenuta della nostra comunità: Stiamo lavorando per cambiare quella zona della città – ha concluso – e le cose stanno accadendo, poi si può decidere di non volerle vedere”.    

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