04/10/2021

TRAGITTO CASA-SCUOLA SICURO E SOSTENIBILE, OK A DUE ODG

Il Consiglio comunale approva gli ordini del giorno presentati da Manenti (M5s) e da Moretti (Lega Modena) per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità dolce

Rendere sicuro e sostenibile il tragitto casa-scuola dei ragazzi potenziando il trasporto pubblico scolastico ma anche incentivando la mobilità dolce a partire dalle piste ciclabili, da mettere in sicurezza, dall’allargamento delle zone 30, delle zone quiete, e della Ztl temporanea intorno alle scuole, fino a iniziative come il pedibus.

È questo il contenuto dei due ordini del giorno, presentati dal Movimento 5 stelle, con la sottoscrizione anche di Pd e Sinistra per Modena, e da Lega Modena, che sono stati approvati dal Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 30 settembre, con il voto a favore di tutti i gruppi, tranne Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia che si è astenuto.

Presentato da Enrica Manenti, l’ordine del giorno del M5s invita la giunta a prestare la massima attenzione al problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici, ponendo il problema in tutti i tavoli dedicati e presso tutti i soggetti interessati, “in modo che il trasporto pubblico locale, e in particolare quello scolastico, siano potenziati e adattati il più possibile alle esigenze già individuate e prevedibili”. Il documento invita, inoltre, ad accelerare e potenziare i provvedimenti e le azioni che possano facilitare l’utilizzo di modalità sostenibili nei tragitti quotidiani di bambini, ragazzi e genitori come il bike to school, il potenziamento e la messa in sicurezza delle piste ciclabili, la creazione di depositi protetti per bici, l’allargamento delle zone 30, delle zone quiete, della Ztl temporanea intorno alle scuole, la diffusione del pedibus. “Tornare all’auto sarebbe una sconfitta, nonostante la complessità della situazione creata dalla pandemia”.

L’ordine del giorno di Lega Modena, illustrato da Barbara Moretti, invita l’amministrazione a “verificare lo stato di criticità e di sicurezza dei percorsi ciclopedonali, in particolare verso le scuole, elaborando soluzioni, anche attraverso il coinvolgimento di genitori e studenti, per migliorare la situazione esistente”. Chiede, inoltre, di sollecitare gli organismi politici e tecnici deputati al finanziamento e all’organizzazione del Tpl, e in particolare quello scolastico, a elaborare forme, “con o senza l’aumento dei bus, capaci di evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici in ambito urbano”.

Aprendo il dibattito Lucia Connola (Pd) ha ricordato i tanti interventi già effettuati per la mobilità ciclabile, affermando che “c’è bisogno di rendere più attrattiva la mobilità lenta, risolvendo tutti i problemi di sicurezza, ma anche di una campagna culturale di educazione alla mobilità sostenibile, “perché i cambiamenti vengono accettati più facilmente se sono condivisi”. Federica Di Padova ha sottolineato che “insegnare ai bimbi ad andare a scuola in modo sostenibile non solo ha effetti positivi su salute e ambiente ma è anche profondamente pedagogico perché aiuta a essere responsabili e autonomi”. Sul Tpl, la consigliera ha detto che “non siamo all’anno zero: le corse mattutine sono state raddoppiate su tutte le linee. Non basta, ma la questione non si risolve con le critiche”.

Quello del trasporto pubblico locale per Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) è “un problema urgente e che peggiorerà, visto l’aumento degli studenti e la gratuità degli abbonamenti, che è una bella misura propagandistica adottata senza avere i mezzi necessari per sostenerla”. La consigliera ha motivato l’astensione affermando che le mozioni “sono troppo all’acqua di rose, mentre il problema è serio ed esige provvedimenti importanti. Nell’emergenza – ha detto – mandiamo la gente in auto, poi, quando avremo risolto i problemi del Tpl, torneremo a promuoverlo”.

Per Camilla Scarpa (Sinistra per Modena), un trasporto pubblico efficace significa anche “maggiore autonomia per i ragazzi. Una mobilità sostenibile efficace permette di evitare il ricorso all’auto”. La consigliera ha chiesto, quindi, di fare “tutto il possibile per migliorare la situazione almeno negli orari di punta e nelle tratte più affollate: un servizio efficace e sicuro riduce anche le differenze tra chi può permettersi di andare a scuola con l’auto dei genitori e chi non può”.

Giovanni Silingardi (M5s) ha affermato che un problema educativo “sono anche le auto parcheggiate in quarta o quinta fila. Oppure il fatto che quasi tutti i tragitti sono al di sotto dei due chilometri e quindi si potrebbero percorrere a piedi o in bici”. Valorizzare il Tpl, secondo il consigliere, ha effetto non solo sulla qualità dell’aria ma anche “sulle disuguaglianze: rendendo più efficiente il Tpl noi agiamo per ridurle. Bene i fondi in arrivo ma ci devono essere anche azioni singole, che l’amministrazione deve sostenere, per cambiare le abitudini di spostamento”.

Per Europa verde-Verdi, Paola Aime si è chiesta quanto tempo ci vorrà “per il cambio di un paradigma culturale, in modo che il Tpl non sia visto solo come mezzo per alcune categorie di persone. Dobbiamo lavorare su diversi fronti e in sinergia se vogliamo fare un balzo in avanti che è necessario”.

Azioni sul documento