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Freddo, attivo il piano di accoglienza invernale

Con l’arrivo della stagione fredda a Modena si attiva il “Piano per l’accoglienza invernale rivolto alle persone in difficoltà”
Freddo, attivo il piano di accoglienza invernale

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

Dal 15 novembre i volontari dell’Unità di strada iniziano le uscite serali per monitorare la presenza di senza tetto in strada e nei luoghi dove è più facile trovarli, al fine di portare generi di conforto, come coperte e cibo, e indirizzarli verso i servizi socio sanitari attivi 12 mesi l’anno. I volontari, appartenenti ad associazioni che collaborano al Piano di accoglienza invernale, usciranno tutte le sere fino a marzo, in piccole squadre, su un percorso rodato, ma sempre pronti a inserire nuove tappe in base a eventuali segnalazioni.

Intanto, insieme a Sert e ai Pronto soccorso dei due ospedali cittadini, si stanno mettendo a punto le linee operative per rendere l'accoglienza ancor più funzionale e rispondente alle esigenze. Si è infatti conclusa la raccolta delle manifestazioni di interesse a gestire e co-progettare, insieme al settore Servizi sociali del Comune e ai servizi sanitari, l’accoglienza invernale secondo le modalità già sperimentate lo scorso anno e previste dalle linee guida approvate dalla Giunta. A breve si procederà quindi con l’aggiudicazione dei servizi di accoglienza di tipo A (accoglienza notturna temporanea in situazioni di emergenza freddo, per garantire a persone senza dimora la risposta a un bisogno primario); di tipo B (accoglienza con valenza educativa e un’attività di accompagnamento a percorsi di inclusione sociale, rivolta a persone radicate sul territorio) e di tipo C (rivolta a persone senza fissa dimora con dipendenze da stupefacenti o alcol).

Le associazioni di volontariato che svolgono attività di monitoraggio serale sono otto: Gruppo Comunale Protezione Civile, Agesci, AVS, Croce Blu, Croce Rossa, Fratres Mutinae, Porta Aperta, Vivere sicuri.

Le uscite si svolgono indicativamente dalle 22 a oltre la mezzanotte, prevalentemente nelle zone della stazione ferroviaria, di San Cataldo e in alcune aree del centro storico; tra le zone monitorate potranno inoltre essere inseriti altri luoghi in cui venga segnalata la presenza di persone senza fissa dimora.

I volontari distribuiscono generi di conforto come bevande calde, coperte e alimenti e, al tempo stesso, offrono occasioni di ascolto e dialogo con i senza fissa dimora per promuovere la volontà di uscire da questa condizione, la fiducia in se stessi, il desiderio di partecipare alla vita sociale.

Unità di strada
I volontari sono supportati da un’Unità di strada di professionisti che lavora in modo continuativo durante tutto l’anno per contattare i senza fissa dimora, favorire l’accesso ai servizi, intercettare i bisogni di persone particolarmente vulnerabili che vivono in condizioni di marginalità e supportarle nel superamento della condizione di homeless. L’Unità di strada dovrà anche monitorare il territorio e raccogliere una mappatura dei disagi per consolidare e sperimentare misure di sostegno.
L'Unità è composta da operatori professionali con esperienza nei servizi a bassa soglia, rivolti cioè ad adulti in situazione di estrema difficoltà. Escono in giorni e fasce orarie diversificate recandosi nelle zone della città tradizionalmente critiche, ma anche in altri luoghi per intercettare diversi tipi di utenza. Dispongono di un veicolo, in modo da potere, se necessario, provvedere anche con immediatezza a collocare presso le strutture convenzionate le persone che ne hanno bisogno e sono reperibili anche negli orari di chiusura degli uffici.