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Comunità residenziali per minori

La direttiva di Giunta Regionale n. 1904/2012 disciplina le diverse tipologie di strutture di accoglienza per minori.

Le principale tipologie di strutture che accolgono i minori possono essere così sintetizzate:

  • La  Comunità Familiare è un servizio residenziale che accoglie temporaneamente il minore qualora il nucleo familiare sia impossibilitato o incapace di assolvere il proprio compito. E’ caratterizzata dalla convivenza continuativa e stabile di almeno due adulti, preferibilmente una coppia con figli o un uomo ed una donna, adeguatamente preparati, che offrono ai ragazzi un rapporto di tipo genitoriale sereno, rassicurante e personalizzato e un ambiente familiare sostitutivo.
  • La Comunità Educativa è un servizio residenziale che accoglie temporaneamente il minore qualora il nucleo familiare sia impossibilitato o incapace di assolvere il proprio compito. Offre ai minori un contesto educativo di sostegno nella gestione giornaliera dei vari aspetti della vita ed è vissuta come luogo di socializzazione con tempi e modalità simili allo stile familiare. L’obiettivo primario è il benessere fisico, psichico e sociale del minore ponendo al centro dell’intervento educativo la relazione come stimolo alla scoperta e allo sviluppo delle potenzialità individuali verso un percorso di autonomia.
  • La comunità di alta autonomia offre una soluzione abitativa e la referenzialità educativa per portare a compimento il processo di integrazione sociale e di autonomizzazione personale di ragazzi anche in esito a percorsi migratori e provenienti da strutture di pronta accoglienza. La comunità accoglie solo ragazzi con accentuato livello di autonomia, maturità e responsabilità, offre una collocazione abitativa comunitaria, e un impegno degli educatori maggiormente focalizzato sul percorso esterno di inserimento lavorativo e formativo e di sviluppo relazionale.

L'inserimento in comunità residenziale  è  attuato dal Servizio Sociale, in presenza di un provvedimento del Tribunale dei Minori di collocamento extra-familiare, quando la situazione familiare risulta altamente pregiudizievole per la crescita del minore e non sia possibile un affido familiare.

Il Comune di Modena ha attive convenzioni e contratti con i diversi enti gestori ( cooperative sociali, case famiglie, associazioni e istituti religiosi) per l’inserimento di minori in comunità.


Destinatari

Minori in situazione di pregiudizio.


Modalità d'accesso

Tramite progetto quadro redatto dell’assistente sociale e dello psicologo che seguono su mandato della magistratura la situazione del minore.


Dove rivolgersi

Poli sociali territoriali

Data dell'ultimo aggiornamento:
23/11/2015