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William Guerrieri, Il Villaggio / The Village
Una ricerca fotografica sul Villaggio Artigiano di Modena


presso West Village Gallery
Via De' Gavasseti 241 – Villaggio Artigiano
dal 28 novembre al 18 dicembre 2008
e dall'11 al 29 gennaio 2010
dal lunedì al venerdì: 10-12,30; 15-18,30

In occasione della quinta edizione del Festival dell'Architettura sulla Comunità, la Biblioteca Poletti ha commissionato a William Guerrieri un'indagine fotografica sul Villaggio Artigiano di Modena che si è tradotta nella mostra attualmente in corso presso la West Village Gallery di Via De' Gavasseti.
La mostra è rientrata nel programma di iniziative Villaggio Artigiano, ieri oggi, domani, organizzate dalla Biblioteca Poletti e dal Laboratorio della Città in collaborazione con West Village Gallery, Officina Emilia e Ruggeri Modena.
Successivamente all'esposizione i materiali fotografici verranno conservati presso la Biblioteca Poletti.

Catalogo edito da Linea di confine.

«Concepito nel 1949 per volontà del sindaco Alfeo Corassori, il Villaggio artigiano di Modena Ovest ha rappresentato per oltre mezzo secolo l’ideale di una polis produttiva basata sull’etica del lavoro, sulla cooperazione, su un’idea pragmatica di buon governo e di equità sociale.
Alle distruzioni urbane causate dal conflitto, alla crisi occupazionale dell’immediato dopoguerra e al conflitto sociale che ne derivò, l’amministrazione della città rispose con la creazione di un insediamento artigianale che nel corso di pochi anni vide sorgere 74 piccole imprese. Al modello lecorbusieriano di città razionalista basato sulla separazione delle funzioni e dei traffici, la città contrappose il modello di una piccola città organica, in grado di riconnettere il lavoro, l’abitare, l’istruzione e i servizi di base in una struttura coerente della vita quotidiana.
Oggi il Villaggio artigiano è il frammento di una città che nel corso di sessant’anni ha quasi raddoppiato la sua popolazione, cancellando molte delle tracce storiche, culturali e sociali del proprio passato.
Il Villaggio di William Guerrieri non è solo il catalogo archeologico di una città fordista o un percorso analitico nel paesaggio ordinario della post-modernità, ma è anche una riflessione dialettica sul ruolo del vedere e delle immagini nella costruzione di un immaginario collettivo. Pagina dopo pagina, con la chiarezza disarmante del linguaggio documentario, queste fotografie ci restituiscono le specifiche fattezze di un luogo ove la creatività empirica del costruire e del decorare ha generato nel tempo forme mutanti, derivate in egual misura dalla tradizione rurale e da quella urbana.
Questa peregrinazione visiva nel Villaggio artigiano occupa soprattutto la prima e l’ultima parte della sequenza del catalogo e della mostra; quella centrale è dedicata in gran parte al contropaesaggio degli interni, agli ambienti della produzione e dell’amministrazione nei quali sono più evidenti le tracce di una pratica ibrida tra il lavorare e l’abitare. Qui l’attenzione non è rivolta tanto alle macchine, agli operai o ai grandi spazi che hanno nutrito per un secolo l’estetica fotografica della modernità industriale, ma si concentra soprattutto sulle pareti che delimitano, schermano e diventano supporto per ulteriori immagini. Esiste un inconscio estetico che trasforma ogni cosa in una esposizione privata, sino a trasformare una nicchia o una mensola in un altare, un memoriale, un reliquiario laico...».

(Dal testo di presentazione del catalogo di Antonello Frongia).

William Guerrieri è nato nel 1952 a Rubiera e vive a Modena.
È autore e coordinatore del progetto d'indagine Linea di Confine.
Dal 1991 si è dedicato ad una metodica rilevazione di interni di edifici pubblici, intesi come spazi dall'identità incerta.
Dal 1995 ha lavorato sull'incertezza dell'identità sociale, utilizzando fotografie anonime e d'archivio, unendo questa ricerca all'indagine sugli spazi e gli interni dell'architettura moderna e contemporanea.

Ha partecipato a numerose indagini pubbliche e a mostre collettive, fra le quali:
Venezia-Marghera. (Biennale d'Arte di Venezia), Venezia (1997);
Fotografia italiana per una collezione. Sandretto Re Rebaudengo, Torino (1997);
Luoghi come paesaggi, Galleria degli Uffizi, Firenze (2000);
Le Bati et le Vivant, Galleria Madga Denysz, Parigi (2002);
Atlante 03, MAXXI, Roma, (2003);
Sguardi contemporanei. 50 anni di architettura italiana, (DARC/Biennale d'architettura di Venezia), Venezia (2004);
Luoghi della cura, Chiesa San Paolo, Modena (2005);
Trans-Emilia, Fotomuseum Winterthur, Winterthur (CH); SK Stiftung Kultur, Köln (2006), Siti Unesco Italia, Roma, Biblioteca Nazionale/Monza, Villa Reale (2007/2009).

Ha pubblicato:
Oggi nessun può dirsi neutrale, Ar/Ge Kunst Edizioni, Bolzano (1998);
Opposition, Galleria Arti Assortite, Torino (1999);
Zona 16, Open Space, Milano (1999);
Where It Was. Linea di Confine (2006).


Info
Biblioteca Poletti, Palazzo dei Musei - viale Vittorio Veneto, 5 tel. 059 203 3372
Ingresso libero
Lunedì 14.30-19.00
Da martedì a venerdì 8.30-13.00 / 14.30-19.00
Sabato 8.30-13.00