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Francesca
giovedì 20 novembre 2008, Quarto giorno di cantiere: si entra!
Stamattina, ore 8.00, abbiamo varcato la soglia della nuova biblioteca.
Da oggi è come se ce ne fossimo veramente appropriati.
Non so i miei cari colleghi, ma la sensazione che ho avuto io potrebbe essere paragonata a quella di un corridore che dopo km di corsa varca il traguardo.
Infatti ieri ci era stato vietato mettere anche solo la testa nella nuova sede, era il giorno del montaggio degli arredi e scaffali, i montatori non volevano nessuno in giro.
Oggi invece è il turno di noi bibliotecari, tutti dentro a cominciare a rimettere i libri sugli scaffali. Si respira davvero l’aria di un cantiere, in tutti i sensi: sia perché in contemporanea a noi continuano a lavorare i montatori e gli operai, sia perché più poeticamente le cose stanno tornando al loro posto, è come se stesse riprendendo forma la Crocetta di sempre anche se con una nuova veste. Davvero bella!
Vi assicuro lavoro faticoso, ma ne vale la pena… e per fortuna che in questi giorni vengono a darci una mano colleghe di altre biblioteche e Anna, la preziosa signora “Incredibile Tuttofare” come l’ha definita Fabiano.
Bene, pausa pranzo finita, sono le 14.15, dopo un pranzo veloce (ma pur sempre preparato dalla mia mamma), raggiungo i miei colleghi al cantiere, ci aspetta un altro pomeriggio di svuotamento di casse e riordino di libri sugli scaffali.
Avanti così!
B enedetta
mercoledì 19 novembre 2008, Terzo giorno di cantiere: Higitus Figitus!
Avete presente quel coso con unimpugnatura su un lato e un rotolo di scotch dallaltro? Sì, proprio quello per applicare-bloccare-tagliare il nastro
adesivo che avete sempre invidiato ai magazzinieri! Ebbene, finalmente ho
potuto usarlo anchio, eccome se lho usato! Abbiamo riciclato più di duecento
cartoni che erano serviti per la ristrutturazione della Delfini (se non lavete
ancora capito, qui non si spreca mai nulla) e come niente fosse, in meno di 40
ore uomo, abbiamo imballato quasi tutti i libri.
Resta meno di metà del patrimonio ragazzi, ma si ricongiungerà entro domani al
resto quando, armati di piumino da spolvero, inaugureremo i nuovi scaffali,
letteralmente appena sdoganati e consegnati.
La nota divertente, una tra le tante: mentre noi inscatoliamo i libri (Oketi
Poketi!) attorno a noi squadre di fabbri ed elettricisti lavorano alacremente
alla sistemazione dell'intero stabile della Vecchia Crocetta
Porte, citofoni,
impianto d'allarme.
Come dire? Meglio per chi resta e soprattutto, meglio tardi che mai
P.s. Abbiamo brindato al trasloco in cinque con una bottiglia di prosecco da 33 cl. Dite che se qualcuno lo scopre rischiamo sanzioni disciplinari per bagordi sul luogo di lavoro? Per sicurezza nasconderò il vuoto.
Fabiano
martedì 18 novembre 2008, Secondo giorno di cantiere: di chi è la biblioteca
Secondo giorno di cantiere, speso tutto a preparare i libri per i facchini: essendo in ritardo gli scaffali, che verranno montati in teoria domani, abbiamo dovuto procurarci molti più cartoni del previsto e riempirli tutti subito, in modo da poterli far portare alla Crocetta nuova tutti insieme giovedì. Questo ha avuto un risvolto positivo: mi sono fatto un giro nel famoso «deposito San Paolo» che da tre anni sentivo nominare e mai avevo visto. In pratica è la vecchia scuola elementare che affaccia sul cortile di via Caselle (avete presente i Cortili, d'estate?) Dentro ora ci sono solo scatoloni pieni di libri o scatoloni vuoti e schiacciati. Di questi abbiamo fatto un bel carico (200) e domattina li riempiremo di quel che resta sui nostri scaffali. Faticoso, sì, ma divertente. (Sarà perché Francesca e Benedetta hanno sbancalato più di me? Giuro che hanno insistito loro...)
L'unico dispiacere della giornata è stato un commento un po' così di una persona del cantiere - una brava persona, ci mancherebbe, ma mica tanto brava a commentare. Non so esattamente come ci siamo arrivati, ma a un certo punto, sarò stato troppo entusiasta o troppo eccitato mentre spiegavo qualcosa?, mi ha detto ridendo: «Calmati, calmati. Non è mica tua, la biblioteca». Il che, quando sono due anni che prepariamo il trasloco e due mesi che in sostanza non pensiamo ad altro (a volte anche fuori orario, come adesso che scrivo questo blog), un po' ti lascia secco. Non è mica mia, la biblioteca. Certo, è vero. È del Comune. È dei lettori. Non è mica mia, ci mancherebbe. Però. Però, avrei voluto rispondere a quella persona (che rapidamente si è allontanata, per cui niente risposta), però anche io sono il Comune. Anche io sono un lettore. E in più rispetto a chiunque altro nel Comune, e a qualunque altro lettore, io sono anche il bibliotecario di questa biblioteca, insieme a Francesca e a Benedetta (e sotto l'ombrello protettivo del grande Walt) sono io che la faccio girare. Se gira bene, è anche merito mio. Se gira male, è anche colpa mia (Walt direbbe «soprattutto», ma Walt è un simpatico burlone, nonché il Capo, che ha sempre ragione). La biblioteca non sarà mia, ma la responsabilità, in buona parte, sì. Diceva Calvino, lo scrittore non il teologo, che l'inferno è dappertutto, è tutto intorno, e alla fine non è che ci si può fare granché, dati i mezzi esigui: nell'inferno ci siamo e ci restiamo, e dobbiamo imparare a viverci. Però c'è una cosa che si può fare, se si ha la buona volontà (e si è coinvolti con un po' di responsabilità): trovare, nell'inferno, un luogo che inferno non sia, e curarlo, e farlo durare. Per cui scusate la retorica, e scusate quell'eccesso di entusiasmo o iper-sensibilità che a certuni, certe volte, sembrerà gradasseria - ma a noi, qui, per piccola che sia, Crocetta sembra proprio quel luogo, un luogo che nell'inferno non è un inferno, una radura di luce, una bella via. Tenerla aperta e pulita come meglio si può è una missione, ma è anche un piacere. Non pensiamo che sia nostra, no Ma fare come se lo fosse aiuta a renderla migliore, aiuta a renderla di tutti. E chi vuol esser lieto sia.
Fabiano
lunedì 17 novembre 2008, Primo giorno di cantiere: i confini della realtà
Giornata intensissima: in Crocetta alle otto, i facchini iniziano a smontare tutto, noi ficchiamo quanti più libri si può nelle casse di plastica per liberare gli scaffali che terremo nel deposito della nuova Crocetta. In mezzo c'è da fare un doppio controllo di inventari e destinazioni di ogni arredo (seggioline a Villaggio Giardino, divanetti a Modena Est, un paio di scaffali a Rotona) e soprattutto dirigere il traffico dei facchini, che sono una squadra paurosa capace di svuotare il nostro ufficio in mezz'ora (e noi tre anni per riempirlo!)
La parte eccitante, naturalmente, è mettere finalmente piede ufficiale nella nuova biblioteca, che ormai sembra proprio una biblioteca (ricordatemi di chiedere a Walter, il nostro Capo, un paio di post con le primissime foto del cantiere: come la Luna e la foresta amazzonica...) Il deposito nuovo, miracolosamente, contiene tutto quello che doveva contenere sulla carta, mentre gli elettricisti, ancora più miracolosamente, si sono ricordati tutte i dettagli che gli avevamo chiesto (cose tipo: si può spostare il citofono di trenta centimetri a destra? si può tirare questo cavo verso destra anziché verso sinistra? cose che sembrano gnocche ma poi le maledici per trent'anni...)
La giornata, una lunghissima giornata di riempi quella cassa e mezz'ora dopo svuota quella stessa cassa, finisce con una dimostrazione di efficienza che scalda il cuore, altroché l'amaro della pubblicità: quando cala la sera - e non vi immaginate com'è bella l'insegna luminosa all'esterno - ci accorgiamo con terrore che l'ingresso della biblioteca, per così dire la presentazione ufficiale dell'edificio, è buia da morire, la parte più buia del palazzo, se non del quartiere. Io allora chiamo Walter (il Capo) e gli spiego la cosa, lui conviene che si dovrà fare un sopralluogo con chi di dovere, ma appena metto giù il telefono noto che gli elettricisti stanno confabulando con un signore serio che è tutto il giorno che bazzica il cantiere annuendo con gravità ma senza dire una parola. Mi avvicino, tendo l'orecchio: parlano delle luci dell'ingresso. Hanno sentito la conversazione e sono già operativi, non ci posso credere! Quando poi il signore serio (in effeti il responsabile del cantiere) tira fuori il cellulare e chiama un magazzino per ordinare le luci mancanti, ho decisamente l'impressione di aver attraversato in qualche momento i Confini della Realtà. E be', vi dirò: non si sta mica male, da questa parte.
Fabiano
sabato 15 novembre 2008, Un decimo della mia vita
A costo di sembrare irriducibili ottimisti, stamattina ci siamo trovati tutti e tre - io Francesca e Benny - a Crocetta, decisi a inscatolare tutto e sgombrare tutto e inventariare tutto e sigillare tutto tassativamente entro le 12.30. Ci siamo riusciti? chiederete voi. No - sospiro - non ci siamo riusciti. Alla fine l'orologio diceva 12.50. Maledetti venti minuti.
Per il resto, anche grazie alla nostra Incredibile Tuttofare Anna (la signora settantenne che regolarmente una volta a settimana dà dure lezioni al mio orgoglio di Grande Lavoratore), quando abbiamo timbrato per l'ultima volta nella vecchia Crocetta, in tutta la biblioteca non c'era nulla, e dico nulla, al di fuori dei libri sui ripiani. Quelli, ci hanno spiegato, è meglio ficcarli in cassette di plastica aperte a partire da lunedì, così i facchini li porteranno nella Crocetta nuova, duecento metri più in là, e neanche mezz'ora dopo saranno già sui nuovi arredi. Sempre che arrivino.
Sì, perché in tutte le organizzazioni c'è qualcosa che sfugge, e in questo caso di perfetta preparazione lungamente pianificata non avevamo calcolato - ahi l'umana vanità - le segrete vie della Dogana: i nostri scaffali sono fermi alla frontiera, e invece di lunedì arriveranno mercoledì. Ma noi non ci preoccupiamo, e non vogliamo nemmeno sapere cosa contenevano gli imballi di sedie e poltrone per attirare l'attenzione dei cani-lupo: noi intanto abbiamo il bancone nuovo del prestito, e la Soglia della Zona Bimbi, e di cotantà beltà già ci beiamo.
Ora però c'è l'ultimo rito: chiudere nell'ultima scatola il pc del prestito, dopodiché brinderemo con un prosecchino rinvenuto durante il trasloco in un meandro del nostro antico frigorifero. E se non dovesse fare più le bollicine, e se non fosse più minimamente alcolico, che importa? La lacrima ci spunterà lo stesso, salutando i nostri oblò incrostati dagli anni. Addio Crocetta bella, non pensare che non ci mancherai. Addio corridoio rosso Shining, persino con te condividiamo bei ricordi. Addio palazzo verde, tremenda prova a carico della legge 180; addio alberi antichi che una volta tentaste di centrare la mia Clio. Addio, addio, addio. Questi tre anni, questo decimo della mia vita, sono stati uno sfolgorio.
Fabiano
venerdì 14 novembre 2008, Meno uno, e saluti ai pupi
Meno un giorno alla chiusura, e che giorno trafelato! Stamattina prova generale della nuova iniziativa in lingua inglese che proporremo alle scuole medie per almeno un paio d'anni. Si tratta di un'attività mista che inizia con un racconto in inglese fatto dai nostri collaboratori madrelingua e prosegue con una serie di esercizi affidati ai ragazzini - comprensione scritta, uso del dizionario, comprensione orale - per poi chiudersi in baracca totale con un gioco di ruolo in cui si lanciano i dadi e si calcolano i punteggi, sì, ma in inglese. Per bizzarro che possa suonare, si è scoperto negli anni che questo metodo ludico-interattivo (Dio, sembro Crepet) funziona e pure tanto: i ragazzi stanno immersi per un paio d'ore in una lingua straniera, prendono confidenza con la biblioteca e si fanno pure due risate. La perfezione, no?
Stamattina, però, era l'ultima iniziativa di sempre nella vecchia Crocetta, e deve essere venuta così bene per questo, perché con tutti i suoi difetti la sede attuale è stata una casa per parecchi anni (tre per me, trenta per il Servizio biblioteche) e insomma, saremo sentimentali ma quando gli ultimi studenti sono usciti da quella parte un piccolo brivido l'ho provato. Del resto chi è venuto a trovarci questa settimana mi ha visto guardare con occhi umidi persino il soffitto azzurro chiazzato e quegli orrendi oblò vasistas che ci hanno spacciato tanto a lungo per finestre.
È che ci abbiamo lavorato tanto, a questa Crocetta, e proprio quando ormai era carina (bella no, carina) la lasciamo. Chissà se ci lasceranno tornare di quando in quando a salutarla? Magari potrei spacciarmi per il tecnico degli oblò. Dopotutto, come si sbloccano, le mille volte che per un motivo o l'altro si bloccheranno, lo so soltanto io.
Fabiano
giovedì 13 novembre 2008, Meno due, un altro pianeta
Meno due, ed è iniziata l'asta per i nostri arredi, che confluiranno in mille posti diversi continuando a vivere una vita piena e soddisfacente al servizio del Comune: tavoli e sedie al My Net Garage che inaugura sabato, gli scaffali d'acciaio in diversi punti lettura, quelli in legno chiaro probabilmente a Rotonda, i tavolini per i bimbi a Villaggio Giardino e così via.
Il fatto è che la nuova Crocetta avrà tutti arredi nuovi, fatta eccezione per le zone non accessibili al pubblico come il magazzino e soprattutto i Terrificanti Sotterranei (roba da Blair Witch, se avete presente). E sinceramente era il caso: una struttura così bella con i nostri mobili, gloriosi ma sbattutini, avrebbe sfigurato. Oggi, per dire, in cantiere ci hanno montato il bancone del prestito e parte della sezione 0-6 anni, e sinceramente, non perché poi ci andrò a lavorare o cose del genere, ma sono davvero stupendi. Forse il bancone spancia un po' di lato, ma se avete presente quello che avevamo finora... be', altro che gli indiani sulla luna: siamo davvero su un altro pianeta.
Fabiano
mercoledì 12 novembre 2008, Meno tre, e il tempo vola
Meno tre, e tirando fuori tutte le carte da tutti i cassetti oggi ho trovato un documento eccezionale che testimonia ormai da quanto stiamo dietro a questo trasloco: il 4 aprile 2006, due anni e mezzo fa signori, andai a Barcellona per la prima volta, e come ogni prima volta a Barcellona spedii a casa (in biblioteca) una cartolina della Sagrada Familia in tutta la sua maestosità. Be', sul retro della cartolina il messaggio dice «E se la facessimo così, la nuova Cruzeda?»
Domani intanto ci portano il nuovo bancone, un pezzo un po' delicato, visto che come l'avevamo disegnato noi era, come dire?, troppo da bibliotecari, e la ditta dell'appalto l'ha rifatto diverso, oggettivamente più bello, ma comunque diverso. Riusciranno i nostri eroi a farci stare tutta questa tonnellata di materiali che stanno inscatolando ormai da una settimana? Lo scoprirete nelle prossime puntate...
Francesca
martedì 11 novembre 2008, Meno Quattro...
Fabiano ieri mattina mi aveva avvisato: non spaventarti se, entrando in biblioteca, vedrai cambiamenti, spazi vuoti, cose inscatolate...
In effetti da ieri si cominciano a vedere i primi segni “tangibili”, “fisici” dell'imminente trasloco: gli espositori bancarella chiusi e ripiegati su se stessi con a fianco gli scatoloni contenenti i libri; il pannello delle chiavi e i mobili dietro al bancone del prestito praticamente vuoti, restano solo le cose strettamente necessarie al lavoro di front-office; e poi l'ufficio, che gli utenti non vedono, ma che via via sta perdendo il suo aspetto di “refugium peccatorum”, ambiente dove nel tempo abbiamo appoggiato comodamente qualsiasi cosa senza doverci preoccupare che potesse creare fastidio agli utenti e sta invece assumendo il ruolo di stanza in cui riunire tutti gli scatoloni, ordinati e numerati, pronti per il trasloco.
Eh sì, perchè da questo lunedì abbiamo iniziato (anzi Fabiano ha dato il via e noi a seguirlo) i lavori di “svuotamento” e “inscatolamento” della biblioteca in vista del trasloco nella nuova sede, programmato, se non si verificano intoppi inattesi, a partire da lunedì 17 novembre.
Tutto ciò che inscatoliamo viene elencato in un file, perché non possiamo non “mappare” tutto ciò che porteremo di là, nella nuova sede.
Gli scaffali con i libri saranno certamente gli ultimi ad essere toccati: almeno fino al 15 novembre i nostri utenti potranno stare tranquilli, i libri resteranno sempre al loro posto, pronti ad essere presi in prestito qualora richiesti.
E questa è certo occasione, come in tutti i traslochi, per fare pulizia: eliminare cose inutili accumulatesi negli anni, perchè è vero che di là avremo più spazio, ma non vogliamo certo iniziare nella nuova Crocetta già stipati.
Ma ci pensate che mancano 4 giorni alla chiusura? Che bella sensazione: ormai ci siamo, dopo mesi di lavoro cominciamo a “vedere la luce”...
Fabiano
lunedì 10 novembre 2008, Meno cinque, meno male
Meno cinque alla chiusura, e meno male che siamo pronti, o immagino l'ansia che ci assalirebbe da tutte le parti: se avete presente cos'è il trasloco di un appartamento, pensate quello di una biblioteca da 20.000 volumi... Che poi non sono i libri il problema maggiore, ma gli arredi, i complementi di arredo (reggilibri, portamoduli, custodie vuote, casse di olive per il Martini pomeridiano) nonché tutta l'immensa massa di carta, scritta o non scritta, che fa funzionare un ufficio come il nostro. Anche quella va inscatolata ed etichettata, per non perdere (come succederà comunque) proprio quel modulo lì, il più importante, quello che il sindaco fatalmente ci chiederà di tirargli fuori il giorno dell'inaugurazione, pena la sospensione della stessa. Giocandosi il mio voto, questo va detto, ma ciononostante procurandoci enorme imbarazzo et dolore. Perché per un bibliotecario la biblioteca non è un luogo di lavoro, è un'estensione della propria casa, un'amplificazione di sé, un'immagine e somiglianza. Pavimenti rosso sangue a parte.
Anche per questo uno si sente invadere da un piacere assurdo e immotivato (un po' come nel rapporto genitori-figli) quando il telefono, che in un pomeriggio medio squilla trenta volte, si mette d'un tratto a squillarne sessanta: avete idea di quante persone non conoscevano Crocetta (e soprattutto il suo mirabolante patrimonio in lingua) ma grazie al giornalino di Modena ora ci hanno messo sulla mappa? Il che, per inciso, è il senso di quel titolo che leggete da ormai due anni in testa al nostro blog: «Metti una Crocetta qui».
En passant, dunque, per chi ha letto il giornalino e ha uno di questi tre Frequently Asked Dubbs, sappiate che:
1) sì, il giorno dell'apertura presteremo i libri, anche quelli in lingua, anche quelli nuovi;
2) no, non abbiamo una nutrita sezione di corsi e materiali per imparare l'italiano, quella ce l'ha la Delfini, così come i romanzi in arabo, albanese, rumeno, polacco etc., per cui non chiedeteci di comprarne di nuovi;
3) non organizziamo nemmeno corsi di lingua, non ancora almeno: quello che facciamo è, di quando in quando (ad esempio verso fine anno-inizio anno prossimo), chiedere a un nostro collaboratore madrelingua di tenere per noi lezioni sulla lettura e la comprensione in inglese. Se vi interessa, occhi aperti perché presto creeremo una newsletter apposita su Unox1 (vedere post precedenti per il link).
Ora vado a finire di inscatolare i libri precedentemente in vendita nella nostra Bancarella. Quando entrerete a CR questa settimana, non spaventatevi per le pile di cartoni ovunque: i libri in prestito staranno al loro posto fino a sabato pomeriggio, e se non trovate qualcosa basta chiedere e vi diremo (o daremo, a seconda della pigrizia di ognuno). E ah, dimenticavo:
4) no, non vendiamo \ svendiamo \ regaliamo i bellissimi poster per ragazzi che non vedrete più sui nostri muri. Ma forse potreste vincerli, se solo ci fosse un qualche concorso in arrivo per la nuova apertura... Chissà. L'unica è rimanere sintonizzati.
Fabiano
giovedì 6 novembre 2008, Settimane corte, lunghi blog
Se non ho contato male, mancano otto giorni alla chiusura della vecchia Crocetta, e questo spiega il vortice di cose e pensieri che si è portato via un'altra settimana senza lasciarci quasi il tempo di scrivere il blog (meno male che c'è Francesca, e non lo dico perché nell'ultimo post mi dava ragione - o forse sì). Urge un aggiornamento un po' lungo: da dove cominciamo?
Avrete ricevuto tutti, o starete per ricevere, il giornalino del Comune con l' articolone a piena pagina sulla nuova Crocetta. In effetti siamo anche la notizia di copertina, e a buon titolo: sarà una bella biblioteca.
L'inaugurazione, per chi si fosse perso la notizia, sarà sabato 29 novembre dalle 15.30 nella Palazzina Pucci (ex Mercato Bestiame) in via Canaletto 108. Nella nuova sede, oltre a guadagnare venti numeri civici precisi, cambieremo telefono, da 059 / 31.41.92 (attivo fino al 28 novembre) a 059 / 203.36.06 (attivo dal 29 novembre).
Tutti gli aspetti della biblioteca e del servizio saranno molto migliorati, ma è ormai quasi sicuro che perderemo l'uso gratuito di Internet per i lettori: come da decisione della Giunta, dovremo adeguarci al sistema a pagamento di Informagiovani e Delfini (qui i dettagli).
C'è comunque un lato positivo, dato che di conseguenza la palazzina verrà a ospitare un hotspot wireless: Crocetta andrà ad aggiungersi alla lista delle aree Wi-Fi del Comune in cui, possedendo un portatile attrezzato, si potrà navigare illimitatamente (e in teoria a grandissima velocità). Ora che ci penso, mi sa che potranno navigarci anche dalla scuola media che sorgerà a dieci metri da noi... Scenario interessante, specie sotto esami...
Altre faccende. I lavori nella palazzina sono in dirittura d'arrivo, il cantiere verrà consegnato tra domani e sabato. Lunedì o martedì ci porteranno gli arredi (librerie, tavoli, sedie e il bellissimo pannello per l'area ragazzi che avete visto sul giornalino del Comune). Venerdì prossimo i facchini inizieranno a sgombrare la vecchia Crocetta, cominciando da tavoli e sedie attuali, che troveranno una degnissima sistemazione al nuovo My Net Garage di Palazzo Santa Chiara. Questo significa che venerdì 14 e sabato 15 avremo un po' meno posti a sedere del solito, ma vedrete che sisteremo comunque tutti. Poi, il 15 pomeriggio, chiusa per sempre (wow) la vecchia biblioteca, io Francesca e Benedetta inizieremo a inscatolare i libri, perché il trasloco è previsto per lunedì 17 alle 8 di mattina. Come vedete, tempi chiari e stretti, perché dopo anni di arresti e rilanci questa volta apriamo sul serio, e niente e nessuno potrà mettersi in mezzo.
Prima di allora ci resta solo da rinumerare alcuni scatoloni e poi fare l'ultimo grande acquisto prima della chiusura. Probabile che i libri arrivino dopo il 15, il che significa che saranno sugli espositori della nuova Crocetta dal 29 novembre - compreso, ci mancherebbe. Se dovete riportare dei libri, l'inaugurazione potrebbe non essere il momento ideale (code, ressa, cibo, musica), ma di sicuro troverete parecchie novità ghiotte da prendere in prestito, e non vediamo perché non dovreste farlo subito. Se avete richieste da fare, vi ricordo che potete inoltrarne una al mese usando i moduli in biblioteca o la
pagina personale sul catalogo online (dove la password è quel codice che trovate sul tesserino, es. sb0000 o ct2312, mentre la username è la vostra data di nascita nel formato gg/mm/aaaa barre comprese, es. 29/11/2008). Di passaggio vale la pena ricordare che nella stessa pagina, alla voce «Situazione lettore» potete controllare quali libri avete in prestito da quale biblioteche, data di scadenza compresa. Può tornare utile, no?
Per concludere due notizie, una buona e una cattiva. Quella buona è che l'iniziativa di ieri sera condotta da Alessandro Rivola per il Mese della Scienza è stata un successone, a differenza della prima tenuta il 22 ottobre scorso. Fosse andata male ci saremmo preoccupati del format (dell'attore mai, se non lo conoscete andate a vederlo recitare), ma così è solo una conferma del fatto che queste cose sono del tutto imprevedibili. Ricordo comunque che chi vuole essere informato su tutte le iniziative e le novità del Servizio biblioteche può iscriversi a Unox1 e ricevere il bollettino periodico e gli avvisi straordinari direttamente nella sua casella e-mail.
La notizia cattiva, o meglio triste, è invece che è morto Michael Crichton. Sicuramente avrete visto qualche puntata di «E.R.», e «Jurassic Park» ormai è più di un libro o un film, è un termine di paragone scientifico sempre lì lì per realizzarsi. Ma se vi fidate del vostro bibliotecario, il libro da leggere è «Viaggi», dove il buon Mike una vita fa raccolse una serie di saggi sulle sue esperienze di studio, di lavoro e, per l'appunto, di viaggio. Una lettura sempre istruttiva e spesso esilarante, magari a volte stravagante (piegare cucchiai con la mente?) ma così ben narrata da farsi perdonare tutto. Chi l'ha letto ha sperato a lungo nell'annunciato e mai pubblicato secondo volume. Ora non lo leggeremo più. Brutta perdita.
(Fine del blog-fiume, con risata gentilmente offerta da Gary Larson.)
Francesca
lunedì 3 novembre, Ha proprio ragione
Ha proprio ragione Fabiano quando dice che a Crocetta ci sentiamo molto sollevati, Iper-levati vedendo terminare giorno dopo giorno diversi lavori.
Proprio in questi giorni stiamo preparando l’ultimo ordine ragazzi fatto nella attuale, “futura vecchia” sede della biblioteca. Il prossimo sarà nella nuova sede di Crocetta!
Anche da queste scadenze capiamo che il traguardo ormai è alle porte…
In vista dell’inaugurazione del 29 novembre, stiamo infatti selezionando le ultime novità editoriali per i ragazzi consultando i cataloghi cartacei, i siti internet delle case editrici ed altri strumenti informativi, per acquistare testi che incontrino i gusti dei nostri giovani lettori, dagli 0 ai 14 anni.
La selezione porterà alla fine alla stesura di un elenco di titoli, che inoltreremo immediatamente al nostro fornitore, per avere una bella “vetrina” novità da esporre in occasione dell’apertura.
E beata tecnologia! Grazie all’uso della posta elettronica, Benedetta ed io riusciamo a comunicare da lavoro a casa e da casa al lavoro, scambiandoci le opinioni e proposte d’acquisto.
Troppo divertente! È proprio vero che in ognuno di noi rimane una parte di bambino anche da adulti…
Fabiano
mercoledì 29 ottobre 2008, Trenta e non più trenta
Ci siamo. Meno trenta. Tra un mese esatto, il 29 novembre, aprirà finalmente la nuova biblioteca Crocetta. Quella vecchia, cioè questa da cui scrivo, ha ormai i giorni contati: aperta fino a sabato 15 novembre compreso (alle 12.30 in punto l'ultimo prestito in assoluto), chiuderà dal 17 al 28 per consentirci il trasloco dei libri e dei pochi arredi che non rinnoviamo. Va da sé che chi ha preso in prestito un libro con scadenza tra il 17 e il 28 potrà riportarlo nella prima settimana di apertura della nuova biblioteca (1-6 dicembre) senza che gli venga addebitato alcun ritardo.
La cosa più interessante resta comunque l'inaugurazione del 29 novembre: alle ore 15.30 il sindaco, l'assessore alla cultura e il presidente della circoscrizione taglieranno il nastro della nuova sede in via Canaletto 108. Si tratta, per chi conosce la zona, di quel lungo edificio bianco a due piani che si affaccia sul Canaletto all'altezza di edicola e benzinaio, e alle cui spalle è attualmente in costruzione una scuola (lo potete vedere qui, sopra la scritta «Via Canaletto Sud»).
Di questa Palazzina Pucci, un tempo parte dell'ex Mercato Bestiame, Crocetta occuperà due terzi del piano terra e un terzo del primo piano, diventando la seconda biblioteca di Modena per estensione (tra le biblioteche comunali, certo). I lavori di ristrutturazione sono stati lunghi e complessi, ma il risultato è davvero di impatto, come potrete apprezzare voi stessi tra una lettura e un pasticc... ops, boccaccia mia! Diciamo che sarà un pomeriggio piacevole. Venite e non vi pentirete.
benedetta
martedì 28 ottobre 2008, Esilio forzato
Vi scrivo dai miei alloggi, signori, abbattuta assieme alla mia prole dalla famosa gastroenterite virale. Si, signori, proprio quella che in questo periodo ha falciato anche voi, vostro nonno e la vostra parrucchiera; quella che “eh, cosa vuoi, c’è in giro”…”
Ma proprio ora, dico io? Quando oltre a queste bellicose virosi, “in giro” c’è anche un gran fermento dalle parti di Crocetta? Mi sento come una collegiale costretta a letto mentre le compagne del comitato addobbi vestono a festa la palestra della scuola per il ballo di fine anno…
A questo proposito (e per sentirmi meno inutile) tra un cambio di pannolini e l’altro, sto passando in rassegna un po’ di novità per i nostri giovani lettori e tra le tante che acquisteremo in occasione dell’apertura, ho avuto il piacere di leggerne alcune davvero notevoli, che mi riservo di consigliarvi personalmente quando deciderete di venire a trovarci.
E a chi si chiede come mai i miei colleghi leggono e propongono libri “adulti e impegnati” e io quasi soltanto letteratura per ragazzi, rispondo:
“al pari del collaudatore di materassi, è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!”
Francesca
martedì 28 ottobre 2008, Più bambini, più futuri lettori...
Ma lo sapete che i bibliotecari di Crocetta in questo periodo non sono impegnati solo nei lavori preparativi all'imminente trasloco e all'inaugurazione della meravigliosa nuova biblioteca?
Intanto continuiamo ad accogliere con amore (...alzi la mano chi pensa il contrario) i nostri cari utenti tutti i giorni e soprattutto a consigliare loro un bel libro da leggere; e poi non dimentichiamo di farci conoscere ai piccoli lettori del nostro quartiere, della nostra città.
Eh sì, perchè oltre alle iniziative pomeridiane dedicate ai ragazzi di varie fasce d'età (come i tre incontri per il Mese della Scienza e la lettura in inglese programmata per Halloween), continuiamo a collaborare con le scuole proponendo alle classi visite guidate mattutine alla biblioteca.
Questi incontri, della durata media di 2 ore, diventano un modo per avvicinare alla biblioteca e al mondo dei libri anche i piccoli lettori. Spieghiamo come è strutturata una biblioteca e su quali “regole” vive, ma soprattutto mostriamo i libri: prima li facciamo “parlare” con delle letture ad alta voce e poi li facciamo “toccare con mano” ai bimbi stessi. E posso assicurarvi che questa è la parte più divertente soprattutto per i più piccoli, che così scoprono che non esistono solo libri fatti di carta, ma anche di stoffa, di plastica, libri “pop-up” (tridimensionali), sonori e così via... E se vogliono, possono iscriversi alla biblioteca e prendere a prestito il libro che più li è piaciuto.
Proprio adesso per esempio sto preparando il materiale per una visita che abbiamo in programma domani mattina: 20 bimbi di 4 anni. Ci credete che mi sto divertendo un sacco? Sto selezionando una quantità di libri adatti a questa fascia d'età, provando ad immaginare quali potrebbero attrarre maggiormente la loro attenzione e individuando tra questi qualche bella storia da leggere. E già mi immagino questi frugolini seduti a semicerchio, con gli occhi fissi sul libro che sto leggendo loro, attenti a non far volare una mosca per non perdersi neanche una parola.
Che soddisfazione! I lettori di oggi saranno i lettori di domani, no?
Fabiano
martedì 28 ottobre 2008, Cosa sto leggendo: Cormac McCarthy, Sunset Limited
Genere - Dialogo teatrale
Trama - Due uomini, il Bianco e il Nero, discutono attorno a un tavolo sui grandi perché dell'esistenza, e se questa, in fin dei conti, valga la pena di essere vissuta.
Appunti - Arriva un momento, per i grandi scrittori, in cui la lunga fatica di eliminare ogni orpello tocca l'apice, e da lì in poi, se ne hanno la forza, qualsiasi cosa scriveranno avrà quella forza primordiale che si è tentati di chiamare verità. È così per McCarthy, che quell'apice l'ha toccato con «La strada», il cupo e insieme terso romanzo apocalittico che l'anno scorso ha vinto un meritato Pulitzer (e forse perso un altrettanto meritato Nobel). Dalla stessa vetta scende ora «Sunset Limited», quadro ugualmente estremo e disperato: c'è un suicida mancato e un mancato salvatore, e le centoventi pagine del loro confronto (del loro scontro) su fede, speranza e valore delle cose sono un thriller metafisico in cui c'è in palio nientemeno che il Senso, il senso del tutto. Sarà per questo che il libro si divora in un'unica, febbrile sessione ma continua a bruciare nella mente per giorni: perché anche se incapaci di quelle frasi così dense, così universali, siamo noi il Bianco, siamo noi il nero. E forse, a ben vedere, siamo insieme tutti e due.
Frase - «Credere non è come non credere. Uno che crede alla fine arriva alla fonte della fede e non deve più cercare altro. Non c'è un altro. Ma chi non crede ha un problema. Si è messo in testa di sviscerare il mondo, ma ogni volta che becca una cosa falsa ce ne trova sotto due da spiegare.»
Fabiano
giovedì 23 ottobre 2008, Iper-levàti
Vi è mai capitato di mettere in moto una decina (be', un centinaio) di lavori, lavoroni e lavoretti che porteranno via da qualche settimana a qualche anno per poi vederli terminare felicemente uno dopo l'altro nel giro di pochi giorni? Se vi è capitato saprete come ci sentiamo a Crocetta in questi giorni: molto, molto sollevati. Super-levati, ecco. Iper-levati.
Ormai quando diciamo che il 15 novembre chiuderemo la biblioteca vecchia per poi riaprire il 29 quella nuova (ops! non si poteva dire? be', ormai l'ho detto) siamo quasi convinti anche noi che accadrà davvero. E perché poi non dovrebbe succedere? Oggi ho sbirciato nel cantiere (da fuori, signori ispettori, da fuori!) e i lavori fervono come non mai. Per dimostrarvi che è vero, ecco uno scatto rubato - ma non da me, signori ispettori. Non da me.
Fabiano
martedì 21 ottobre 2008, Il futuro delle biblioteche
Con l'inflazione di questi giorni, e i grandi editori che si son messi a fare grandi prezzi sfondando quota 20 euro per una novità di letteratura, è abbastanza pacifico che le biblioteche, sempre lì lì per morire secondo i media, abbiano ancora un lungo futuro.
La questione è piuttosto quale futuro, e innovazioni come il Kindle di Amazon o Google Ricerca Libri
dànno molto da pensare al piccolo bibliotecario di provincia. Il quale di fronte a tali innovazioni subito allarga gli occhi estasiato (rapidità di ricerca! tutto lo scibile con un click!) ma dopo pochi istanti, colpito da un pensiero prosaico che risponde alla sua natura concreta e quasi contadina, storce la bocca e scuote la testa disilluso: e se l'elettricità viene meno con cosa li avviamo i motori di ricerca, coi pedali? E se Internet salta come li scarichiamo i testi, spremendo i cavi?
Il bello dei libri è che non si spengono mai; il bello delle biblioteche è che sono già organizzate. Per leggere Machiavelli basta farsi una passeggiata, e non serve Altavista, basta la vista. Poi non è che una biblioteca sia solo libri: ci sono quotidiani, riviste, cd, dvd, corsi in lingua e sì, anche postazioni per navigare su Internet. Che non è il Nemico (mai pensato di scrivere un blog su volantini) ma nemmeno la Soluzione (diffidare quando un sostantivo prende la maiuscola...) Internet è uno strumento tra tanti, e difatti è integrato in ogni biblioteca di Modena, ma felice colui che li sa usare tutti, poiché egli non sarà toccato dal rialzo del Brent, e siederà in eterno nel Regno dei Memi.
Fabiano
giovedì 16 ottobre 2008, Cosa sto leggendo: Gianrico Carofiglio, Testimone inconsapevole
Genere - Thriller giudiziario
Trama - L'avvocato Guerrieri è in piena crisi esistenziale quando gli capita il caso più difficile della carriera: difendere un giovane senegalese dall'accusa di aver ucciso un bambino italiano. Cercando una soluzione ritroverà anche se stesso.
Appunti - Primo romanzo di Carofiglio, quello da cui è iniziata la sua immensa (e meritata) fortuna. Chiamarlo giallo è improprio: per buona parte del romanzo non c'è indagine, e alla fine non si trova il colpevole. È però decisamente un thriller, nel senso che dà «thrills», brividi, più di una volta. Tutte le sequenze in aula sono magistrali, tengono inchiodati alla pagina e spesso procurano le palpitazioni; tutte le sequenze fuori dall'aula sono vicine, vicinissime alla vita vera, e provocano capogiri da auto-riconoscimento. Guerrieri è un bel personaggio perché è un uomo molto imperfetto, e si capisce che l'autore ci sa fare, se ce lo fa piacere sin dall'inizio raccontandoci tutto il peggio di lui. Un romanzo di ri-formazione dove siamo doppiamente in ansia: per il povero senegalese e per il povero italiano. Consigliato a chi ami i protagonisti burberi, e a chi pensa che gli italiani non sappiano scrivere romanzi leggeri e divertenti ma al contempo pesanti (pensanti) e profondi.
Frase - «Ero abbastanza tranquillo... una sensazione nuova, per me. Ero sempre arrivato con l'affanno agli appuntamenti importanti, di lavoro, di studio o di altro. Mi ero sempre ridotto all'ultimo momento, all'ultima notte, all'ultimo ripasso e, dopo, avevo sempre avuto l'impressione di avere rubato qualcosa e di averla fatta franca. Ero riuscito a fregare il mondo ancora una volta. Ancora una volta non erano riusciti a scoprirmi ma dentro di me sapevo di essere un impostore. Prima o poi qualcuno se ne sarebbe accorto. Sicuro.»
Francesca
giovedì 16 ottobre 2008, Giallo-blu
Chi viene in biblioteca in questi giorni e si avvicina agli scaffali destinati alla sezione modenese, vede vuoto. Cosa sta succedendo?
Cambiamenti, «pulizia». Ma ci siete abituati, non è vero? Non avete visto altro in tutti questi mesi di preparazione alla nuova Crocetta. Biblioteca nuova, nuova veste del patrimonio.
Ebbene, la sezione sulla storia, arte, cultura di Modena è stata «ripulita» sia in qualità e quantità, sia fisicamente.
Dopo un'accurata revisione del patrimonio secondo precisi criteri biblioteconomici, che ci ha imposto di seguire griglie di scarto accettate a livello nazionale (...bla, bla, bla, troppo complicato spiegarlo in due parole? Sì, ma non credo vi interessi poi tanto), abbiamo ridotto la quantità dei libri presenti sugli scaffali, limitandoci a tenere i documenti su Modena e sulle principali «emergenze architettoniche» della Provincia (Rocca di Vignola, Castello dei Pio a Carpi...).
Ma non temete, i testi che non troverete più a scaffale, non sono spariti dalla faccia della terra modenese: li troverete in un'altra biblioteca di Modena... così ci impone la regola, non si scarta niente se non è posseduto da qualcun'altro nel sistema.
E per i super-affezionati alla storia locale, c'è la bancarella. Sì perchè i documenti che abbiamo potuto scartare dal patrimonio, li vendiamo. E che affari!
Ma i testi destinati a rimanere a scaffale, come cambieranno? Etichetta nuova con una banda giallo-blu, come i colori del Modena! Ecco perchè in questi giorni trovate gli scaffali vuoti.
I libri infatti li abbiamo «spelacchiati» uno per uno: sono stati sottoposti a un accurato trattamento manuale (sorte toccata anche ai documenti della saggistica ragazzi, della sezione viaggi, letteratura, fumetti) per arrivare ad avere etichetta e plastica nuova. Proprio come i serpenti che cambiano pelle o meglio come una signora un po' attempata che ricorre al chirurgo plastico.
E devo ammettere che è molto rilassante lavorare ogni tanto di mano sui libri.
Fabiano
mercoledì 15 ottobre 2008, In via d'estinzione
Ieri a Crocetta una bella iniziativa nell'ambito del Mese della scienza, il ciclo di incontri, letture e mostre che tutti gli anni gira intorno a una disciplina scientifica (quest'anno la botanica). Alessandro Rivola, valente attore e nostro collaboratore di lunga data, ha raccontato in un angolo di oriente ricostruito nella biblioteca la storia e il pensiero di Vandana Shiva, la nota ambientalista. Tra l'odore di incenso, la penombra rischiarata da faretti e i cuscini per terra c'era un'atmosfera interessante, e ci è dispiaciuto che alla fine si sia presentato solo un pugno di spettatori: dopo tanti anni lo sappiamo che i risultati sono sempre imprevedibili, specialmente con la fascia d'età cui si rivolgeva l'iniziativa di ieri, ma tant'è, non possiamo fare a meno di chiederci ogni volta il perché. La narrazione dell'anno scorse sulle sorelle Curie, sempre con Alessandro, era stata un successo, e le prossime iniziative di questo ciclo (22 ottobre e 5 novembre) sono già prenotatissime (chi fosse interessato ci chiami in fretta allo 059.314192), quindi non sappiamo che pensare. Sarà la stagione? Sarà il martedì (di venere e di marte non si parte)? Sarà la novità della pubblicità via e-mail (per cui vedi qui)? Di certo non può essere il trasloco imminente, anche se nell'aria forse si avverte già qualcosa: oggi è il 15, e tra un mese preciso faremo l'ultimo prestito nella gloriosa Vecchia Crocetta. Poi dovremmo tener chiuso due settimane, per riaprire nella Nuova Crocetta il 29 novembre in gran pompa magna (cioè: se beve e se magna). Per cui se vi piacevano le iniziative nella biblioteca attuale approfittate finché potete: sono in via d'estinzione.
Fabiano
venerdì 10 ottobre 2008, Fiat lux
Tecnicamente, non potremmo farlo. E in effetti non lo facciamo (si rilassino i tecnici). Ma quando passi di fianco alla porta della futura nuova biblioteca e la trovi aperta, be', entrare non entri (legge 626 e tutto il resto) ma un'occhiata ce la getti. Siamo uomini o bibliotecari? Se poi sei così fortunato che di là dalla porta c'è il capocantiere, e se il capocantiere è così carino da accenderti le luci che ha appena finito di installare, allora puoi dire di avere una notizia, una notizia ottima: habemos lampadarios. E che lampadarios! Naturalmente niente foto (tecnicamente non potremmo farlo, e in effetti non lo facciamo), ma per avere un'idea di come sembrerà la biblioteca a uno spettatore che ne osservi la sala grande dall'alto (come se, per dire, ci fosse un soppalco praticabile a partire dai tre metri - e non che con questo io voglia insinuare che ci sia, lungi da me) potete dare un'occhiata qui. La somiglianza con il nostro apparato luci è spaventosa, cosa di cui siamo piuttosto fieri, perché rientra nel concetto: aspettatevi cose dell'altro mondo.
Francesca
giovedì 9 ottobre 2008, Tempo di Nobel
Dopo i nobel per la Medicina e la Fisica, oggi è stata la volta della Letteratura.
E quest’anno gli accademici di Stoccolma hanno deciso di assegnare il nobel allo scrittore francese Jean Marie Gustave Le Clezio.
Si tratta del tredicesimo francese a conquistare il nobel per la letteratura.
E sicuramente tanti di voi si chiederanno “Chi è?”. Bene, è nato a Nizza nel 1940, vive tra gli Stati Uniti e la Bretagna, ha scritto di Shoah, di storia e di viaggi. Autore di numerose pubblicazioni, tra cui L’Africano, Stella errante e Continente invisibile.
Fra i favoriti, che anche quest’anno restano fuori, c’erano Philip Roth e Vargas Llosa, autori forse molto più conosciuti e letti.
Resta sconfitta anche l’Italia che tra i candidati aveva lo scrittore Claudio Magris e che vide l’ultimo riconoscimento per il premio letterario nel 1997 con la vittoria di Dario Fo.
Beh, cosa aspettate a conoscerlo meglio? Occasione in più per venire a trovarci in biblioteca…
Fabiano
venerdì 3 ottobre 2008, Cosa sto leggendo: Gilbert K. Chesterton, L'uomo che fu Giovedì
Genere – Avventura surreale
Trama – Il mondo è in pericolo: il Comitato Centrale Anarchico, guidato da un temibile criminale noto come Domenica, si appresta a sferrare il colpo definitivo alla libertà delle nazioni. Solo un uomo può opporsi a questo perverso piano - sempre che non ne sia, senza saperlo, una pedina fondamentale.
Appunti – Libro dimenticato in Italia e difficile da trovare, ma si capisce il perché: rarefatto e onirico, sempre al limite della parodia ma di un genere che non esiste, decisamente troppo sottile, soprattutto sul finale, un'incredibile rivelazione metafisica che stordisce e lascia nel dubbio. Letto perché all'estero è osannato dai più grandi autori fantastici, probabilmente per la qualità anodina della narrazione che non chiarisce mai i misteri, e nemmeno tenta di spiegarli, ma li abbraccia ed esibisce con semplicità. Comunque molto divertente nel meccanismo, e inquietante in diverse scene (l'inseguimento del vecchio, la fiumana mascherata all'orizzonte). Una piacevole scoperta, e per una volta un classico letto senza avere la minima idea di dove si andasse a parare.
Frase – «I ladri rispettano la proprietà: essi desiderano semplicemente che la proprietà diventi loro, per poterla rispettare in modo più perfetto».
Fabiano
giovedì 2 ottobre 2008, Più saggi (e più poetici)
Negli ultimi tre anni Crocetta ha fatto una serie di esperimenti e cambiamenti, generalmente ben conclusi, generalmente ben accetti. In cima alla preferenza dei nostri lettori sta senz'altro la fascettatura a colori dei generi più battuti, ovvero i romanzi storici (in verde), le storie d'amore (in rosa), i generi fantastici (in arancio) e i gialli (in giallo, che diamine).
A me invece dà molto piacere aver ripassato uno per uno tutti e ventimila i nostri volumi , riordinando e rietichettando ex novo la sezione su Modena, la saggistica ragazzi, la narrativa adulti e soprattutto le lingue straniere, che finalmente hanno una suddivisione intuitiva e un vero ordine (alfabetico, che diamine). Ora possiamo dire di conoscere il patrimonio a menadito, e siamo in grado di stupire grandi et piccini rispondendo con fare distratto cose come «Sì, ce l'abbiamo: terzo scaffale a sinistra, il libro blu con la scritta gialla» oppure elencando a memoria tutti i romanzi di Patricia Cronwell in ordine per anno di pubblicazione, per prima parola del titolo o per altezza in centimetri.
C'è però una terza sperimentazione cui teniamo molto, ed è quella che riguarda i saggi per adulti. Negli ultimi tre anni abbiamo infatti sconsideratamente aumentato la percentuale non narrativa dei nostri acquisti, puntando su un fenomeno che al tempo intuivamo confusamente e che ora ci sfolgora dinnanzi con ultraterrena chiarezza: i modenesi sono curiosi, i modenesi vogliono imparare. Date loro un libro sulle nanotecnologie: ne vorranno un altro. Date loro cinque titoli sul riscaldamento globale: vi faranno la classifica dei più esaurienti, ovviamente snobbando Al Gore, il principiante.
All'inizio, guardando l'espositore dei saggi sguarnirsi a velocità inaudita, pensavo a uno scherzo o a uno smercio di libri rubati in biblioteca, ma le statistiche di prestito non mentono: la saggistica è viva, vivissima, e si riproduce a vista d'occhio. Al punto che noi bibliotecari, cui si sa che non bisogna mai dare spunti, stiamo giù sollevando la testa verso nuove, più ambiziose altezze: oggi la saggistica, domani la poesia! (Ed ecco infatti un primo assaggio).
Francesca
sabato 27 settembre 2008, Alle volte fanno pensare
Eh sì, duro lavoro quello dei bibliotecari…quante volte ci capita di ricevere dagli utenti la fatidica domanda “cosa mi consiglia di leggere?”.
Che responsabilità! Perché è inutile negarlo, un buon libro può essere un ottimo compagno, e viceversa lasciare l’amaro in bocca se non soddisfa le aspettative in esso riposte. Ma che soddisfazione quando l’utente, al momento della riconsegna, si dimostra contento di averlo preso in prestito…ci sembra di essere capaci di riconoscere i gusti dei nostri lettori.
Bene, voglio giocare d’anticipo, voglio consigliarvi un libro che ho appena finito di leggere e che mi ha fatto pensare molto: “L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore”di Randy Pausch (Rizzoli, 2008).
Probabilmente alcuni di voi ne hanno sentito parlare, hanno guardato su internet il video della lezione, hanno letto interviste.
All’età di 46 anni, al professore Randy Pausch viene diagnosticato un cancro al pancreas, condannandolo a pochi mesi di vita. Prima di abbandonare l’università per trascorrere con la moglie e con i tre figli piccoli il poco tempo che gli resta, decide di tenere davanti a studenti e colleghi la sua “ultima lezione”, ripercorrendo tutti i sogni dell’infanzia che negli anni è riuscito davvero a realizzare. Questa lezione videoregistrata, insieme al libro e ad altri video da lui girati, diventano anche uno stratagemma per lasciare in eredità ai suoi figli parti di sé stesso. Un giorno, da grandi, aprendoli, avrebbero potuto avere un’immagine più nitida di chi sia stato il loro padre e in cosa abbia sempre creduto.
Perché mi è rimasto impresso questo libro? Perché, a discapito di quello che ci si potrebbe aspettare, si rivela un discorso sulla gioia di vivere. Nonostante non neghi la sua situazione e mantenga perfettamente lucido il suo senso dell’inevitabile, Randy ha deciso di affrontare la malattia con un’ottica positiva: godersi al meglio il tempo che gli resta da vivere, divertendosi, cogliendo e apprezzando appieno ogni attimo, convinto che l’ottimismo aiuti a sopportare meglio le cure…anche “perché non c’è altro modo di vivere”.
Grazie Randy! Per questa tua grande lezione di vita!
Fabiano
giovedì 25 settembre 2008, Cosa sto leggendo: Jasper Fforde, Il caso Jane Eyre
Genere - Fantascienza comica
Trama - In un'Inghilterra parallela di fine Novecento i libri sono il bene più prezioso, e i grandi criminali sono pronti a tutto pur di mettere le mani su un manoscritto di Dickens o Charlotte Bronte. Anche a entrarci dentro e rapirne i personaggi.
Appunti - Stefano Benni incontra Italo Calvino, in un pastiche narrativo e metanarrativo che mescola praticamente tutti i temi della letteratura fantastica (viaggi nel tempo e vampiri compresi) per strappare un sorriso, e ci riesce a ogni pagina. La Guerra in Crimea continua da centotrentanni, il Galles ha fatto secessione dal Regno Unito diventanto una repubblica sovietica, la genetica ha riportato in vita diversi animali estinti che infestano gli appartamenti di mezza Inghilterra. Ma la cosa più straordinaria, in questa specie di anti-Fahrenheit, è l'affresco di una società in cui i terroristi combattono in nome del neoclassicismo, alle rappresentazioni di Shakespeare c'è una folla e un tifo da stadio e i soldi veri stanno nello smercio di falsi sonetti di Blake. Umorismo da bibliotecari, certo, ma ne esistono di migliori?
Benedetta
lunedì 23 ottobre 2008, La bibliotecaria rezdora
Tempo d'acquisti anche per i nostri lettori corti, che sarebbeto poi i bambini (i miei preferiti, specialmente se rosolati a fiamma lenta assieme a due bacche di ginepro)...
Venghino, venghino bambini e bambine... è tempo di fiabe.
Da tempo stiamo ricomprando tutte quelle classiche, sì, proprio quelle che a mille ce n'è... col loro bel prologo cantato, cappottino, ombrellino e fantasia che sta già facendo correre un brivido nella schiena delle vostre mamme nostalgiche.
Ma siccome Pelle d'Asino e Puccettino stanno già facendo sbadigliare quelli di voi che amano le novità, sappiate che stiamo scegliendo anche storie completamente nuove, illustrate e non, da esporre (e prestare, perchè i libri sono come le decorazioni di zucchero sulle torte: vanno ammirati e mangiati!) il giorno dell'apertura della Nuova Crocetta.
Sì, alla riapertura vogliamo essere scintillanti come i magazzini Lafayette a Natale, patinati come un numero speciale di Vogue, rutilanti come F.A.O. Schwarz.
Il tutto col portafogli di Qui Quo e Qua.
Come si fa? Ce lo ripetono ogni giorno i rotocalchi televisivi. Bisogna saper scegliere, cogliere al volo le occasioni, evitare gli sprechi e così, come una perfetta rezdora, mentre vi scrivo grattugio i crostini di pan secco e scelgo con cura i libri da comprare e da sottoporre all'attenzione di Francesca che, assieme a me, gratta e sceglie per voi.
La ricompensa della rezdora? I volti dei bambini del quartiere stampati tipo pesce pulitore nell'acquario, contro le finestre della Vostra Nuova Biblioteca.
Fabiano
lunedì 22 settembre 2008, Tutti i libri del mondo, tranne uno
Stamattina riunione su Unox1, il servizio del Comune che consente di ricevere bollettini periodici sulle iniziative delle biblioteche e non solo. La notizia è che d'ora in poi non spediremo più il materiale informativo per «posta lumaca», ma solo per posta elettronica, più rapida e sicura. Per iscrivervi potete andare qui: non vi perderete più nessuna comunicazione e sarete sempre i primi a sapere cosa bolle nel pentolone di Crocetta e delle sue sorelle. (Prevediamo anche una newsletter mirata per chi è interessato a iniziative in lingua, come il mirabolante Easy Reader che tanto successo ha mietuto nella prima metà dell'anno e che replicheremo senz'altro nella nuova biblioteca, forse già a dicembre).
In caso di difficoltà con l'iscrizione a UnoX1, che è abbastanza semplice ma continueremo comunque a semplificare, potete sempre chiedere al vostro bibliotecario di fiducia, il quale \ la quale sovverrà a ogni esigenza in un lampo lampante, proprio come questo comico, meraviglioso, struggente
libraio di china.
Francesca
giovedì 18 settembre 2008, Giorno dopo giorno
I lavori vanno avanti incessantemente.
In questi giorni abbiamo finito l’inventario degli arredi attuali della biblioteca che ci porteremo nella nuova sede.
Eh già, anche se di là tutto sarà nuovo nella parte destinata al pubblico, nei locali ad uso interno avremo invece arredi “vecchi”. Siamo bravi ad evitare sprechi…
Certo, ma non potevamo nella nuova biblioteca non dare spazio anche ad arredi che hanno una storia: sono testimoni di ciò che è avvenuto in tutti questi anni, hanno fatto il loro lavoro per tanto tempo e in modo egregio!
Non abbiamo già detto che un legame col passato ci vuole? Beh, oltre ai bibliotecari, anche alcuni arredi saranno lì a ricordarci da dove veniamo: dalla vecchia, ma vicina, sede della Crocetta, che ci ha ospitato per tanti anni, dove siamo via via cresciuti e dove forse molti dei nostri lettori hanno imparato a conoscerci.
E poi non si dice che una sposa nel giorno del proprio matrimonio deve avere con sé qualcosa di vecchio? Ecco, la nuova Crocetta è come una sposa, al debutto nella sua nuova vita!
Che visione romantica, penserete! Forse, ma suvvia fatemi un po’ sognare. E poi che vita sarebbe senza…fantasia, il festival filosofia inizia domani,no?!
Fabiano
giovedì 18 settembre 2008, Se non è bello questo, cosa mai lo è?
Tempo di acquisti. A differenza della Delfini, che data la quantità di libri che compra e il numero di addetti che impiega deve per forza ricevere i libri in sede e valutarli fisicamente uno per uno, in una biblioteca decentrata come Crocetta facciamo gli ordini per posta ai distributori, sperando che quello che ci serve sia reperibile in tempi ragionevoli (e non sempre lo è) e che se arriva non abbia falle di vario genere (una pagina stampata e una no, l'ultimo capitolo mancante, il capitolo centrale capovolto, cose così).
Accade così che due volte al mese, quando siamo bravi, ci tocchi il compito piuttosto piacevole di comporre le liste acquisti, generalmente in tre fasi: aggiornamento (quali libri sono stati o stanno per essere pubblicati?), scelta (voglio questo questo questo e anche questo) e triste confronto tra mondo dei sogni e bassa realtà (questo non me lo posso permettere, questo nemmeno, quello sì ma poi per due mesi basta corsi di lingua). Stabilito con lacrime e sangue un elenco accettabile che non dimentichi nessun best-seller (80%) ma comprenda saggistica (10%), letteratura seria (9%) e buona letteratura (1%), si fa l'ordine e lo si spedisce, dopodiché si aspetta. E si aspetta. E si aspetta. I libri arriveranno, non temete, arriveranno, ma alla spicciolata, e sull'espositore non dureranno in media più di un paio d'ore (minuti nel caso degli Sparks, Grisham, Camilleri, Cornwell).
Ecco perché quando si entra in biblioteca non si trovano ad aspettarci gomorre, numeri primi, ultime sentenze o cacciatori di aquiloni: per quelli, che tutti vogliono, c'è una lista di prenotazione lunga mesi cui conviene sempre iscriversi (Io uccido di Faletti sono cinque anni che non tocca lo scaffale...) Ma non siate delusi: la dura legge della classifica prevede un ottimo risarcimento nella presenza nutrita di sotto-best-seller, quasi-best-seller e per-nulla-best-seller selezionati per voi dal bibliotecario di fiducia. Questi, oltre a risultare spesso migliori dei fratelli maggiori, regalano piaceri inconsueti e assuefacenti come la Scoperta Inattesa Di Un Capolavoro Negletto e il Consiglio Raffinato Agli Amici Sbalorditi (con il suo corollario di Eterna Stima E Gratitudine Revocabile Al Prossimo Consiglio Sbagliato).
E come diceva Kurt Vonnegut in Cronosisma (Capolavoro Negletto! Consiglio Raffinato!), se non è bello questo, cosa mai lo è?
Fabiano
lunedì 15 settembre 2008, David Foster Wallace
È morto David Foster Wallace; lo scrittore, il genio, non c'è più. Ho letto la notizia ieri mattina, e per cinque minuti buoni sono rimasto paralizzato davanti al computer, le braccia elettrizzate come se le avessi strusciate contro lo schermo di un televisore. David Foster Wallace è morto, si è suicidato, si è impiccato, e ora davvero non avremo più un altro Infinte Jest, un'altra Scopa del sistema. Quel cervello (quell'anima?) inconcepibile ha smesso di funzionare, o forse funziona ancora in qualche luogo dell'universo, ma le trasmissioni si sono interrotte per sempre. That's the end, folks. Sintonizzatevi su un altro canale.
Chi non ha letto Wallace, ho detto e sentito dire tante volte, non sa quanto in profondità possa entrarti, anche con i suoi virtuosismi cerebrali, anche con i suoi argomenti ostici e il suo sguardo deformante. Ma a quanto pare non lo sa neanche chi lo ha letto, come me appunto: se mi aveste chiesto ieri quali sono i miei scrittori preferiti (spesso la fanno i nostri iscritti, e tornano a casa con pile perplesse di libri mai sentiti) non credo che avrei neppure citato DFW. Eppure DFW è morto e il mio corpo si è inceppato all'istante, così, come telecomandato. Ti viene da pensare che sia perché con lui è morta anche una parte di me, perché una spora del suo modo di pensare e scrivere si era insinuata e installata nel mio inconscio tanto tempo fa, dormiente, e ora si è svegliata urlando.
Credo di saperlo, credo di saperlo bene cosa urla il mio Wallace interiore ora che il suo padre lontano (mai raggiunto e ormai irraggiungibile) ha chiuso i contatti. Urla tre parole semplici, a voce piene e a ripetizione. Urla il titolo di un suo racconto, che è anche un motto o uno stile di vita, dipende: urla «Per sempre lassù». E lo urla perché nel racconto un ragazzino di tredici anni decide di festeggiare il compleanno facendo qualcosa che non ha mai osato fare: salire sul trampolino più alto della piscina e tuffarsi di sotto mentre nessuno lo guarda, per diventare grande, per diventare se stesso. E questa, ragazzi, è un'anticipazione hemingwayana, per chi sa cosa voglio dire. Così lo so che senza leggere le pagine che vengono prima non si capirà proprio tutto, ma ecco come va a finire il racconto, ecco come va a finire quando il ragazzino è ormai su quella tavola e il tempo si è fermato ed è ora di saltare o non saltare. Ecco:
«La tavola annuirà e tu andrai, e i neri occhi di pelle si potranno incrociare e accecare in un cielo maculato di nuvole, luce perforata che si svuota dietro la pietra aguzza che è per sempre. Che è per sempre. Metti piede nella pelle e scompari.
Ciao.»
Ciao DWF. Ciao.
Benedetta
domenica 14 settembre 2008, Tuiavii di Tiavea ce l'aveva detto! [2]
Un paio di mesi fa abbiamo vuotato il deposito o, come recita il corrispondente portachiavi, l'Antro della Sibilla. Abbiamo trovato nell'ordine:
-- gli Albi d'oro dei caduti nella Grande Guerra, meglio tumulati dei loro protagonisti. Dal momento che meritavano maggiore rispetto, abbiamo provveduto a farli avere a un ente interessato che potrà mantenerne viva la memoria tramite iniziative nelle classi ecc.;
-- un polverulento schedario metallico contenente il catalogo dei nostri materiali in lingua. Avendone conosciuto l'esistenza, in passato si sarebbe partiti da lì per aggiornare il Nuovo Catalogo dei materiali in lingua che sarà a vostra disposizione nel prossimo futuro. Abbiamo provveduto a farne avere il contenuto a Hera (Sting non protesti), dal momento che ormai è tutto in formato in digitale;
-- una manciata, no, un mucchio di bacchette cinesi laccate nei tipici colori rosso e nero. Stavano tra gli arretrati delle riviste in lingua e le scorte di detergenti per il bagno pubblico. Sulla provenienza e la ragione per la quale si trovavano lì ci siamo interrogati a lungo. Poi abbiamo pensato che il Ministro Brunetta non avrebbe molto apprezzato questo impiego del Tempo e abbiamo creduto di interpretare la sua volontà semplicemente constatando l'insensatezza di questo ritrovamento. E anche in questo caso, con lo zelo che ci contraddistingue, abbiamo provveduto a recapitarlo al ristorante malese vicino a casa mia, onde evitare che si trasformassero in nanoparticelle per incenerimento (ma soprattutto nella speranza di scroccare un riso nasi goreng...)
Dopo questa lunga e penosa operazione ci siamo riproposti di vagliare bene l'ingresso nella Nuova Crocetta di qualsivoglia libro o oggetto.
E abbiamo tutti preso a prestito, a turno, il Breve trattato per una decrescita serena di Serge Latouche.
P.s. Tuiavii di Tiavea, invece, resta imprigionato e inascoltato tra gli scaffali... Così impara a morire...
Francesca
sabato 13 settembre2008, A filo diretto [2]
Ah scusate, non mi sono presentata. Sono Francesca, bibliotecaria a Crocetta! Ma lo sapete che fra qualche mese ci sarà un evento rivoluzionario? La nuova Biblioteca Crocetta. Eh sì, ci trasferiamo, ma non tanto lontano, siamo affezionati a questo posto. Andiamo a fianco, poco più avanti, nella palazzina Pucci. Biblioteca nuova, ma i soliti bibliotecari... beh un elemento di continuità con il passato ci vuole, non è vero? E poi alzi la mano chi di voi vorrebbe facce nuove?! Restate connessi e vi racconteremo i lavori che stiamo facendo, per consegnare a questo quartiere una bellissima biblioteca. E, se siete curiosi, fateci domande.
Fabiano
sabato 13 settembre 2008, Fatto buone vacanze?
Me lo chiedono tutti, entrando in biblioteca: «Fatto buone vacanze?» E io lo chiedo a tutti: «Fatto buone vacanze?» A pensarci, è una delle cose di cui si parla più spesso con chiunque, come una nostra versione dell'inglese «Crede che pioverà?» Così, tanto per aver qualcosa da dire. Ma naturalmente c'è sotto dell'altro, come in ogni tic collettivo. Talvolta mi sembra non si discuta mai di altro che di vacanze e di stanchezza, dove la prima dovrebbe essere la soluzione (ma più spesso è la concausa) della seconda. Siamo tutti esausti o esauriti, siamo tutti sempre prossimi a partire, o quantomeno non vediamo l'ora. E non lo dico a naso: in Crocetta tra i libri che vanno di più ci sono i manuali sul benessere fisico (contro lo stress, contro l'insonnia) e le guide turistiche. Banalmente penseresti a un segnale d'allarme: non ne possiamo più e vogliamo fuggire. Di recente però mi è nato un altro sospetto: che diciamo di essere stanchi per dimostrarci produttivi; che ci informiamo dei viaggi altrui per confrontarli coi nostri. Per accertarci, insomma, che stiamo vivendo secondo le aspettative di questo tempo bulimico e redbullico. Ecco allora un altro ottimo motivo per l'esistenza delle biblioteche: leggere un libro è un'attività esclusiva e lenta; leggere un libro è una fuga dallo stress. La maggior parte di noi, anzi, attende le vacanze per poter leggere di più, e ruba ore al sonno (regalandole quindi alla stanchezza).
Questa estate, come ogni anno, Crocetta è rimasta chiusa un mese. Abbiamo fatto buone vacanze, dunque? Direi proprio di sì: anche le settimane in cui siamo rimasti chiusi dentro a scartare, incartare, spostare e ripulire tutti i libri (il «patrimonio», pronunciato come Marlon Brando nel Padrino) sono state un bel viaggio verso una biblioteca migliore. E sapere che le cose migliorano allevia ogni stanchezza.
Benedetta
venerdì 12 settembre 2008, Tuiavii di Tiavea ce l'aveva detto!
Non accumulate cose! Ma siamo papalagi e non gli abbiamo dato retta. Cosa te ne fai di quel coltello per formaggi? Quando mai hai servito formaggi col coltello per formaggi? Ma ormai l'hai comprato e adesso è lì tra le mura domestiche, che ti guarda con uno sguardo supplice (il vigliacco) che sembra dire “Trasloca anche me... Un giorno potresti rimpiangermi...” Dannata mania di accumulare cose. E non bastava un trasloco domestico, no! Ci voleva anche quello della biblioteca, che d'altronde attendevamo come il compleanno, un bimbo nato l'ultimo di febbraio di un anno bisestile. Traslocare una biblioteca è come entrare nel solaio nella nonna. Per quanto ci si proponga di essere alacri e solerti nell'imballare, c'è sempre qualcosa che calamita la tua attenzione... Ehhhh... guarda... un libro sulla storia dei maestri calderai del Basso Reno. Lo teniamo vero? Dal momento che tra colleghi vige quell'ignobile e improduttivo regime sociale chiamato democrazia, non vi dico le zuffe.
Fabiano
venerdì 12 settembre 2008, Cosa sto leggendo: Susanna Clarke, Jonathan Strange e il Signor Norrell
Genere – Fantasy.
Trama – In un'Inghilterra parallela di inizio Ottocento, due uomini molto diversi resuscitano la magia, creduta estinta da secoli, e la usano per fare del bene. O almeno così credono.
Appunti – Sembra un romanzo di Dickens o Jane Austen scritto da Tolkien o Neil Gaiman. Catapulta il lettore in un mondo galante e piovoso in cui la magia sembra poco più di un argomento da salotto o una comune arma tattica, ma costruendo sullo sfondo una tensione sottile e continua per quello che potrebbe giacere davvero al di là. Anche se sfiora le 900 pagine, si divora in pochi giorni, inseguendo i personaggi adorabili e aspettando la catastrofe in arrivo. Assuefacente.
Francesca
giovedì 11 settembre 2008, A filo diretto
Ehi! Finalmente eccoci qui. Il blog! Attenzione però, arma a doppio taglio: chiunque può dire qualsiasi cosa. Non è vero?! Almeno così mi sembra di aver capito. Devo confessarvi che è la prima volta che mi butto in una cosa del genere. Beh, c'è sempre una prima volta! E poi mi sto divertendo. Bisogna solo vedere se a voi interessa quello che scrive una semplice bibliotecaria.
Benedetta
giovedì 11 settembre 2008, Wang Wang!
“Il rock è il migliore dei mondi possibili. Sali sul palco, accendi gli amplificatori, inizi il tuo wang wang e diventi matto. Paragona questo col fare il bibliotecario".
Ecco, non era mia intenzione turbare il sonno eterno del compianto Frank Zappa ma quando oggi sono entrata in biblioteca e ho trovato ad attendermi l'ormai consueto pandemonio di libri negli scatoloni, scatoloni sui carrelli, carrelli sugli scatoloni, scatoloni sui libri, mi sono chiesta: ma dov'era il bibliotecario immaginario di Frank Zappa? A Furnace Creek, California? A Cicely, Alaska? (questa, per chi vuole coglierla è una citazione dalla mia serie tv preferita...)
Cosa faceva il bibliotecario di Frank Zappa? Guardava in strada le balle di paglia sospinte del vento, riparandosi gli occhi dalla polvere con un vecchio volume di Nathaniel Hawthorne? No, già!, masticava carne d'alce essicata, ricontrollando l'ordine degli schedoni per mostrarsi efficiente casomai fosse entrato un lettore...
Nossignori. Il rock non è il migliore dei mondi possibili...
Quando si varca questa soglia di logoro linoleum rosso, violando col rumore delle chiavi il silenzio di questi corridoi deserti e con gesto rituale, consumato, si accendono tutti i neon dal prestito alla sala ragazzi e uno dopo l'altro i lettori si accalcano dietro al banco, allora, signori, vi assicuro: anche per noi inizia il wang wang.
E una volta iniziato, non sai più farne a meno..
Fabiano
giovedì 11 settembre 2008, Un ordine inaudito
Caro diario, i segni del prossimo trasloco sono sempre più numerosi. Oltre a inaugurare te, finalmente un blog vero, stamattina abbiamo terminato l'inventario degli arredi da portare nella nuova Crocetta, mentre le lingue straniere sono a un passo dalla completa ricatalogazione e il magazzino straripa di scatoloni numerati in attesa solo dei facchini. Ormai ogni giorno concludiamo una qualche operazione iniziata mesi se non anni fa, e l'ordine inaudito di ogni cosa mi riempie di un esilarato stupore. Sì, finiremo di sistemare la vecchia Crocetta quando sarà ora di entrare in quella nuova, ma quella nuova nascerà senza problemi, senza pendenze, senza memoria. Tutto a posto, tutto al suo posto. Pare poco, ma non è affatto facile quando si parla di decine di migliaia di documenti e oggetti introdotti in tempi diversi da persone diverse e mai del tutto uniformati. Che alla fine non è pure questo il mestiere del bibliotecario? Organizzare fisicamente la cultura? Mettere ogni biblion nella sua apposita teca? (Dio, sembro un filosofo francese. Quelle horreur!)