Biblioteca Crocetta
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il blog della biblioteca Crocetta

Fabiano
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lunedì 30 gennaio 2012, Pirati!

Un argomento su cui discutiamo spesso tra bibliotecari è il costo dell'accesso alla cultura. Forse non sapevate che le biblioteche pagano la Siae a editori, discografici e case di produzione, sia per il cosiddetto «diritto di prestito» (questione controversa, ma potete iniziare a leggere qui) sia per tenere in sede le fotocopiatrici (da cui la limitazione di copiabilità per i soli materiali della biblioteca). Questo perché anche se sarebbe bello avere tutti quanti libero accesso a tutta la cultura, in realtà libri, film e cd musicali sono beni commerciali soggetti al diritto d'autore, che va rispettato.

In questo le biblioteche sono diverse dai siti di file-sharing, e infatti non arriverà mai l'FBI a chiuderci sequestrando ville, diamanti e auto di lusso. Noi facciamo le cose in regola, rispettando la legge e la morale - che sono due cose diverse ma ugualmente venerabili, anche se in pochi le venerano più, e alcuni se ne dimenticano del tutto (qui un esempio - e sì, il commento è mio). A causa di questo rispetto, in diversi prevedono che le biblioteche finiranno per scomparire: quando tutta la cultura sarà immateriale, e visti i costi sempre crescenti del materiale, le piazze fisiche del sapere che rispondono al nome limitativo di biblioteche (meglio mediateche, o infoteche) non avranno più ragione di esistere e verranno chiuse. Andremo tutti sulla nuvola a cercare la cultura?

Possibile, anche se non auspicabile. I pirati fanno spesso notare che il diritto d'autore è un'invenzione recente: fino a duecento anni fa non c'era, e se domani non ci fossero più, be', sopravviveremmo uguale. Lo stesso si potrebbe dire delle biblioteche di pubblica lettura, un'invenzione anche più recente del diritto d'autore. Ma non so quanto bene si vivesse quando non c'erano, o quanto meglio vivremmo senza. Per questo, nel dubbio, ci batteremo per cambiarle, adattarle, riformarle, rivoluzionarle - tutto quello che volete - ma farle sopravvivere. Perché qualunque sia il costo dell'accesso, sarebbe sempre più alto quello del decesso.

 

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Fabiano
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venerdì 27 gennaio 2012, La biblioteca ideale \ 2

Un'altra cosa che mi piacerebbe vedere in una biblioteca ideale è uno sportello informativo a tutto tondo. Non parlo di un banco per il reference, cioè per le informazioni su libri e simili. Quello ce l'abbiamo, e funziona molto bene. Parlo di una specie di Informagiovani integrato in ogni biblioteca.

Quante volte venite da noi e ci chiedete se qualche servizio pubblico o privato tiene corsi di cinese, di cucito, di finanza, oppure dove va presentata una certa domanda, oppure come ottenere determinati permessi, e noi sappiamo rispondervi solo più o meno? Non sarebbe bello se in tutte le biblioteche ci fosse un videoterminale collegato in tempo reale con chi queste informazioni le dà di mestiere?

Anzi, visto che ragioniamo di una biblioteca ideale, puntiamo più in alto: mi piacerebbe che l'Informagiovani (o l'URP) fosse fisicamente dentro le biblioteche. Dopotutto siamo uno dei servizi più noti e frequentati dai cittadini, e ciò di cui ci occupiamo è l'informazione. Perché non concentrare negli stessi luoghi tutti questi servizi, e costruire delle vere infoteche?

(La prossima volta poi vi parlo di 826 Valencia...)

 

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Fabiano
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mercoledì 25 gennaio 2012, Apertura patronale

Informazione di servizio: lunedì 30 gennaio la biblioteca Crocetta sarà aperta regolarmente (ovvero il pomeriggio dalle 14.30 alle 19).

Che notizia è, vi chiederete? Semplice: è il modo più efficace per comunicarvi che invece martedì 31 gennaio saremo chiusi per festa patronale. Pare infatti che una notizia posta in modo negativo sia afferrata dal nostro cervello più a fatica di una notizia posta in modo positivo.

Ecco perché a Crocetta non diciamo mai che un libro preso in prestito non può essere riportato dopo la scadenza, ma che un libro preso in prestito deve essere riportato prima della scadenza. Non siamo tirannici. Siamo sottili.

 

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fabiano
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martedì 24 gennaio 2012, La biblioteca ideale \ 1

È un po' che non scrivo su questo blog. Vorrei ricominciare segnandomi un'idea fissa degli ultimi tempi: la biblioteca ideale dovrebbe sempre dispiegarsi su due piani o in due aree ben distinte, una silenziosa (per la lettura, per lo studio, per la meditazione) e una rumorosa (per i bambini, per i ragazzi, per chi vuole socializzare tra libri e riviste - ma anche per le iniziative e gli incontri, in modo che non disturbino mai gli studenti...) Sarebbe un passo in più verso la trasformazione delle biblioteche in piazze della comunità, luoghi di ritrovo e scambio tra i cittadini - e io non dovrei più fare il bibliotecario cattivo che zittisce i ragazzini vocianti davanti alle macchinette delle bibite...

Tutto qui. Magari nei prossimi post mi segnerò altri caratteri della biblioteca ideale. Intanto un link istruttivo che illustra un nuovo, rivoluzionario device di lettura.

 

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Fabiano
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sabato 10 dicembre 2011, Per iniziare

Tornando sugli argomenti dell'ultimo post, vi segnalo questo progetto del nostro Comune per estendere il wi-fi gratuito in numerose zone di Modena.

Le Biblioteche, come forse saprete, sono state tra i pionieri di questo servizio, che con un'iscrizione di 2 euro una tantum (cioè per sempre, a meno che non perdiate la password) vi consente di navigare gratis con il vostro portatile o smartphone a Delfini, Crocetta e Rotonda.

Ecco, per iniziare le Biblioteche dovrebbero offrire accesso a Internet gratuito a tutti. E qui ci siamo quasi, no?

 

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Fabiano
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mercoledì 7 dicembre 2011, Chindol

Anche in Italia è arrivato il Kindle, il lettore di e-book della libreria online Amazon: una notizia-bomba, nel mondo dei libri, perché il mercato degli e-book qui da noi ancora non decollava, nonostante tutto il can-can mediatico degli ultimi tempi. Con l'arrivo del Kindle siamo probabilmente alla svolta: se la lettura digitale non decolla adesso, non decolla più.

Questo non perché il Kindle sia il miglior e-reader in circolazione (sono notevoli anche il Nook della Sony o il LeggoIbs di Ibs - e c'è chi adora leggere libri sull'iPad), ma perché il Kindle Store, ovvero il reparto e-book di Amazon.it, è molto, molto competitivo sui prezzi. Un esempio: "Nessuno si salva da solo" di Margaret Mazzantini, che a Crocetta conta attualmente 6 prenotazioni, in e-book costa 3,99 euro invece dei 19 dell'edizione cartacea. Insomma, con l'arrivo del Kindle la concorrenza diventa spietata, e gli e-book si candidano a valida alternativa all'acquisto fisico, e forse addirittura al prestito librario.

Le Biblioteche naturalmente non stanno a guardare. Già da un anno abbiamo acquistato 6 lettori di e-book, per farveli provare di persona prima alla Delfini (primavera-estate 2011) e ora alla Crocetta (dal 12 settembre al prossimo 24 dicembre, dopodiché nel 2012 toccherà alla Poletti). Poi stiamo studiando da tempo il futuro del prestito di e-reader (più difficile) e di e-book (meno difficile) sull'esempio magari della New York Public Library, dove con i codici di accesso ottenuti in biblioteca si possono scaricare dal sito web migliaia di e-book a tempo: per esempio il nuovo di King, che si cancellerà dal vostro lettore dopo 30 giorni.

È presto per dire se l'esperimento americano reggerà, e prestissimo per sapere se sbarcherà anche in Italia (e a Modena, e a Crocetta - parliamo di quello che ci interessa davvero :-P) Di sicuro i bibliotecari sono sotto sfida: devono capire come sarà la biblioteca del futuro, mentre il futuro è già lì che armeggia con la maniglia della porta...

Io e i miei colleghi ci pensiamo parecchio, ultimamente. Sembrano cose teoriche, ma è come il meteorite dei Maya: tra neanche un anno sarà qui. Con questi temi bisogna confrontarsi ora: da un lato la digitalizzazione di tutto lo scibile (Amazon, Progetto Gutenberg, Google Books, Scribd), dall'altro l'annichilente potenza informativa della Rete (da cui il nostro wi-fi gratuito, che però vi richiede il possesso di un pc, e la creazione di un Pc di cortesia gratuito per navigare su siti scelti, come Wikipedia); da un lato i costi spaventosi delle novità librarie (aggravati dai tetti massimi di sconto applicati anche alle biblioteche), dall'altro le pressanti richieste di formazione che vengono da un pubblico sempre più esigente (e a marzo ripeteremo il nostro minicorso di inglese, ma quanto vorremmo farne anche di francese, tedesco, spagnolo, e poi arabo, e poi cinese).

Insomma, voi come ve la immaginate la Crocetta del 2021? Io una mia idea ce l'avrei (e assomiglia un po' a questa, un po' a questa e un po' anche quest'altra). Magari se vi interessa ne parliamo un'altra volta.

 

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