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Enrico Baj

Enrico Baj
Dames et Généraux

 
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Enrico Baj, Dames et Généraux, 1964

 

Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti, dal 12 settembre 2014 al 3 gennaio 2015
Mostra a cura di Carla Barbieri
Inaugurazione: venerdì 12 settembre, ore 18
Sarà presente Roberta Cerini Baj

Per l'occasione la Biblioteca rilascerà solennemente, in edizione limitata e numerata, il rarissimo e ambitissimo Diploma di appartenenza honoris causa al PLURIGLORIOSO ORDINE BAJADERESCO, istituito in occasione del festivalfilosofia sulla gloria.


Patafisica di Baj. L'importanza di non prendersi sul serio
In occasione della Giornata del Contemporaneo, sabato 11 ottobre, ore 17, Biblioteca Poletti, incontro con Angela Sanna e Roberta Cerini Baj.

Enrico Baj (1924-2003) fu uno dei più fervidi seguaci di Alfred Jarry e della sua Patafisica, la disciplina che supera, ironicamente, la metafisica e che si definisce "scienza delle soluzioni immaginarie".
Baj matura una personale concezione della Patafisica che proietta nella propria opera e che utilizza come arma contro le contraddizioni e le costrizioni del mondo e della società. La patafisica che Baj assume col motto Imago ergo sum, in opposizione alla razionalità matematica cartesiana, è allo stesso tempo musa e linfa vitale che rinnova e rinvigorisce la forza dell'immaginazione.
Per Baj il pittore, come il Patafisico, rifiuta le spiegazioni scientifiche e azzera con la fantasia, facoltà "che può valicare le più alte vette e superare ogni difficoltà", la comune tensione a trovare una soluzione logica a ogni problema.

Intervista ad Arturo Schwarz sulla figura e l'opera di Enrico Baj
Video intervista di Carla Barbieri registrata in occasione della mostra Enrico Baj. Dames et Généraux realizzata dalla Biblioteca Poletti in occasione del festivalfilosofia 2014, visitabile dal 12 settembre 2014 al 3 gennaio 2015.


La mostra

In mostra alcuni libri d'artista a fogli sciolti dedicati ai «generali», personaggi grotteschi che per Enrico Baj rappresentavano l'autoritarismo con tutta la sua boria plurigallonata e decorata. Molto spesso i generali sono accompagnati da dame, dai nomi evocanti una passata gloria familiare tanto altisonante quanto ormai ridicola.

Tra queste opere il famoso e rarissimo Dames et Généraux, pubblicato nel 1964 da Arturo Schwarz insieme all'editore Berggruen di Parigi. Il volume rappresenta la prima realizzazione a stampa su questi temi, tanto cari al libertario artista milanese. Nel libro le incisioni di Baj si affiancano alle poesie del surrealista Benjamin Péret e sono accompagnate da un testo critico di André Breton. Marcel Duchamp fu talmente entusiasta del progetto editoriale che volle parteciparvi, ideando un faux-titre che precede il frontespizio originale.

Oltre una ventina le incisioni esposte, a cui si aggiungono plaquettes ed altri materiali, tra cui il celebre Punching general del 2003, un pupazzone/pallone gonfiato, traballante, in effigie generalesca multidecorata, da prendere (metaforicamente) a pugni come un punching ball.

In occasione di questa mostra, è stato donato alla biblioteca l'introvabile catalogo originale del 1972 che il Comune di Milano aveva realizzato per l'esposizione dell'opera I funerali dell'anarchico Pinelli, a Palazzo Reale. Poiché il giorno precedente l'inaugurazione fu tragicamente ucciso il commissario di polizia Luigi Calabresi, la mostra venne sospesa. Milano avrebbe dovuto aspettare quarant'anni per vedere l'opera esposta nello stesso luogo e il catalogo ristampato in forma anastatica, nel 2012.




L'autore

Enrico Baj (Milano 1924 - Vergiate 2003), esponente di primo piano delle avanguardie artistiche degli anni Cinquanta, fonda il Movimento nucleare, fortemente innovativo sia dal punto di vista formale che ideologico. Autore del Manifesto della Pittura nucleare (1952) e del Manifesto contro lo stile (1957), la sua opera si caratterizza per l'ironia dissacratoria e per il forte impegno civile, attraverso invenzioni che combinano in modo ludico molteplici materiali e che daranno origine ai famosi "generali" e alle "parate militari" degli anni Sessanta, per trovare poi massima espressione nelle tre grandi opere degli anni Settanta: I funerali dell'anarchico Pinelli (1972), Nixon Parade (1974), e l'Apocalisse (1979).

Dall'Apocalisse in poi Baj metterà in scena, quasi teatralmente, il degrado della società contemporanea, l'asservimento alle tecnologie e la "robotizzazione" dell'uomo. Risalgono agli anni Ottanta opere come Epater le robot (1983), il Manifesto del futurismo statico (1983-86) e i Manichini (1984-87). Si accosta anche al teatro collaborando a numerose realizzazioni, tra cui Ubu re di Alfred Jarry, messo in scena da Massimo Schuster nel 1984.

Attraverso una serie di opere come Metamorfosi e Metafore (1988), in cui la pittura prevale sul collage, Baj sviluppa una figurazione legata al fantastico, che avrà la sua massima espressione nelle opere kitsch dei primi anni Novanta.

Nel 1993 inizia il ciclo delle Maschere tribali, a cui seguono i Feltri (1993-1998) e i Totem, opere che hanno nei titoli un ironico riferimento a personaggi della storia, come per le dame e i generali, dagli altisonanti titoli aristocratici e militari. Risale al 1994 Berluskaiser, una satira della conquista del potere attraverso i media; è del 1996 il Monumento a Bakunin, un omaggio alle idee anarchiche alle quali Baj si è sempre ispirato.

Parallelamente all'attività pittorica, l'artista si è dedicato alla produzione di libri d'artista, nati anche dal sodalizio con poeti e letterati, italiani e stranieri; tra le principali collaborazioni quelle con André Breton, Jean Baudrillard, Octavio Paz, Edoardo Sanguineti, Italo Calvino, Umberto Eco, Alda Merini, e molte altre ancora; inoltre, numerosissime le sue collaborazioni con artisti di fama internazionale, da Fontana, Jorn, Colombo, Manzoni, all'americano Mark Kostabi e ai francesi Régis Deparis e Richard e Hervé Di Rosa.

Baj ha sempre affiancato alla pittura la scrittura pubblicando numerosi libri.

Nel 2001 Roma gli dedica un'ampia retrospettiva a Palazzo delle Esposizioni. Dal 2002 Baj inaugura un nuovo ciclo di opere "idrauliche" in cui dame a collage e piccole sculture sono realizzate con l'impiego di materiali metallici; queste opere verranno esposte nel 2003, nella sua ultima mostra alla Galleria Marconi di Milano.

Nel 2008 la Fondazione Marconi di Milano presenta il ciclo delle Dame e dei Generali e nel 2012 l'opera I funerali dell'anarchico Pinelli viene esposta a Milano, a Palazzo Reale. Risalgono all'autunno 2013 le importanti mostre milanesi, rispettivamente alla Fondazione A. Pomodoro e alla Fondazione Marconi.



Informazioni

Orari durante il festivalfilosofia
Venerdí 12 settembre ore 9 - 23
Sabato 13 settembre ore 9 - 23
Domenica 14 settembre ore 9 - 20

Orari dal 15 settembre 2014 al 3 gennaio 2015
Lunedí ore 14.30 - 19; dal martedí al venerdí ore 8.30 - 13 e 14.30 - 19; sabato ore 8.30 - 13
La mostra è visitabile anche il lunedì mattina su appuntamento

Biblioteca civica d'arte Luigi Poletti
Palazzo dei Musei
Piazza Sant'Agostino 337, 41121 Modena
Tel. 059.2033372
www.comune.modena.it/biblioteche/poletti
biblioteca.poletti@comune.modena.it

L'ingresso alla mostra e alle iniziative è libero e gratuito.